Paradossalmente …

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Adesso ho la certezza di avere anch’io un angelo custode che mi guida e mi protegge. Se così non fosse sarei capitato di turno dopo Milan – Betis e, lo confesso, sarebbe stato con ogni probabilità l’ultimo post che avrei avuto il privilegio di scrivere per Milan Night. Già, perché giustizia avrebbe voluto che il post fosse censurato per  turpiloquio volgare e reiterato ed Io bannato a vita. Per fortuna l’angelo custode si è messo di mezzo e sono capitato dopo Milan – Sampdoria, il classico mezzo punto di dolce che stempera il precedente punto di amaro anche se più che il retrogusto quasi piacevole del noto liquore avrebbe potuto essere meglio identificato in una damigiana di fiele  … Per fortuna, come ben sapete, ero in buona compagnia ed ho potuto sfogarmi con le pagelle ad otto mani ma so di dover ringraziare Raoul Duke, Larry e for those. Non fosse stato per la loro presenza ad effetto “mal comune mezzo gaudio” sarei esondato come il fiume giallo durante un monsone.

un punto d’amaro e mezzo di dolce

Più ci penso e più mi sovviene una sola parola per definire il Milan di questa stagione; Paradossale. Non riesco a trovare spiegazioni che abbiamo un filo logico. Riusciamo a pareggiare con l’Empoli una partita che dopo minuti si era messa in discesa, quella che dovrebbe essere la condizione ideale per vincerla in scioltezza contro un avversario non certo irresistibile, lasciamo pareggiare l’Atalanta a San Siro dopo essere stati due volte in vantaggio, pareggiamo contro il Cagliari facendoci menare in giro per un tempo abbondante. In compenso vinciamo, e bene, con la Roma e paradossalmente con Sassuolo (fuori casa) e Sampdoria. Perché paradossalmente ? Pensateci… Affrontiamo due squadre quando viaggiano a mille ed ambedue guidate da tecnici considerati tra i migliori e più preparati della serie A e nei nostri momenti peggiori, quelli che se non porti a casa il risultato scoppia l’Armageddon. Ambedue quando allenatore, società e giocatori sono sotto la lente di ingrandimento con il morale a terra e la tifoseria sul piede di guerra. La seconda giocando con due punte e la prima con l’attacco light vista la contemporanea assenza di Higuain, Cutrone e Silver Fox. Anche Domenica sera giochiamo bene fino al vantaggio salvo poi, dopo aver subito il pari, 20 minuti di  quasi nulla dove lasciamo giocare la Samp a piacimento. Il secondo gol blucerchiato è indicativo. Li lasciamo palleggiare in 20 metri quadri per 3 minuti senza un contrasto, senza un fallo, senza una roncolata ben data fino a che, come avevano capito tutti i presenti a San Siro, Saponara si smarca tra le linee, riceve palla, pennella per Quagliarella  e tanti saluti (a proposito a San Siro avevo assolto Donnarumma per il primo gol. Dopo averlo rivisto confermo la sua innocenza ma mi accorgo dell’errore sesquipedale che commette sul secondo, una roba da bambini dell’oratorio, mah…) . Quando poi sembra la squadra stia del tutto sparendo dal campo un lampo della premiata ditta Cutrone-Higuain ci riporta in pari. Nel secondo la giochiamo bene fino al definitivo vantaggio per poi soffrire nuovamente sin quasi alla fine. Ditemi Voi se ha un senso.

Ancora più paradossalmente siamo una squadra allenata da un mister che in teoria sarebbe un difensivista. Uno col passato di morditore seriale di caviglie. Uno che non si scosta dalle sue poche certezze e che gioca con un 4-5-1 mascherato da 4-3-3 eppure siamo il terzo attacco del campionato con 18 gol dopo Juve e Napoli ma in compenso ce ne hanno rifilati 13. Gli stessi, per esempio, che hanno preso la Roma e la Spal, una media (1,4 gol a partita) da squadra di centro-bassa classifica e non siamo riusciti a finirne una mantenendo la rete inviolata. Non bastasse, sempre per essere una squadra difensivista abbiamo recuperato 202 palloni mentre ne abbiamo persi 280. Facciamo meno falli di tutti e di quanti ne subiamo (86 contro 96) ma prendendo in proporzione una marea di ammonizioni, 17, con il rapporto (1 – 5,17) secondo solo a Roma, lazio, Samp e Spal (con valori però molto simili) mentre la seconda meno fallosa è l’Inter con 113 falli ma con una media di una ammonizione ogni 9,15. Cioè ne facciamo pochissimi ma quando li facciamo spacchiamo crani ed ossa. Vi risulta ? A me non sembrava ma posso sbagliarmi. Non ho la capacità di Larry di interpretare numeri e statistiche ma mi bastano queste poche informazioni per capire che non ci sto capendo nulla.

Questi due devono giocare insieme sempre…

Allo stadio con Raoul Duke condivido tre riflessioni. La prima è che questa squadra ha paura. Di vincere quando è in vantaggio e di perdere per il resto del tempo. Anche nei momenti migliori e nelle partite migliori dà sempre l’idea di poter prendere gol. Sembra che giochi costantemente col cuore in gola ed a noi tifosi non rimane altro che restare col fiato sospeso ogni volta che l’avversario si affaccia nella nostra metà campo. La seconda la riserviamo a Romagnoli. Da quando è rimasto orfano di Bonucci sembra l’ombra di sé stesso. Immagino, ma è una opinione personale, che soffra terribilmente la responsabilità di dover guidare la difesa compito che l’anno scorso toccava al gobbo pentito. Di Bonucci si può dire tutto ma non che mancasse di personalità ed a mio avviso il buon Romagna giocava bene perché giocava a cuor leggero.  In più, con ogni probabilità, gioca costantemente preoccupato perché non si fida del compagno di reparto tanto che non esce quasi mai in anticipo come soleva fare e la mancanza dei sui anticipi… manca terribilmente.  La terza è per Musacchio che al di là dell’effetto scenico delle sue marcature spigolose (che spesso hanno entusiasmato anche me) non sembra in grado di garantire quell’affidabilità che servirebbe ed in più spesso non riesce a tenere la linea. Sarà un caso che da quando gioca in pianta stabile non riusciamo a finire una partita senza prendere gol ? e non parliamo del comportamento coppa se no mi sale di nuovo la carogna.

Eppure, al di là di considerazioni logiche, mi rimane in bocca l’amara sensazione che non si possa ridurre tutto agli errori dei singoli. Siano quelli di Gattuso (che certamente i suoi errori li commette) siano dei giocatori o siano state le scelte societarie. Sulle ultime ci sarebbe da scrivere, nel bene e nel male, un libro ma provo a sintetizzare quello che ritengo il limite più grosso: se credi in un allenatore lo sostieni alla morte e pubblicamente mettendoci la faccia, se non ci credi non gli fai nemmeno iniziare la stagione e mi fermo qua. Sembra che questo Milan sia preda di un male oscuro che và oltre le valutazioni tecniche e da dove venga non si capisca. Sembra riuscire a dare il meglio solo quando è sotto pressione o quando va a mille ma che al primo piccolo intoppo si sciolga come neve al sole e che non riesca a mantenere una seppur minima costanza di rendimento. Un Milan che subisce passivamente il momento senza riuscire a crearlo.

Eppure, paradosso del paradosso, nonostante un andamento altalenante, siamo quinti per quanto a pari merito con Roma, Fiorentina, Sampdoria e Sassuolo ed a tre punti dal quarto posto della Lazio e se domani riuscissimo a vincere il recupero saremmo di nuovo in corsa per quel benedetto quarto posto.  Insomma, da questa squadra non so mai che aspettarmi ma, prendo in prestito il pensiero di Larry, se hai in rosa un giocatore forte (ma forte proprio) lo devi mettere in campo, nel suo ruolo naturale e non al posto dell’unico fuoriclasse che hai. Il modo, caro Ringhio, devi trovarlo tu modulo o non modulo. La fiducia voglio mettercela ancora e domani sera sarò puntualmente a San Siro, vedete di non farmi buttare fuori dal night per troppe contumelie per favore …. Sarebbe davvero paradossale.

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.