Pagelle Milan Udinese 1-1

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Difficile commentare una partita così frustrante e deludente, intrecciata con l’ennesimo errore arbitrale decisivo e con un nuovo passo falso dell’inter in serata a Genova.

Le pagelle che vedrete sotto sono basate sulle impressioni ricavate dal match visto dal vivo, in una atmosfera di surreale “quiete” in cui anche il pubblico sembrava esterrefatto di fronte alla mediocrità dell’espressione di gioco del Milan.

Sembra che ancora una volta questa squadra si stia accartocciando su sè stessa nel momento topico facendo emergere, oltre ai palesi e arcinoti limiti tecnici, anche una attitudine mentale inadatta alla lotta ai piani alti per gli obiettivi veri. E onestamente  sono evidenti anche i difetti del Mister.

La gestione complessiva di arbitro e VAR è oscena, ma non può coprire le mancanze della squadra.

MAIGNAN: 6 – Non irreprensibile sul gol dell’Udinese, è certamente spiazzato dal tocco irregolare di Udogie. Nel finale è provvidenziale su Deulofeu

CALABRIA: 5+ – Dopo un buon rientro post infortunio sembra appannato. Forse si potrebbe rispolverare Florenzi un pochino più spesso

TOMORI: 6 – Post menisco sta faticando a ritrovare lo smalto di qualche mese fa

ROMAGNOLI: 6- – Goffo sul gol dell’Udinese, viene parzialmente ‘assolto’ dal fatto che si tratti palesemente di una rete da annullare. Cerca qualche incursione in avanti ma con poca efficacia

HERNANDEZ: 5,5 – Sembra ripiombato in uno dei suoi periodi di down, anche se rispetto ad altri ogni tanto fornisce segni di vita

TONALI: 6 – Anche lui in calo evidente. Merita la sufficienza per il pallone regalato a Leao per il vantaggio

KESSIE: 4- – Ci fa il favore di entrare in campo e passeggiare sul prato di San Siro per 95 minuti. Si starà risparmiando per la prossima stagione. Incommentabile

MESSIAS: 5 – Pasticcione sì, poco incisivo sì. Ma togliere lui anzichè Diaz col solito cambio banale e scontato è uno dei tanti errori di Pioli

(SALEMAEKERS: 5,5 – Much ado about nothing)

DIAZ: 4 – Inguardabile. E non da oggi, da 5 mesi. Colpevole anche chi non ha messo a disposizione una alternativa a Brahim

(MALDINI: sv)

LEAO: 6,5 – Sta acquisendo notevole continuità realizzativa e ad oggi quando si spegne lui si spegne il Milan. A livello di squadra un segnale preoccupante

GIROUD: 5 – Abbandonato al proprio destino e sostituito troppo presto, si ingrigisce anche suo palco preferito, quello di San Siro

(REBIC: 4 – Non entra male, entra peggio. Deleterio e inconcludente, ormai le partite per dare un vago senso ad una stagione ectoplasmatica sono sempre meno)

PIOLI: 4 – La squadra sembra svuotata nel momento topico del campionato, e da prima in classifica. Passa in vantaggio e poi si fa dominare dall’Udinese fino all’inevitabile pareggio, pur viziato da irregolarità. Lui sbaglia tutto, dall’approccio ai cambi lisergici. Prestazione sconcertante che fa seguito a quella di Salerno, ancora una volta dopo aver messo la testa avanti: sarebbe cosa buona e giusta smettere di dispensare giorni di riposo e di fare strampalati confronti coi punteggi della stagione scorsa, iniziando a metter giù il testone e martellare. Ma forse se dopo quasi 20 anni da allenatore non ha vinto neanche una coppetta Italia giusto per sbaglio, un motivo ci sarà

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!