Pagelle Milan Udinese 3-2

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Quella di oggi è una vittoria fon-da-men-ta-le.

Perché se la partita fosse finita con il pareggio di Lasagna probabilmente qualunque tentativo di rimonta (che sotto sotto, diciamocelo, cova sotto la cenere) sarebbe naufragato miseramente sul nascere.

Invece si è vinto, dopo un secondo tempo pazzo e divertente come non si vedeva da tempo a San Siro, al termine del quale poteva uscire qualunque dei tre risultati e nessuno avrebbe potuto dire niente.

Sarebbe riduttivo ricondurre il cambiamento in atto al Milan nel nuovo anno ad un semplice cambio di modulo, anche perché nel secondo tempo è sembrato arduo scorgerne in campo una parvenza, con le squadre che si sono allungate e ad un certo punto sembravano due pugili con la guardia bassa intenti a colpirsi a vicenda senza alcuna tattica difensiva.

Quella che sembra cambiata sul serio è la mentalità, l’arrivo di Ibrahimovic ha portato coraggio e consapevolezza, voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo e giocarsela fino alla fine senza troppi calcoli, con la certezza di avere davanti un giocatore che a 38 anni suonati riesce ancora a catalizzare tutte le palle alte che transitano dalle sue parti tenendo in apprensione le difese avversarie con la sua fisicità.

Certamente l’equilibrio tattico è un’altra cosa e sarà interessante vedere come reagirà la squadra di fronte ad avversari di altro calibro, per il momento prendiamo per buono quello che passa il convento e cerchiamo di divertirci, per come si era messa la stagione è già grasso che cola.

Donnarumma: 6,5   Il voto è la media tra il 4 del primo tempo, in cui regala un gol all’Udinese con un’uscita sciagurata, e il 9 della ripresa, in cui salva ripetutamente la nostra porta con almeno 4 interventi prodigiosi, senza dubbio la personalità non gli fa difetto

Conti: 6   Pregevole una diagonale da ultimo uomo su Lasagna lanciato a rete (da difensore vero) e lo strappo sulla fascia con cui confeziona l’assist del pareggio per Rebic, molto meno il modo con cui si perde la marcatura di Lasagna sul colpo di testa del momentaneo 2-2 (lì un difensore vero deve “sentire” fisicamente la punta avversaria)

Kjaer: 5,5   Fa tanta fatica sia contro la fisicità di Okaka che contro la velocità di Lasagna, ci mette una pezza con l’esperienza e prova a proporsi in fase di impostazione ma la sua prova è quanto meno rivedibile

Romagnoli: 6   Ha il suo bel daffare sulle ripartenze in campo aperto dei friulani durante tutta la ripresa, barcolla ma non molla e alla fine se la cava

Hernandez: 7   Mezzo punto in meno per il modo ingenuo in cui si perde Stryger Larsen in occasione del secondo pareggio bianconero, per il resto consueto stantuffo sulla fascia sinistra e gol al volo da cineteca dal limite dell’area, quando a settembre iniziai a paragonarlo a Bale in redazione mi prendevano in giro…

Bennacer: 6,5   Tanti palloni sradicati ai centrocampisti avversari e tanto dinamismo e geometria al servizio della squadra, conditi dal solito giallo al quale sembra ormai aver fatto l’abbonamento, a torto o a ragione

Kessie: 6   Ingaggia un duello furibondo di pura ignoranza con Fofana in mezzo al campo e alla fine porta a casa la pelle, pur con alterne fortune… se finalmente si passasse ad un 4-2-3-1 (magari un po’ meno arruffato di quello visto nel secondo tempo di oggi) forse il suo posto dovrebbe essere preso da un giocatore di pari prestanza atletica ma con un po’ più di fosforo

Castillejo: 7   Altra prova convincente dell’esterno destro spagnolo, tutta corsa e sostanza nel cercare di cucire centrocampo e attacco senza dimenticare la fase difensiva, avanti di questo passo non esce più dall’11 base

Krunic: SV   Gioca giusto l’ultimo quarto d’ora per fare densità in mezzo al campo, troppo poco per formulare un giudizio

Bonaventura: 5  (il peggiore, a furor di popolo)  Prova che definire opaca è persino generoso, palesa difficoltà atletiche evidenti e ciononostante si ostina a portare la palla anziché cercare la giocata facile, la doccia dopo i primi 45 minuti non può che essere la logica conseguenza

Rebic: 8 (il migliore, a furor di popolo)   Quello che nelle rare apparizioni del girone d’andata è sembrato più un Pax dell’Ikea che un giocatore di calcio decide all’improvviso di prendersi la scena e incenerisce i friulani con tutto il repertorio dell’attaccante vero: corsa, inserimenti, doppio passo, fisicità e due gol molto diversi tra loro ma ugualmente belli e decisivi… speriamo non sia un fuoco fatuo ma l’inizio di una nuova storia

Leao: 6,5   Primo tempo così così, molto meglio nella ripresa quando saltano gli schemi consentendo al suo talento ancora un po’ anarchico di sprigionare i suoi bagliori tra le linee, in ogni caso la sua velocità lì davanti ci serve come il pane

Ibrahimovic: 6,5   A conti fatti non combina nulla di veramente decisivo, eppure a fine partita rimane forte la sensazione che senza di lui non l’avresti vinta, attira i palloni alti come una calamita e basta la sua presenza a tenere in apprensione due difensori avversari, non a caso da quando è arrivato lui chi gli gioca accanto ha iniziato a segnare

 

Pioli: 6  Ad esser buoni gli va dato il merito dell’ingresso di Rebic, ad essere obiettivi la colpa di aver schierato titolare un Bonaventura impresentabile… come sempre il calcio è bello perché può valere tutto ed il contrario di tutto, ma l’impressione prevalente è che la squadra attuale conti più sugli strappi e sull’estro dei singoli che su un vero e proprio gioco organizzato

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.