Pagelle Milan Udinese 4-2 del 13 agosto 2022

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Calcio d’agosto?

Per le 70mila anime rossonere sugli spalti non si direbbe, per la facilità con cui prendiamo gol dopo un minuto da Becao su calcio d’angolo sì (a proposito, non potrebbe essere lui l’ultimo centrale che cerchiamo? Almeno ce lo togliamo dalle palle).

Uno a zero e palla al centro ma i ragazzi non si scompongono minimamente per l’accaduto, iniziando a macinare come di consueto gioco e occasioni da gol, anche se il pareggio arriva su un rigore abbastanza dubbio (che poi, a vederlo dal vivo non l’avrei mai dato, rivisto al Var ci può anche stare) mentre il vantaggio di Ante è il sigillo di un’azione corale spettacolare.

La seconda dormita a tempo scaduto consente ai friulani di chiudere il tempo con un immeritato pareggio, facendo nascere un po’ di ansia e il germe del dubbio nella chat di redazione: può una squadra campione d’Italia concedere con tanta leggerezza due gol in casa propria?

La risposta è ovviamente negativa, ma devo dirvi in tutta onestà che ero fermamente convinto (e l’ho scritto in chat) che avremmo vinto come minimo con almeno un paio di gol di scarto, previsione facile pensando alla vagonata di talento seduta in panchina: fermo restando che Tonali è imprescindibile per dare un po’ di equilibrio alla nostra metà campo, la squadra di quest’anno è strutturalmente costruita più per offendere che per difendere, una scelta molto “europea”, quasi filosofica nel momento in cui decidi di non sostituire Kessie con un giocatore dalle caratteristiche simili (e non mi si venga a dire che non esiste, in giro ce ne sono e oserei dire anche di meglio).

Rassegniamoci quindi, quest’anno siamo destinati a vedere molti più 3-1 e 4-2 che striminziti 1-0, e per il mio modo di concepire il calcio è una dolce rassegnazione.

Maignan: 6 Di stima più che altro, posto che la prima parata deve farla all’87esimo e sui gol è sostanzialmente incolpevole

Calabria: 7 Nella prima da capitano “titolare” si procura il rigore del pareggio e serve a Rebic lo splendido assist del vantaggio, nella ripresa qualche appoggio sbagliato di troppo ma va bene così

Tomori: 5,5 Il buon Fikayo fresco di rinnovo esibisce una prestazione su livelli più bassi rispetto a quelli sontuosi a cui ci aveva abituato, specie nel primo tempo in cui si perde sanguinosamente un paio di volte Deulofeu, c’è tutto il tempo per trovare la forma migliore ma occhio perché in panchina c’è un vecchio leone che scalpita

Kalulu: 7 La cosa più bella della sua partita è la consumata maestria con cui pone rimedio ad un’indecisione del compagno di reparto, fronteggiando con esperienza da veterano un contropiede bianconero due contro uno chiudendo fino all’ultimo la linea di passaggio per poi sbranare in un nanosecondo il malcapitato Deulofeu

Theo Hernandez: 7 Contrariamente al solito le trame offensive rossonere si sviluppano con più frequenza a destra, ma quando viene chiamato in causa si disimpegna egregiamente dal punto di vista difensivo e quando riparte sgasando palla al piede è sempre un piacere per gli occhi, glaciale sul rigore

Krunic: 6 Svolge con diligenza il compito assegnatogli facendo a botte un po’ con tutti sulla mediana, e non è un compito facile stante la grande fisicità degli avversari di turno, si disinteressa quasi del tutto della fase di costruzione lasciandone l’onere al compagno di reparto

Pobega: SV Bentornato

Bennacer: 6,5 Si disimpegna meglio che può tanto in interdizione quanto in fase propositiva, anche se sembra un po’ soffrire per la mancanza di Tonali al suo fianco, resta comunque l’impressione che per come è concepita la squadra quest’anno la mediana sia destinata a soffrire, e forse anche per questo un ricambio in più in quella zona di campo non guasterebbe

Messias: 5,5 Fa buone cose sparse qua e là, tipo il pressing che innesta il 4-2 finale, ma la dormita sul pareggio di Masina è imperdonabile e non mi consente di regalargli la sufficienza piena

Saelemaekers: 6 Entra con tanta voglia e porta vivacità sulla trequarti, il tentativo al volo di destro ruba l’occhio per l’intenzione ma un comodo appoggio al centro avrebbe trovato Origi liberissimo al limite dell’area piccola

Brahim Diaz: 8 (il migliore) Quando si dice che la concorrenza stimoli non si va lontano dal vero, il folletto andaluso sciorina una delle sue migliori prestazioni con la nostra maglia mettendo lo zampino in tutte e quattro le marcature, splendido in particolare l’assist al bacio per il gol del 4-2 di Rebic al termine di un’azione in cui miscela in egual misura tecnica e caparbietà, giocando così si ritaglierà i suoi spazi

De Ketelaere: 6+ Poco più di una ventina di minuti per dimostrare grande voglia e sprazzi di talento, diamogli il tempo di ambientarsi e ci farà divertire

Leao: 5,5 Mezzo voto in più a titolo di riconoscenza per il grande finale dello scorso anno, ma quella vista stasera è la versione svagata del talento portoghese spesso decisivo, nulla di drammatico ma fossi in lui terrei le antenne belle dritte, anche perché quest’anno le alternative di spessore sulla trequarti abbondano

Origi: SV Welcome

Rebic: 7,5 Non prende la palma del migliore soltanto per l’esitazione iniziale con cui si perde Becao sul corner iniziale, ma per il resto Ante mette in mostra la sua versione più scintillante, tantissimo lavoro in appoggio per aprire spazi e far salire la squadra e due gol da vero centravanti di area di rigore (quale non è), se i prodromi sono questi ne vedremo delle belle

Giroud: 6 Oliviero sta scaldando i motori, pronto tranquillamente a dire la sua quando servirà

 

Pioli: 7 Inizia giustamente dando spazio agli uomini dello scudetto, sia per un atto di dovuta riconoscenza che per la conoscenza più approfondita dei suoi schemi, diversamente dagli altri anni sarà chiamato frequentemente a dover fare delle scelte per maneggiare il tanto talento a sua disposizione dalla trequarti in su, piena fiducia in lui perché ha saputo meritarsela

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.