Pagelle Milan Verona 4-1

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Difficile dare i voti ad un allenamento.

Perché di questo si è trattato, o poco più… la partita, se mai è cominciata, alla mezz’ora del primo tempo di fatto era già finita, il raddoppio di Cutrone ha messo il match in ghiaccio consentendo alla nostra squadra di condurre al piccolissimo trotto l’ora restante, al cospetto di un Verona già ampiamente rassegnato alla serie cadetta.

Pur con tutti i limiti di giudizio connessi ad un match dai contenuti agonistici pressoché inesistenti, qualche spunto positivo dalla partita odierna si può trarre: una certa ripresa dal punto di vista atletico dopo il terrificante mese di aprile, il pieno recupero di un Calhanoglu in grande spolvero, dei buoni automatismi ritrovati sulle catene laterali.

Basterà tutto questo in vista di mercoledì?

Difficile dirlo, quel che è certo è che adesso si torna a respirare il clima di una finale, per di più contro l’avversario di sempre, e visto come si era messa la stagione nello scorso autunno di per sé è già un grande risultato: io ci credo, e all’Olimpico ci sarò.

 

Donnarumma: 6   La tentazione del senza voto è forte, perché sugli unici due tiri scagliati verso la sua porta dagli scaligeri può fare poco o nulla (traversa e gol), per il resto assiste alla partita da spettatore privilegiato

Abate: 6,5   Al 49esimo minuto il cielo improvvisamente si oscurò, proiezione offensiva con scarico preciso su Suso, triangolo di ritorno in piena area, bolide di esterno sotto la traversa: tante cose giuste di seguito non le ha mai fatte in tutta la carriera

Bonucci: 6   Ordinaria amministrazione e nulla più, le occasioni per sciacquarsi la bocca sono altre

Romagnoli: 6   Un’oretta di gioco utile per tornare a mettere benzina nelle gambe, mercoledì a Roma servirà il miglior Alessio al centro della difesa

Musacchio: 5,5   Mi spiace, ma la sufficienza ad un giocatore che riesce a farsi ammonire per proteste appena entrato con la sua squadra in vantaggio 3-0 non riesco proprio a darla

Rodriguez: 6   Qualche spunto offensivo interessante nel primo quarto d’ora, poi si rimette allineato e coperto in modalità stand-by

Locatelli: 6+   Partita ordinata e diligente, dirige il traffico in mezzo al campo senza troppi problemi e sfiora il gol con un paio di conclusioni da fuori

Kessie: 6,5   Le sue percussioni sulla destra tagliano a fette la retroguardia gialloblu, con i ritmi blandi assunti dalla partita uno come lui potrebbe restare in campo 5 ore di seguito

Bonaventura: 6   Sciupa banalmente un paio di contropiedi in superiorità numerica, ma imbecca con efficacia in area Cutrone in occasione del gol del raddoppio

Suso: 6,5   Appare in ripresa rispetto alle ultime mortificanti prestazioni, pur senza brillare più di tanto mette il suo zampino nel primo e nel terzo gol fornendo due buoni assist a Calhanoglu ed Abate

Borini: 6+   Segna un gol di pregevole fattura con un bel destro di mezzo esterno da fuori area, anche se per la verità qualche minuto prima si era fatto notare per un controllo di palla raccapricciante sulla linea di fondo

Cutrone: 6,5   Gli errori di Bologna e l’astinenza prolungata stavano diventando un problema, lo si intuisce dall’insistenza con cui i compagni cercano di servirlo nei primi minuti del match, alla fine decide di sbloccarsi segnando un gol da centravanti vero, una girata da attaccante di razza che “sente” la porta prima ancora di vederla

Kalinic: 5,5   Pochi minuti in campo per dimostrare una volta di più la sua preoccupante involuzione, in questa fase non gli riesce nemmeno lo stop più semplice, di questo passo diventerà un serio problema riuscire a piazzarlo in maniera decente a fine stagione

Calhanoglu: 7 (il migliore)    Come già a Bologna ha il grande merito di segnare il gol che sblocca il match ma giudicare la sua prestazione soltanto per questo sarebbe riduttivo, al momento è forse il nostro unico giocatore capace di abbinare quantità e qualità, e di farlo per lunghi tratti della partita

 

Gattuso: 6,5  Voleva buone risposte dalla squadra e le ha ottenute, anche in virtù dell’arrendevolezza degli avversari, adesso gli tocca l’arduo compito di preparare al meglio la partita più importante e difficile dell’anno, un vero e proprio esame di maturità che finirà per influenzare in un senso o nell’altro il giudizio sull’intera stagione

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.