Pagelle Udinese Milan 1-1

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Houston abbiamo un problema.

Anzi, ne abbiamo molti, e già da un po’.

L’ultima partita convincente di questo Milan è stata a Roma, 31 ottobre scorso: 2-1 stretto fuori casa, 31 punti in 11 partite (alla strabiliante media di 2.81) e gioco scintillante.

Da lì in poi si è spenta la luce, e ormai siamo al buio da un mese e mezzo: da inizio novembre in poi il Milan ha battuto in campionato soltanto due squadracce che l’anno prossimo quasi certamente giocheranno in serie B, facendo la bellezza di 8 punti in 6 partite (alla sconcertante media di 1.33), mentre in Champions si è barcamenato alla bell’è meglio con l’unica eccezione della sfavillante notte di Madrid (sull’altare della quale sono state probabilmente sacrificate due partite in campionato, quella prima con la Fiorentina e quella dopo con il Sassuolo).

Fin qui è pura cronaca, il gioco è facile…più difficile addentrarsi nelle cause, anche se qualche indizio qui e là fa capolino.

Prima di tutto il down è prettamente atletico, la partita di questa sera è emblematica in tal senso, con una marea di contrasti persi e un perenne ritardo su tutte le seconde palle.

Dice, è impossibile spingere al massimo per tutta una stagione giocando ogni tre giorni, gli alti e bassi sono fisiologici, i giocatori sono esausti e devi ruotarli per preservarli dagli infortuni.

Tutto vero, tutto sacrosanto… però se per la seconda volta consecutiva partiamo a bomba e poi ci fermiamo di botto (la scorsa stagione a febbraio, questa a novembre) forse qualche domanda sulla preparazione atletica bisogna iniziare a porsela, sullo staff medico invece le domande sono già finite, sarebbe bello caso mai cominciare ad avere qualche risposta posto che abbiamo praticamente doppiato qualunque altra squadra di serie A per somma di partite saltate dai giocatori per infortunio.

Ma attenzione perché ridurre tutta la questione ad un fatto atletico o di infermeria appare riduttivo: per me il problema più grosso è nella testa, di molti interpreti in campo e ahimè dell’allenatore in panchina.

E’ di tutto evidenza che molti giocatori hanno perso l’umiltà necessaria, probabilmente si sentono arrivati senza aver vinto ancora una beneamata minchia, distratti da sirene di mercato o da rinnovi in corsa forse troppo affrettati (Kessie, Theo Hernandez, Saelemaekers i primi che mi vengono in mente, ma l’elenco probabilmente è incompleto), Ibrahimovic evidentemente è riuscito in una prima fase a svezzare quelli che erano dei pulcini bagnati prima del suo arrivo ma ora forse deve sbattere il belino sul tavolo per far capire loro che non è il caso di fare troppo i galletti.

E poi c’è Pioli, sul quale dopo due anni giuro che non sono ancora riuscito a farmi un’opinione definitiva.

E’ innegabile che nelle fasi UP faccia giocare divinamente la squadra, che ricordiamocelo è composta da tanti onesti giocatori ed un solo fuoriclasse (ahimè di quarant’anni), sarebbe ingiusto e disonesto farlo passare per l’incapace che non è.

Pero Santo Dio è ora che quest’allenatore inizi a mostrare un po’ di malizia, a trovare delle contromisure, un cazzo di piano B per gestire le fasi di DOWN, è inconcepibile che se il Milan non gioca a 200 all’ora con intensità devastante sparisca dal campo e non riesca a mettere in cascina qualche punto “sporco”.

Guardate, io non ne faccio nemmeno una questione di scelte giuste o sbagliate, per quanto alcune come quelle di stasera possano sembrare scellerate (Bakayoko in e Kalulu out, tanto per dirne un paio).

Quello che mi manda fuori di testa è prendere gol come quello di stasera sullo 0-0, con 8 uomini sopra la linea della palla, i terzini altissimi, i due centrali larghissimi al posto dei terzini e dietro 50 metri di campo libero: ecco, tu allenatore se prendi un gol così contro Cioffi (!) o sei stordito dagli antibiotici, o sei senza idee o sei presuntuoso.

Maignan: 6   Quasi inoperoso, sul gol friulano ci aveva quasi messo una pezza in uscita, ma un po’ la sfortuna nel rimpallo, un po’ la goffaggine dei due centrali (Tomori in primis) hanno reso vano il suo intervento

Florenzi: 4,5  L’esclusione di Kalulu per questo ex-giocatore è quasi roba da Black Lives Matter

Tomori: 5  E’ la seconda partita consecutiva in cui i suoi errori si rivelano decisivi, sul gol di Beto sbaglia due volte, prima tenendolo in gioco nell’indecisione salgo non salgo, poi cincischiando goffamente di tacco dopo l’uscita di Maignan, purtroppo capita anche ai migliori

Romagnoli: 5,5  Rasenta quasi la sufficienza, ma un colpo di testa in proiezione offensiva è talmente buffo che non riesco proprio a dargliela

Theo Hernandez: 4,5  Velleitario, inconcludente e leggero in copertura e in appoggio, il salto di qualità definitivo fatica ad arrivare

Bakayoko: 3  Basta, davvero! La differenza di passo con qualunque centrocampista bianco, nero o giallo transiti dalle sue parti è talmente evidente che dovrebbe mettere in serio imbarazzo chi l’ha preso e chi lo fa giocare, se penso che sarebbe bastato tenere Pobega per avere un’alternativa di livello mi sale il crimine, i buoni giocatori riescono sempre ad adattarsi e a ritagliarsi i propri spazi

Kessie: 6  A far meglio di Topsy bastava poco, nulla di trascendentale ma quanto meno mette densità e sostanza nel mezzo e la facciona per terra nel finale a salvare un gol fatto

Bennacer: 4  Un errore dietro l’altro, marchiano nella scelta e nell’esecuzione quello che porta al gol bianconero, un altro per il quale il salto di qualità sembra quello della quaglia

Tonali: 7  Dieci minuti con la Salernitana e un’ora scarsa con il Liverpool, era proprio indispensabile fare turn-over con un ragazzo di 21 anni nel pieno delle sue forze che in questo momento è il nostro miglior centrocampista per distacco?  Entra con il piglio e la testa giusta, in questa fase è imprescindibile

Saelemaekers: 5  Frizzante come la Ferrarelle, stuzzicante come la pasta al burro e piccante come una minestrina in brodo

Castillejo: 5,5  Mette in campo tutto quello che può, peccato che nella sua posizione Messias stesse giocando con miglior qualità (ma lì la colpa non è mica sua)

Brahim Diaz: 3,5  Inutile ed evanescente, si sarebbe conquistato a buon diritto il 4 ma per un tiro così sbilenco come quello della ripresa il mezzo punto in meno è doveroso

Maldini: 6+  Quanto meno porta un po’ di fisicità e mette lo zampino nel gol del pareggio

Krunic: 5  Se gli chiedi di correre, combattere e portare la borraccia verrai sicuramente ripagato, se pretendi che inventi o costruisca non potrai che rimanere deluso

Meessias: 6,5  Quantità e buona qualità nei tre dietro la punta, permane il mistero sul motivo per cui non abbia giocato da subito

Ibrahimovic: 7,5 (il migliore)  Pur giocando quasi da fermo rimane una spanna sopra tutti i suoi compagni, è l’unico capace di inventare qualcosa là davanti sfornando prima un assist vanificato da Diaz e poi diverse sponde di petto e di testa per compagni imbambolati, alla fine si mette in proprio e salva la baracca con una prodezza delle sue nell’over time, (Padr)Eterno

 

Pioli: 4  Ho già detto tutto sopra, nient’altro da aggiungere

 

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.