Pagelle Spal Milan 2-3

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Per le analisi approfondite ci sarà tutto il tempo.

Anche troppo temo, visto che dovremo riempire di contenuti due o tre mesi di nulla.

A caldo una sola parola riassume al meglio il nostro stato d’animo attuale: delusione.

Delusione per quello che poteva essere e non è stato, per un traguardo accarezzato a lungo e sfuggito di mano all’ultimo respiro.

Nella considerazione unanime il nostro campionato è stato buttato via nelle sei orribili settimane che hanno fatto seguito alla sconfitta nel derby a metà marzo, e senza dubbio quei 5 punti in 7 partite non hanno aiutato, mettendo a nudo tutti i difetti di una rosa incompleta nei numeri e con molti limiti caratteriali forse dettati dalla giovane età di molti giocatori.

Ma attenzione, perché comunque nel girone di ritorno 37 punti di riffa o di raffa li abbiamo portati a casa, quindi i problemi in realtà sono a monte, risalgono ad un mercato estivo fatto in fretta e furia per le note vicende legate all’Uefa, ad una conferma dell’allenatore poco convinta e poco convincente, ad un peso politico societario tuttora inesistente che ci ha fatto lasciare per strada punti pesantissimi in momenti decisivi per decisioni arbitrali più che discutibili.

Quello che però mi dispiacerebbe sentire in questa circostanza è la frase “giusto così”: può valere a limite per l’Atalanta, che ha giocato al 120% delle sue possibilità meritandosi il traguardo raggiunto, molto meno per un’Inter dilaniata da faide interne, che per il secondo anno consecutivo se la cava all’ultima giornata per il rotto della cuffia arroccandosi terrorizzata fino al 97esimo sotto gli attacchi di un Empoli commovente e purtroppo sprecone e sfortunato.

Adesso Elliot e Gazidis dovranno far vedere di che pasta sono fatti, dalle decisioni che prenderanno sulla guida tecnica, sui rapporti con l’Uefa e sulla campagna acquisti prossima ventura capiremo se per il Milan esiste davvero un progetto serio o solo propaganda vecchio stile.

E’ importante però che venga fatta chiarezza al più presto una volta per tutte, se non altro per il rispetto dovuto all’ineguagliabile popolo rossonero, quello sì da Champions.

Donnarumma: SV   Inoperoso fino all’infortunio

Reina: 6   Sul colpo di testa di Fares non sembra il massimo in termini di reattività, ma oggettivamente non era facile

Abate: 6   Ultima da rossonero senza infamia e senza lode

Cutrone: 6  Una mezzoretta fatta di buona volontà e tentativi velleitari da fuori

Musacchio: 6   Duello tutto fisico con Petagna senza vincitori né vinti

Romagnoli: 6   Ordinaria amministrazione e nulla più

Rodriguez: 6   Sulla sua fascia agisce forse il cliente più difficile dei biancazzurri, ma tutto sommato Lazzari non sfonda, e lui riesce anche a mettere in mezzo un paio di buoni palloni

Bakayoko: 6,5   Tanta fisicità e buona personalità nel mezzo, anche il suo eventuale riscatto sarà un termometro attendibile per valutare le intenzioni della proprietà

Kessie: 7,5 (il migliore) Assist per Calhanoglu, splendido gol del raddoppio e grande freddezza nella trasformazione del rigore, mezzo punto in meno perché si perde Vicari sul gol del 2-1 ma giocasse sempre così sarebbe un caposaldo

Calhanoglu: 7   Dopo mesi e mesi di tentativi a vuoto finalmente centra la porta avversaria, in generale buona partita di corsa e di sostanza

Suso: 5   Prestazione abulica e con pochi sprazzi, imbarazzante la mancata opposizione a Fares sul colpo di testa del momentaneo pareggio spallino

Piatek: 6   Generoso nel combattere da solo per oltre un’ora contro la retroguardia avversaria, scaltro e determinato nel procurarsi il rigore della vittoria, in questa fase della stagione evidentemente di più non è riuscito a fare

Borini: 6   Come spesso gli accade inizia ala sinistra e finisce terzino destro, cosa gli vuoi dire?

 

Gattuso: 6   Conclude la sua esperienza sulla panchina rossonera in maniera dignitosa, con 4 vittorie (inutili) nelle ultime 4 partite, nei momenti difficili delle tempeste societarie ha saputo tenere la barra dritta, quando si è trattato di navigare col vento in poppa ha mostrato tutti i suoi limiti tecnici e caratteriali, grazie di tutto e avanti un altro

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.