Pagelle Salernitana Milan 2-2

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Che stasera per la Salernitana fosse una specie di ultima chiamata lo avevamo capito tutti: allenatore nuovo, restituzione del punto perso a tavolino e partita con l’Udinese da rigiocare, tutto esaurito sugli spalti con la capienza di nuovo al 75%, insomma c’erano tutti i trappoloni insiti nel più classico dei testa-coda.

Lo avevamo capito tutti ma evidentemente Pioli e i suoi ragazzi no, visto l’atteggiamento con il quale sono scesi in campo all’Arechi. O forse l’avevano capito anche loro, ma il gol di Messias dopo soli 5 minuti su svarione colossale della retroguardia granata li ha indotti a credere che potesse essere tutto facile.

Niente di più sbagliato, la Salernitana ha iniziato a giocare con il sangue agli occhi lottando su tutti i palloni e vincendo quasi tutti i contrasti, i nostri si sono beati della loro superiorità tecnica giocando di fioretto quando invece ci sarebbe voluta la sciabola, ed il gol del pareggio è stato l’emblema di tutti i nostri atavici (ed evidentemente incorreggibili) difetti e sfighe: contropiede sanguinoso che trova la squadra in vantaggio sciaguratamente sbilanciata in avanti, uscita senza senso del nostro portiere al limite dell’area, centravanti avversario che trova il gol della vita in rovesciata.

Quando le partite si mettono così e non riesci a mettere in campo la stessa garra degli avversari puoi solo sperare di risolverle con una prodezza tecnica o con una botta di culo, la prima è arrivata con la rovesciata di Leao ma la seconda non si è voluta palesare perché nella circostanza la palla è uscita di un niente facendo la barba al palo. Poi è arrivato il secondo gol campano sulla seconda distrazione difensiva e cara grazia che l’hai pareggiata, con il coniglio dal cilindro del subentrato Rebic.

Altre grosse occasioni non ce ne sono più state, perché la spina dorsale della squadra, tante volte punto di forza, stasera è stata l’anello debole della catena (per Maignan, Tomori e Tonali partita da dimenticare, o meglio da tenere ben impressa per non ripeterla mai più).

Mi verrebbe da chiudere scrivendo addio sogni di gloria, ma forse è meglio mantenere la calma e pensare che ancora nulla è perduto, a patto di capire che da adesso in poi bisogna scendere in campo con il coltello tra i denti e l’elmetto in testa e non molli come stasera: da qui alla fine saranno tutte battaglie, vedrete che i prossimi due giorni non mi smentiranno.

Maignan: 4   Serata nerissima in cui sbaglia tutto quello che si può sbagliare, da un’uscita scriteriata che ci costa il primo gol ad un dribbling su Bonazzoli che lo grazia tentando un’improvvida rabona, niente hybris Mike, piedi per terra

Calabria: 5  Maluccio anche lui, patisce più del dovuto Ribery e non spinge come al suo solito

Florenzi: 6  Più propositivo del predecessore, tiene alto il baricentro della squadra mettendo in mezzo qualche buon pallone

Tomori: 4,5   Si perde completamente Djuric in occasione del secondo gol, ed è un errore pesantissimo nell’economia di una partita comunque titubante e non da lui

Romagnoli: 5,5  La sufficienza se la sarebbe anche meritata, soprattutto per la pezza che mette su Bonazzoli in occasione del secondo svarione di serata di Maignan, ma il modo in cui brucia due dei quattro minuti di recupero con rilanci sbilenchi non mi consentono proprio di regalargliela

Theo Hernandez: 6,5 (il migliore) Cattivo e determinato, offre a Messias il pallone del primo gol dopo una percussione delle sue e stantuffa ogni volta che ne ha l’occasione, spesso ignorato nelle sue sovrapposizioni da un Leao impegnato nella lotta contro i mulini a vento

Tonali: 4,5 Male male male, la pallida controfigura del giocatore ammirato in tante altre occasioni questa stagione, capita

Bennacer: 5,5 Si arrabatta sulla mediana cercando di sopperire alla serata storta del compagno di reparto, impegna Sepe su punizione e poi esce all’intervallo perché gravato da uno dei suoi classici cartellini gialli

Kessie: 5  Non entra poi così male, visto che esce vincitore da gran parte dei duelli che ingaggia sulla mediana, pesa però sulla sua prestazione lo stacco goffo sul cross di Mazzocchi per Djuric che porta al raddoppio granata, il colpo di testa è sempre stato uno dei suoi talloni d’Achille e si è visto anche stasera

Messias: 6+ Freddo e chirurgico con il sinistro nell’angolo che sblocca la partita, si spegne poco a poco con il passare dei minuti

Saelemaekers: 5 Proprio sicuri che sia entrato?

Brahim Diaz: 4,5 Robusto passo indietro rispetto alle ultime buone partite, di fatto non la prende praticamente mai

Rebic: 6+  Primi segnali di vita dal pianeta Ante, che fa sperare in un buon finale di campionato con uno dei suoi classici gol ignoranti da fuori area, certo che un paio di scelte finali sono semplicemente agghiaccianti

Leao: 5  Che non fosse serata lo si è capito quasi subito, visto che non riusciva quasi mai a saltare il diretto avversario come suo solito, il problema è che non lo ha capito lui continuando a proporre la stessa identica giocata per tutti i novanta minuti invece di fare qualcosa di diverso, certo fosse entrata quella rovesciata adesso staremmo parlando di un’altra partita ma la fortuna non è poi così cieca, spesso aiuta chi se lo merita

Giroud: 5  Se Fazio, che fino a qualche settimana prima si allenava con i Primavera della Roma, fa una partita alla Van Dijk, forse qualche domanda sulla sua prestazione dovrebbe farsela, una bella sponda per il gol di Rebic e null’altro

 

Pioli: 5  Troppi indizi assomigliano tragicamente ad una prova, se la squadra sbaglia completamente atteggiamento con le piccole ogni volta che viene chiamata alla prova del nove forse il difetto sta proprio nel manico, a sua discolpa il fatto che viene tradito proprio dagli elementi che dovevano far pendere dalla giusta parte il piatto della bilancia con il peso della qualità

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.