Pagelle Torino Milan 2-0

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Scrivere questo pezzo pesa come un macigno, ma meglio delle crude verità che bugie di circostanza.

Siamo all’ennesimo anno zero, dopo aver covato a lungo l’illusione di arrivare terzi finiremo ottavi.

E non possiamo prendercela proprio con nessuno, nel calcio come nella vita si raccoglie quasi sempre quello che si semina, perciò non stupiamoci se adesso stiamo raccogliendo sterco di cavallo.

Le responsabilità di questo ennesimo fallimento sono ben distribuite, diamo ad ognuno il suo.

Iniziamo dalla proprietà, dal mitico fondo Elliott con i suoi avvocati belva: tutta qui la sua potenza di fuoco? La provata capacità di lobbying in grado di far fallire Stati Sovrani che fine ha fatto? E’ mai possibile che nella Serie A sponsorizzata TIM ci si debba far sistematicamente prendere per il culo dal Banti, dal Maresca o dal Guida di turno? Troppe cose non tornano, troppi interrogativi rimangono irrisolti, gli stessi che aleggiano fin dal momento del subentro alle teste di legno cinesi.

Sulla dirigenza giudizio sospeso ma qualche domanda è doveroso porla: caro Leonardo, se l’allenatore (a ragione) non riscuoteva la tua fiducia per motivi caratteriali e di filosofia calcistica, perché mai hai iniziato la stagione con lui? Perché ti sei infilato nello stesso tragico errore commesso da Mirabelli con Montella?  Perché non sei neanche corso ai ripari a dicembre quando sarebbe bastato, che so, un Sinisa qualsiasi libero sul mercato?  Perché ti sei sentito addirittura in dovere di delegittimarlo dopo la sconfitta nel derby? A qual punto dovevi solo difenderlo a denti stretti, e stop.

A Maldini invece una sola domanda: Paolo, esisti? Dimmi qualcosa di milanista, ti prego!

Gattuso invece ormai è un bersaglio facile, è come sparare sulla Croce Rossa, lo sfacelo senza fine attuale sta facendo dimenticare anche quelle cose buone che aveva portato al suo arrivo: una certa cultura del lavoro, una discreta onestà intellettuale, una fede milanista incontestabile, una sorprendente capacità di tenere la barra dritta e di metterci la faccia quando tutto intorno a lui cadeva a pezzi alla fine della scorsa stagione.

Tutte le caratteristiche del buon traghettatore insomma…il problema è che proprio in virtù di questi pregi si è voluto andare oltre, dal traghetto si è passati alla nave da crociera, senza capire che questo pover’uomo (per modo di dire) proprio non era in grado, troppo acerbo dal punto di vista tattico, troppo legato ad un unico canovaccio, troppo inesperto per recitare un copione di livello: alla fine i nodi sono venuti al pettine, e il risultato finale non poteva essere che quello di uno Schettino qualunque, affondato sugli scogli.

Infine la squadra, per la quale francamente non so neanche se valga la pena di spendere tempo a dare voti o fare pagelle, la partita di questa sera è emblematica, siamo riusciti a farci umiliare da un Torino poco più che mediocre, il nulla o quasi a livello tecnico, che però ha mostrato di possedere tutte quelle caratteristiche che ai nostri eroi fanno tragicamente difetto: carattere, coraggio, forza di volontà, attributi… le palle insomma.

Abbiamo fatto la figura delle checche isteriche chiudendo con un espulso e sei ammoniti, senza nemmeno toglierci la soddisfazione di tirare una stecca ben assestata al Rincon o all’Izzo di turno: tutto questo con il secondo monte ingaggi della massima serie, vergognatevi indegni.

L’ennesima bandiera bruciata, che tristezza

Donnarumma: 4,5   Soliti disastri di piede, un paio di uscite a farfalle, mano sbagliata (quella di richiamo) sul tiro di Berenguer

Conti: 3   Cotto e mangiato da Ansaldi, che infierisce sui resti del giocatore che fu… se arrivi a rimpiangere Abate, la situazione è serissima

Castillejo: 5   Un colpo di testa nel finale e nulla più

Musacchio: 4,5   Prova a contenere Belotti, con il quale ingaggia duelli fisici furibondi, sulle sue spalle grava la responsabilità del rinvio corto sui piedi di Berenguer che porta al raddoppio granata

Romagnoli: 3   Sarei curioso di sapere che cosa dice agli arbitri, visto che appena apre bocca viene ammonito, sarà forse un problema di alitosi?  Il battimani all’arbitro invece se lo poteva proprio risparmiare, credeva forse di essere Mandzukic?  Resta il fatto che il capitano dovrebbe trascinare la squadra in avanti, non per terra

Rodriguez: 4   Sulla fiducia, per il modo indecente con cui corre

Kessie: 3  Dimostra una volta ancora tutta la propria stupidità, commettendo un fallo evitabilissimo nel momento più delicato della partita, visto che l’arbitro ci aveva appena graziato in un paio di circostanze (mancata espulsione di Suso e dubbio contatto Musacchio-Belotti), rimane uno dei capolavori maximi di Mirabelli, abile a svenarsi per lui cedendo Kuco per un piatto di lenticchie

Bakayoko: 6+ (il migliore)  L’ultimo ad arrendersi e a mostrare qualche cenno di vita, la traversa e una grande parata di Sirigu gli negano la gioia del gol, è forse il nostro unico giocatore di spessore ma il problema è che forse non sarà nemmeno nostro

Paquetà: 5,5   Rientra dopo quasi un mese e mostra qualche giocata di ottimo livello tecnico, peccato che il momento richiedesse più l’arrosto che il fumo

Piatek: SV  Ingiudicabile, visto che di palloni giocabili nella mezzoretta in cui sta in campo non gliene arriva nemmeno uno

Suso: 4   Nel primo tempo sembra voler dare il sangue (…) per la squadra e riesce persino a tirare in porta di destro, nella ripresa sbaglia tutto quello che si può sbagliare su un campo di calcio

Borini: 5  Inizia esterno basso destro, finisce laterale sinistro avanzato, e nel mentre delizia le folle con uno splendido tiro dal limite dell’area che violando misteriosamente qualunque legge della fisica finisce per spegnersi all’indietro nel cerchio di centrocampo, era quasi impossibile riuscirci, chapeau

Cutrone: 6  Cerca di dare profondità alla squadra correndo come un matto dappertutto, e fornisce anche un assist pregevole vanificato dal turco alla fine del primo tempo, dimostra quanto meno di essere vivo e di averne voglia

Calhanoglu: 4,5  Il genio della balistica continua imperterrito a centrare come un cecchino gli stinchi avversari, uno dei giocatori più inutili che abbia indossato la nostra numero dieci.

 

Gattuso: 3  Ho già detto tutto sopra, aggiungo solo che un allenatore che nel pre-partita ammette di non essere riuscito a trasmettere un’anima alla squadra e che nel post-partita riferisce di non vedere una reazione dei suoi giocatori neanche in allenamento, dovrebbe avere quanto meno il buon gusto e la dignità di dimettersi.

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.