Pappa e ciccia

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L’aereo? L’ho visto ma l’abbiamo pagato noi. Comprano cose, spendono soldi ma non ci pagano” così parlò Luis Alberto su Twitch prima di scusarsi per lo sfogo. Non è importante capire chi abbia ragione nello specifico, men che meno quanto percepisca lo spagnolo, ancora meno che si tratti di un boeing 737-300 con circa 30 anni di vita, non esattamente un 787 né un “classico” 737 next generation. Quello che fa pensare è l’uscita di un giocatore appartenente ad uno dei club più importanti della serie A, la punta di un iceberg di un problema molto più vasto che non tocca solo i piccoli club ed incomincia a mostrare scricchiolii preoccupanti riconducibili a troppi anni vissuti sul filo del rasoio tra spese di gestione e compensi per gli atleti.
Difficilmente vedremo i calciatori lamentarsi in pubblico perché sanno di essere dei privilegiati e il sentimento popolare li travolgerebbe tirandosi la famosa zappa sui piedi, ma è altrettanto vero che non tutti hanno lo stipendio di Conte o Ronaldo e nelle serie inferiori il problema dev’essere gravissimo se la strapubblicizzata serie A, in grado di fagocitare tutta l’informazione sportiva italiana, è nel pantano. Il 9 novembre la FIGC ha emesso il comunicato ufficiale n°112/A in cui ha deliberato il posticipo dei pagamenti delle mensilità di luglio, agosto e settembre dal 16 novembre al 1 dicembre, verrebbe da dire che ad una settimana dalla scadenza molti club fossero in crisi nera da questo punto di vista. A mio avviso nulla di sorprendente dato che pure il “Report Calcio 2020” pubblicato dalla FIGC certifica come il 50% dei costi della serie A sia imputabile alla voce “costo del lavoro”. La situazione è ancora più evidente ricordando come già in precedenza il comunicato FIGC n°99/A del 21 settembre aveva posticipato il termine per il pagamento delle mensilità di luglio e giugno dal 30 settembre al 16 novembre.

come immagino la serie A

A mio parere i pesanti scricchiolii del sistema calcio sono resi ancora più sinistri dalla soglia economica dei “tesserati” salvaguardati, ossia quelli esclusi da queste delibere, per i quali il pagamento deve essere effettuato senza proroghe. Nel magico mondo dorato della serie A quale pensate possa essere la soglia oltre la quale lo stipendio non può essere prorogato? 1 mln di euro lordi annuali? 500 mila euro lordi annuali? 200 mila euro lordi annuali? 100 mila? No, la soglia è 50.000 euro lordi annuali.
Non ho idea del perché questa sia la soglia spartiacque, di certo rispetto ai numeri che vediamo e immaginiamo nel mondo del calcio questo valore ci appare come una burla, irreale, invece è così, come è vero che per ben due volte si è arrivati in prossimità della scadenza dei pagamenti dei tesserati per prorogarli. Insomma, rifacendomi al tweet di Luis Alberto questa serie A più che un boeing rischia di essere il Savoia-Marchetti di “pappa e ciccia”.

Incomincia il countdown verso una fase molto importante del campionato, quella che porta alla sosta natalizia, passando per un concentrato di partite fatto di 10 match in 30 giorni. Con un numero di impegni così ravvicinati, a cui si aggiunge la variabile covid, non dovrebbero stupire gli alti e bassi delle varie squadre impegnate anche in coppa perché forma fisica, concentrazione e infortuni giocheranno un ruolo fondamentale nelle prestazioni. La prova per certi versi è fornita dal nostro Milan che finora ha disputato ben 13 partite ufficiali contro le 10 di chi è entrato di diritto nelle coppe e le 7 di chi poteva concentrarsi sul solo campionato. Tanto per dare un valore ai numeri abbiamo giocato il 30% in più dei nostri rivali per la champions league e quasi il doppio di tutte le altre e questo si è fatto sentire soprattutto dopo la prima sosta della nazionale. La squadra però ha reagito bene grazie all’ampio turnover visto in coppa riuscendo così a totalizzare 8 punti in 4 partite contro avversari ben più ostici di quelli affrontati all’inizio del campionato, ossia una pretendente allo scudetto (inter), una alla champions league (roma), una squadra rivelazione (hellas) e una che lotterà per non retrocedere (udinese).
L’unico vero intoppo è la sconfitta casalinga col lille perché una vittoria avrebbe permesso di affrontare le successive tre partite con moltissima tranquillità e un primo posto quasi assicurato, così invece toccherà non snobbare questa competizione anche se eviterei un eccessivo dispendio di energie nella trasferta di Lille cercando di chiudere i conti del girone, primo o secondo posto che sia, contro il Celtic a San Siro. C’è molta differenza nel superare il turno come primi o secondi nel girone, ma bisogna dare delle priorità e seppure la squadra e la società tengano molto alla coppa, il turnover dimostra come ad oggi venga ritenuto più importante il campionato. Questa è la via direbbe un mandaloriano.

Rebic pronto per la sessione di allenamento

Si avvicina la sfida col Napoli, un terno lotto non tanto per i valori in campo quanto per i pochi giorni a disposizione dalle due squadre per prepararla visti i numerosi convocati in nazionale dei due club:
– Ospina, Meret, Di Lorenzo, Mario Rui, Rrhamani, Koulibaly, Hysaj, Zielinski, Fabian Ruiz, Lobotka, Elmas, Insigne, Mertens, Osimhen, Lozano per il Napoli;
– Donnarumma, Tatarusanu, Dalot, Calabria, Romagnoli, Gabbia, Kjaer, Calhanoglu, Tonali, Bennacer, Kessié, Krunic, Brahim Diaz, Leao per il Milan.
Parliamo di ben 29 atleti, in pratica più di una rosa su due squadre (!) che saranno a disposizione dei rispettivi allenatori (o qualcosa del genere nel nostro caso) scaglionati in circa 3 giorni ed alcuni con un fuso orario importante. Dal mio punto di vista queste sono le partite più complesse perché prepararle non è affatto semplice ed è difficile prevedere quanto girino le gambe in campo. Dei cosiddetti titolari il Napoli ha potuto far riposare Manolas e Bakayoko, noi Ibra, Rebic (si sta allenando per essere titolare), Theo Hernandez e in parte Hauge oltre a Pino infortunato.
L’assenza di Pioli a mio avviso non va sottovalutata perché ha dimostrato di saper dare coesione e tranquillità al gruppo, qualcosa che nello spogliatoio mancava da parecchio tempo. Notizia di giornata è anche l’assenza di minipioli, quindi potremmo vedere in panchina b… no scusate non ce la faccio a scriverlo. Non avere primo e secondo allenatore in campo per gli allenamenti e poi la partita mi preoccupa molto, ma questo è il calcio squattrinato post-covid, facciamoci l’abitudine.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.