Pagelle Parma Milan 0-1

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Quella del Tardini era la classica partita spartiacque, fosse arrivata una sconfitta la squadra sarebbe infatti sprofondata nelle sabbie mobili della zona salvezza con esiti difficilmente prevedibili sulla tenuta psicologica di un gruppo molto giovane e con poca personalità; il pareggio maturato fino all’88esimo sarebbe stato un semplice brodino, il classico punticino per muovere la classifica e tenere lontani i fantasmi.

La vittoria giunta con un gol piuttosto fortunoso ma del tutto meritato di Theo Hernandez in piena zona Cesarini voglio invece credere che possa rappresentare il vero turning point della stagione, un’iniezione fondamentale di fiducia per un gruppo che ne ha un disperato bisogno per scacciare gli incubi, iniziare a superare i propri limiti e guardare finalmente avanti anziché indietro.

Intendiamoci bene, lo spettacolo andato in scena non è stato nulla di esaltante, la squadra ha mostrato il consueto giro palla molto lento e la solita drammatica sterilità offensiva; ma come già accaduto nelle due precedenti partite, sembra finalmente aver trovato un proprio equilibrio, un assetto accettabile con il quale concede pochissime occasioni all’avversario di turno.

La delicata partita di domenica prossima a Bologna chiarirà se queste sono solo le considerazioni di un inguaribile ottimista, o se finalmente questa tribolata stagione potrà iniziare a darci qualche flebile soddisfazione.

Donnarumma: SV   L’unica parata della partita è l’uscita su Gervinho ma non va a referto perché l’azione era viziata da fuorigioco, per il resto fa da semplice spettatore

Conti: 7+ (il migliore)  Partita assolutamente convincente di un giocatore finalmente ritrovato, Gervinho gli fa poco più che il solletico e ogni volta che può mette fuori la testa per spingere, avanti così

Musacchio: 6,5   Mette la sua fisicità al servizio della squadra per limitare gli inserimenti di un buon Kucka schierato da falso nueve, e a parte una piccola sbavatura in uscita non sbaglia praticamente nulla

Romagnoli: 6   Forse era in fuorigioco ma il modo in cui svirgola di testa in piena area avversaria nelle fasi iniziali è francamente irritante, poi fa il suo in fase difensiva formando una cerniera impenetrabile col compagno di reparto

Hernandez: 7   Partita senza infamia e senza lode fino a due minuti dalla fine, quando trova un gol che nasce da un rimpallo casuale ma che lui trova il modo di rifinire con grande prontezza, decisivo e non è la prima volta

Bennacer: 6   Primo tempo di tanta corsa e poco costrutto, meglio nella ripresa quando prende finalmente in mano le redini della squadra (e l’ennesima ammonizione…)

Kessie: 5,5   Inizio incoraggiante con un bel diagonale sventato da Sepe, poi la solita confusione tecnico-tattica in mezzo al campo e la solita ciabattata indegna dal limite dell’area

Krunic: 6   Niente di trascendentale, ma porta ordine e dinamismo nella zona mediana in una fase della partita in cui ce n’è un gran bisogno

Bonaventura: 6   Arretrato nella posizione di mezzala sinistra fornisce una prestazione meno scintillante rispetto alla gara col Napoli cercando di cucire centrocampo e attacco con alterna fortuna, ha il merito di avviare con il suo tiro da fuori la carambola che innesca il gol vittoria

Suso: 6-   Una sufficienza stiracchiata mi sento di dargliela perché resta in partita per tutti i novanta minuti toccando una gran quantità di palloni, anche se il suo indice di pericolosità rimane nell’occasione piuttosto modesto

Calhanoglu: 6-   Copia e incolla del giudizio su Suso, ti aspetti qualità e ricevi soltanto quantità, corsa e dinamismo non mancano ma quanta imprecisione nelle conclusioni

Piatek: 4,5   Ormai è una sicurezza, nel senso che prima ancora che inizi la partita sai già il nulla che ti darà…colpisce soprattutto la pesantezza e la goffaggine con cui si muove e controlla la palla, emblematica una splendida apertura laterale per i cartelloni pubblicitari

Leao: 5,5  Entra animato dalle migliori intenzioni ma finisce per combinare ben poco anche lui, lasciando desolatamente sguarnita l’area di rigore avversaria

Pioli: 6,5  Forse inizia a trovare la quadratura del cerchio, la manovra rimane lenta e prevedibile ma la squadra concede pochissimo in fase difensiva, indispensabile a questo punto che la dirigenza gli dia una mano sul mercato di gennaio mettendogli a disposizione un centrocampista esperto abile nelle due fasi e una punta di spessore che la metta dentro di tanto in tanto

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.