Pagelle Roma Milan 2-1

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Partiamo da un semplice dato statistico, quello sui calci d’angolo.

9 corner a favore 0 (ZERO) pericoli creati, 4 corner contro 1 gol subito e 3 evitati per un soffio.

La prima domanda sorge spontanea: ma questa gente che cosa fa a Milanello durante la settimana?

Pascola brucando l’erbetta?  Organizza festosi picnic sui prati approfittando dell’ultimo caldo fuori stagione?

Perché qui signori miei siamo proprio alle basi, all’ABC del gioco del calcio, qui non si tratta di 4-3-3 o 4-4-2, di tiki taka o gioco verticale, di raffinati tatticismi o virtuosismi tecnici: una squadra con una gestione così vergognosa delle palle inattive non ha eguali in tutta la massima serie.

La seconda domanda è strettamente collegata alla prima, sempre di palle inattive si parla ma stavolta in senso lato: riusciranno i nostri eroi a mostrare prima o poi un pizzico di coraggio, una parvenza di carattere e di amor proprio?

Perché vedete, la Roma di stasera era tutt’altro che irresistibile, piena di infortunati, con un difensore schierato a centrocampo e le gambe affaticate per 90 minuti giocati nel pantano giovedì sera, eppure ci ha messo sotto con il coraggio, con la volontà, con il carattere, con la fisicità, con l’aggressività a tutto campo.

Il Milan attuale invece è una squadra femmina, senza spina dorsale, senza un’identità tattica, senza un’idea di gioco che non siano le generose sgroppate di un commovente Theo Hernandez, senza uomini guida in grado di prendere in mano la situazione in campo come in panchina come dietro la scrivania.

E mentre il Titanic sta affondando, ci tocca sentire l’orchestrina del phon che suona imperterrita su Sky o sulla Gazzetta dello Sport, favoleggiando su progetti tecnici più o meno mirati e sul proprio ruolo di garanzia per un ritorno al successo in tempi brevi.

Signori cari, accettate un consiglio disinteressato: basta cazzate e basta parole al vento, iniziate a connettervi con la realtà e a prendere atto della situazione, la parola Champions non pronunciatela proprio più, unite le vostre menti illuminate e vedete di trovare un modo per battere la Spal.

Perché come ho già avuto modo di dire poco tempo fa, quando le cose iniziano male in qualche rara circostanza possono anche volgere al bello, ma il più delle volte finiscono peggio.

Donnarumma: 7   Cosa vuoi dire ad uno così, che ci mette le mani, il corpo, la faccia?  Se il passivo non assume proporzioni più vistose, il merito è solo suo

Conti: 4,5   Inizio discreto e incoraggiante, poi errori in serie uno dopo l’altro, con il culmine dell’assist a Pastore che non porta al raddoppio giallorosso solo grazie ad una prodezza del nostro portiere

Calabria: 4   Un errore così grossolano sui campi di serie A è inammissibile, ed è solo l’ultima vaccata di una collezione che va in onda da inizio stagione

Musacchio: 5   L’uomo mascherato gli fa vedere i sorci verdi, prova a cavarsela con il mestiere ma il sigillo alla sua serata negativa è la scivolata inutile con cui completa il disastro apparecchiato da Calabria per il raddoppio giallorosso

Romagnoli: 5,5 Un pochino meglio rispetto ai suoi compagni di reparto, ma davvero stasera ci voleva poco

Theo Hernandez: 7,5 (il migliore)  Autentico uomo ovunque, spinge come un forsennato sulla corsia di sinistra e ripiega con puntualità, segnando pure il gol del momentaneo pareggio con una giocata pregevole

Biglia: 4,5   Dovrebbe essere l’uomo d’ordine in grado di dettare i tempi alla manovra con la sua esperienza, assume invece una volta di più le sembianze ectoplasmatiche dell’ex giocatore

Bennacer: SV   Ragazzo caro, datti una svegliata in allenamento e cerca di prenderti alla svelta il posto di titolare, non sembri avere davanti una montagna insuperabile

Kessie: 4,5  Il modo dilettantesco in cui si perde la marcatura di Dzeko sul corner che porta al vantaggio giallorosso mette in ombra un paio di buone percussioni in fase offensiva, in generale continua a dare l’impressione di un giocatore confuso e confusionario

Paquetà: 5   Tanto fumo ma pochissimo arrosto, inizia a far capolino la sensazione di avergli appiccicato l’etichetta di potenziale fuoriclasse in maniera un po’ troppo prematura

Piatek: 5,5   Vaga una mezz’oretta per il campo alla ricerca di qualche pallone giocabile, ma come spesso gli accade non gliene arriva nemmeno mezzo

Suso: 4   Se lo rivedremo nuovamente in campo anche giovedì prossimo toccherà dar ragione alle tesi complottiste che girano sul web, è talmente fuori forma che non gli riescono più neanche quelle due tre cose fatte bene che in passato davano un senso alla sua presenza

Leao: 5   Egoista nel primo tempo quando tira a lato ignorando Hernandez libero alla sua sinistra, irritante nel finale quando alza un pallonetto di tacco invece che usare la baionetta, peccati di gioventù che in questo momento facciamo fatica a permetterci

Calhanoglu: 6-  Molti passi indietro rispetto alla prestazione sontuosa contro il Lecce, ma almeno prova a metterci corsa ed intensità per tutti i novanta minuti

Pioli: 5   Difficile gettare la croce addosso all’allenatore quando la partita viene gettata alle ortiche per clamorosi errori individuali, sta di fatto che non si intravede ancora un’idea tattica ben definita e che la gestione delle palle inattive è semplicemente catastrofica

Max

 

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.