Pagelle Olympiacos Milan 3- 1

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Il Milan esce con una sonora bocciatura dall’esame europeo nell’infuocato (pure troppo) catino ateniese dell’Olympiacos. 3-1 e l’avventura europea per cui questa proprietà ha combattuto così tanto in tribunale e non finisce in una serata di dicembre.

Dopo un primo tempo conservativo ma sonnacchioso, il secondo tempo viene stappato dal primo gol dei greci e ravvivato dalla condotta arbitrale stravagante a dir poco. La qualificazione viene decisa da una invenzione del sig,. Bastien che regala ai biancorossi un insperato passaggio del turno in un finale convulso e trasformato in una gazzarra dall’indisciplinato pubblico ateniese.

Pesano molto però gli errori di mira degli attaccanti (Higuain in particolare), le incertezze in difesa e le mancanze di cambi validi.

REINA: 5 – La solita impostazione spavalda ma trasmette insicurezza e finisce per affastellare incertezze come l’uscita sul primo gol e la mancata reattività sulla deviazione di Zapata

CALABRIA: 5,5 – I greci aggrediscono su entrambe le fasce e Davidino si perde nella pugna, senza riuscire a tirare fuori la grinta necessaria in serate come questa

ABATE: 5 – Dopo due partite sorprendenti nel ruolo arriva la serataccia: pur non lesinando l’impegno si trova a vivere una serata negativa

ZAPATA: 6 – Partita gagliarda e coraggiosa, macchiata dalla deviazione decisiva e risollevata dal gol che sarebbe valso la qualificazione se non fosse stato per il cadeau arbitrale

RODRIGUEZ: 5,5 – Alterna giocate da professore dotato di calma glaciale a momenti di imprecisione e sofferenza

(HALILOVIC: SV)

CASTILLEJO: 4,5 – Contro avversari di medio cabotaggio esprime il nulla. Male

CALHANOGLU: 4 -tentennante, paurosa, intimorita, senza nerbo, senza incisività e senza costrutto. Enorme delusione

KESSIE: 5,5 – Ci prova con grinta e decisione, ma contribuisce con la sua confusione tattica e la scarsa capacità tecnica a far schiacciare la squadra durante le fasi di forcing dell’Olympiacos

BAKAYOKO: 6+ – Alterna momenti di relativa assenza ad altri di strapotere, come quando si beve Cissé che, già ammonito, lo stende senza fare troppi complimenti. L’arbitro francese ignora e ovviamente Cissé ci punisce. Tornando a Timoue… che il destino ce lo conservi e magari gli affianchi qualcuno con i piedi buoni e le geometrie

CUTRONE: 6 – Sfiora il gol e si sbatte con intelligenza rivelandosi il migliore tra i due punteros. Il suo cambio arriva proprio nel momento sbagliato perché di lì a poco l’Olympiacos segna il 2 -0. Quanto è mancato Patrick nel convulso finale!

(LAXALT: sv- cambio difensivo che si rivela pernicioso con il senno di poi)

HIGUAIN: 4 – L’uomo che avrebbe dovuto fare la differenza e farci fare il salto della qualità sembra inghiottito in un vortice di incertezza e di involuzione. Sbaglia un paio di gol, appare appesantito ma sul 2-1 si ritrova sul destro la palla che avrebbe ammazzato la qualificazione. La sfera vola altissima sopra la traversa… il simbolo del suo periodo no, che si sta prolungando oltre il tollerabile

GATTUSO: 5 – Con gli uomini contati propone una squadra che cerca di controllare la partita ma che si rivela immatura e poco concreta nel portare a casa l’obiettivo e che balla paurosamente sotto le folate dei greci. Troppe imprecisioni e troppo poco coraggio forse. Nonostante l’alibi arbitrale, grande e grosso, è oggettivo come il primo obiettivo stagionale sia stato ciccato malamente, a valle di un girone mal giocato.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!