Pagelle Torino Milan 0-0 del 10 aprile 2022

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Il Milan non sa più segnare.

Tre gol nelle ultime 5 partite sono un dato incontrovertibile, che non ammette repliche.

Il problema è molto semplice da inquadrare: appena è calata la forma di chi per quasi un girone ha contribuito praticamente da solo ad accendere la luce (Leao) nessuno è stato in grado di sostituirlo prendendosi la squadra sulle spalle.

Stasera Ibra e Rebic non c’erano nemmeno, colpiti da un misterioso virus muscolare che ha fatto strage la notte scorsa a Milanello, ma anche quando c’erano il contributo alla squadra nel girone di ritorno è stato pressoché nullo.

Con questi numeri è difficile in tutta onestà pensare di poter vincere il campionato, la qualità davanti è talmente scarsa che quando vedi certe giocate ti viene voglia di spegnere il televisore, visto che spaccarlo costerebbe troppo.

Eppure siamo sempre lì, in questa competizione di una mediocrità assoluta possiamo ancora dire la nostra grazie ad una ritrovata impermeabilità difensiva (non prendiamo gol da una vita) e ad una coesione di squadra che ci vede remare tutti dalla stessa parte e lottare su ogni singolo pallone, a mio avviso non è questione di braccino o di approccio, in realtà facciamo tutto quello che possiamo ma quel tutto non basta per eccellere ma solo per restare in linea di galleggiamento.

In teoria da adesso in poi non siamo più padroni del nostro destino, se da qui alla fine l’Inter le vincesse tutte porterebbe a casa la seconda stella, ma in tutta franchezza mi riesce difficile credere che possa farcela davvero, visto quello che ha mostrato fino a questo momento.

Conviene ragionare partita dopo partita, continuiamo a crederci e alla fine tireremo le somme.

Maignan: 7 (il migliore) Toglie la palla dall’incrocio su una botta secca di Vojvoda e dirige la difesa con la consueta sicurezza, caposaldo

Calabria: 6 Ci prova con un bel diagonale nella prima frazione, più timido e in disparte nella ripresa

Kalulu: 6,5 Gioca con la calma e la lucidità di un veterano, sempre in anticipo sul diretto avversario e senza sbagliare un singolo pallone in impostazione

Tomori: 6 Forse condizionato dal giallo che lo penalizza in apertura, ha il suo bel daffare nel cercare di contenere Belotti, che lo impegna forse oltre il dovuto, alla fine è match pari ma quanta fatica

Gabbia: SV

Theo Hernandez: 6 Se passi tre quarti di partita a giocare a tutti giù per terra finisce che il rigore non te lo fischiano anche quando sarebbe sacrosanto, detto questo Theo me lo tengo stretto perché senza i suoi strappi la produzione offensiva di questa squadra rasenterebbe lo zero

Tonali: 6,5 Molto meglio rispetto alle ultime opache prestazioni, però Sandrino quando capitano quelle occasioni lì bisogna sfondare la porta, buttando dentro anche il portiere se necessario

Krunic: SV

Kessie: 6 Sebbene sembri sempre giocare con il freno a mano tirato la sua fisicità lì in mezzo si sente eccome, non fa mai nulla che ecceda l’ordinaria amministrazione ma gioca una partita di sostanza

Saelemaekers: 4,5 L’impegno non si può dire che manchi, la qualità sicuramente sì, alla fine ti restano negli occhi un casino frenetico, diverse palle perse e un paio di cross sbagliati di 30 metri abbondanti, mi spiace ma per giocare nel Milan serve altro

Brahim Diaz: 4,5 Continuare a schierarlo sfiora l’accanimento terapeutico, nemmeno nell’emergenza più completa si riesce ad intravedere la logica di farlo partire nell’11 titolare

Messias: 5 Una bella palla di prima a lanciare in area Tonali in mezzo al nulla cosmico

Leao: 5 La tecnica ed i mezzi fisici (seppure in appannamento) non sono in discussione, il problema grave è che sbaglia ogni singola scelta, è un vero mago dei preliminari ma quando si arriva al dunque lui spesso ha già finito

Giroud: 6,5 Lotta come un leone con Bremer nel duello più bello della partita, ci mette l’anima dal primo al novantacinquesimo mettendo giù anche qualche bel pallone di sponda che si perde nel nulla di chi gli sta attorno

 

Pioli: 6 In tutta sincerità fatico a gettargli la croce addosso, siamo primi con due punti di vantaggio (fino a prova contraria) a sei partite dalla fine, e il materiale umano che passa il convento non è proprio di primissima scelta, specie dalla trequarti in su, serve un guizzo per uscire da quest’impasse offensivo, una qualche idea per provare a giocarci le nostre carte fino alla fine

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.