Pagelle Napoli Milan 3-2

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Torniamo dal San Paolo a mani vuote.

La cosa fa ancora più rabbia se pensiamo che dopo un’ora eravamo avanti 2-0, è giusto dire però che i nostri due gol erano arrivati sugli unici tiri in porta effettuati fino a quel momento.

Come sempre il risultato finale finisce inevitabilmente per orientare i giudizi sui singoli giocatori e sull’allenatore, ma in tutta onestà il nostro atteggiamento in campo è apparso fin dall’inizio troppo rinunciatario, con un baricentro molto basso e 10 giocatori dietro la linea della palla impegnati il più delle volte a passarsela all’indietro, così tante volte che nemmeno nel rugby si riuscirebbe a far meglio.

E’ apparso evidente il tentativo di saltare il primo pressing partenopeo con un insistito giro palla a partire dal basso, il problema è che per proporre quel tipo di gioco devi avere un portiere abile coi piedi, un centrale difensivo bravo nell’impostazione, un mediano pronto ad abbassarsi per proporre lo scarico e completare in modo pulito la prima transizione, servono insomma degli interpreti adatti alla bisogna che stasera non si sono proprio visti.

Mi riesce difficile formulare un giudizio tranchant su Gattuso, in fin dei conti pur dopo un’ora asserragliati nella nostra metà campo il momentaneo raddoppio è arrivato giocando palla dal basso, con ripetuti cambi di fronte, una trentina di passaggi consecutivi e l’uomo che conclude l’azione arrivando al tiro da dietro, segno evidente che qualche buon concetto alla squadra si sforza di trasmetterlo.

Il problema di fondo del Milan – ormai lo sanno anche i sassi – è tuttavia la disarmante mancanza di qualità a centrocampo, a cui nemmeno l’ultima campagna acquisti è stata capace di porre rimedio, e se veramente Bakayoko è stato un giocatore espressamente preteso dal nostro allenatore per cambiare registro in mezzo al campo la cosa è ancora più preoccupante, perché è del tutto evidente che alla nostra mediana serve ben altro (non abbiamo un giocatore con la tecnica di uno Zielinski, giusto per fare un esempio, ma nemmeno uno in grado di produrre gli strappi di un Allan, tanto per farne un altro).

Continuando a tenere il baricentro così basso, a chiudere le linee di passaggio a 60 metri dalla porta avversaria anziché proporre un pressing propositivo dalla metà campo in su, ci si espone al rischio tangibile di vanificare l’unico vero acquisto di pregio di quest’estate, finendo per ritrovarci con un Higuain che vaga smarrito per il campo alla stregua di un Lapadula qualsiasi.

Detto questo, il Napoli è più forte di noi e lo si sapeva, vediamo la Roma venerdì.

Donnarumma: 5   Coi piedi sembra sovente in imbarazzo, sul corner che porta al 2-2 non chiama la palla a Bakayoko e appare poco reattivo sulla conclusione di Zielinski, tarda a leggere il diagonale scolastico di Allan per il 3-2 di Mertens, se il buongiorno si vede dal mattino…

Calabria: 5,5   Mezzo punto in più per il gol di pregevole fattura, ma prestazione comunque insufficiente per i troppi appoggi sbagliati e le troppe palle perse, per non parlare di un intervento scomposto in area di rigore sul quale ha rischiato grosso

Musacchio: 5,5   Nemmeno malaccio tutto sommato, se non fosse per la leggerezza in appoggio con la quale riapre la partita del Napoli in compartecipazione con Biglia

Romagnoli: 6   Tiene Milik senza troppi problemi e sbroglia diverse situazioni con buona personalità, forse un po’ troppo timida la chiusura su Allan in occasione del terzo gol.

Rodriguez: 5,5  Sull’azione che porta al gol del 3-2 sembra farsi cogliere fuori posizione, per il resto partita diligente e buona difesa del pallone negli innumerevoli giro palla all’indietro che caratterizzano buona parte della nostra partita, in avanti solito fantasma

Biglia: 4,5   Per giocare da solo davanti alla difesa devi avere una tecnica di base alla Pirlo o un gran fisico, purtroppo non ha né l’una né l’altro, la palla che perde sul primo gol del Napoli è solo l’ultima di una lunga serie, così è francamente impresentabile

Bakayoko: 5   Entra al posto di Biglia, e la toppa sembra quasi peggio del buco, appare lento, macchinoso e fuori posizione, Gattuso parla addirittura di difetti di postura in fase di ricezione palla, ma non l’ha voluto lui?  L’impressione è che forse col tempo riuscirà ad essere utile alla causa, ma non con questo modulo

Kessie: 5,5   Per un’oretta buona fa il suo sporco lavoro di corsa e chiusura delle linee di passaggio, nel finale cala visibilmente e con lui quel che resta del nostro centrocampo

Bonaventura: 6,5 (il migliore)  Il gol di apertura è un’autentica gemma, e per tutta la prima frazione mette  molto impegno nel tentativo di cucire i reparti e ribaltare il fronte d’attacco, nella ripresa perde in lucidità e vanifica un potenziale contropiede omettendo l’imbucata su Higuain che aveva un’autostrada spalancata davanti a sè

Suso: 6   Buona l’apertura per Borini in occasione del primo gol e l’assist per Calabria sul secondo, per il resto tanti ripiegamenti difensivi ma poca pericolosità in avanti

Borini: 6   Sebbene dia sempre l’impressione di essere in difficoltà a stoppare il pallone, tutto sommato la pagnotta se la guadagna, fornendo anche un pregevole assist di testa a Bonaventura sul gol di apertura…ma con Borini nel tridente ho paura che si vada poco lontano

Laxalt: 6   Sufficienza di stima perché entra in maniera volitiva con la gamba giusta, fornendo per di più l’unico assist ad Higuain di tutta la partita (correva il minuto 86…)

Higuain: 6   Il giocatore c’è tutto, lo capisci da come riesce a tenere in apprensione da solo tutta la retroguardia avversaria nelle poche occasioni in cui riceve palla, è fondamentale trovare il modo di assisterlo al meglio per non ritrovarci con una Ferrari fiammante tenuta in garage

Gattuso: 5,5  Ho già scritto sopra alcune considerazioni e non starò a ripetermi, aggiungo che sarei curioso di sapere se davvero la campagna acquisti è stata condivisa oppure no: perché se prendi Caldara che è abituato a difendere a 3, Bakayoko che si esprime al meglio a 2 davanti alla difesa, Laxalt che è un laterale di spinta da 3-5-2, insistere sullo stesso modulo dell’anno scorso mi sembra quanto meno bizzarro… comunque proviamo a dare tempo al tempo e ad avere pazienza, alla fin fine per ora è calcio d’agosto.

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.