Pagelle Milan Torino 2-0

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Il Milan riprende subito la corsa evitando che il Torino del Giammaestro ci faccia sorprese. Partita messa in ghiaccio nel primo tempo e gestita senza eccessivi patemi nella ripresa.

Da sottolineare la gestione insensata dei cartellini da parte del sig. Maresca, che distribuisce sanzioni a caso: in una partita tutto sommato più che tranquilla, riesce ad ammonire 6 giocatori del Milan (più due del Toro) manco fosse un Boca – River degli anni 70. Il giallo becketiano che farà saltare a Leao la trasferta di Cagliari e la legnata di Verdi inizialmente trasformata in rigore per il Torino i vertici di una direzione arbitrale surreale.

Col Torino ci si rivedrà per la Coppa Italia, sempre a San Siro, martedì prossimo.

DONNARUMMA: 6,5 – Praticamente inoperoso per 90 minuti, si produce in un intervento da campione sul tiro di Segre deviato da un difensore del Milan. Salvato dalla traversa sulla punizione mancina dell’ex Ricardo Rodriguez

CALABRIA: 7- – Prima da terzino poi di nuovo da centrocampista, si disimpegna con sicurezza autorità e qualità. Pilastro

KJAER: 7 – Sta salendo la condizione della roccia danese: match impeccabile pur contro una squadra offensivamente non scintillante. Insostituibile

ROMAGNOLI: 6 – Guarda un po’ anche lui ammonito (entra in diffida), si rende protagonista di una partita sufficiente ma non fornisce mai l’impressione di totale controllo del compagno di reparto scandinavo

HERNANDEZ: 6 – Non ancora in versione deluxe ma in ripresa rispetto a mercoledì scorso. Dalla sua parte agisce un gran talento, soprattutto fisico, come Singo, lui si disimpegna bene rendendosi protagonista della ‘sgasata’ che avvia il gol di Leao

TONALI: 6- – Ammonito per ragioni imperscrutabili, conduce un primo tempo diligente provando senza fortuna qualche conclusione da fuori. Esce in barella azzoppato da Verdi in occasione del rigore dato e poi tolto al Toro

(DALOT: 5 il peggiore – Se fossi Andrea Conti sarei parecchio irritato nel vedere le prestazioni del terzino portoghese che viene costantemente considerato prima alternativa a Theo e Calabria. Anche stasera entra male riuscendo poi quantomeno a galleggiare nel finale)

KESSIE: 6,5 – Impeccabile dal dischetto e sprecone in contropiede al tramonto del primo tempo, Frank combatte e domina a centrocampo per quasi un’ora. Cala un po’ nell’ultima mezzora ma ci sta

CASTILLEJO: 6 – Pioli lo incita a voce alta per 90 minuti più recupero, lui lo ripaga con una prestazione di sacrificio e di contenimento. Manca il guizzo negli ultimi 30 metri

DIAZ: 7 il migliore in campo: il folletto di Malaga spacca la partita servendo uno splendido assist di prima a Leao e provocando il sacrosanto rigore con una serpentina irresistibile nell’area granata. Finalmente decisivo, purtroppo esce acciaccato nella ripresa: speriamo davvero non sia nulla di grave

(CALHANOGLU: 6 – Mezz’ora abbondante con il risparmio energetico attivato, per portare a casa la partita e non rischiare la caviglia)

HAUGE: 6- – Pochi spunti brillanti in avanti ma tanta quantità e pressing: partite come queste sono tappe imprescindibili di un percorso di crescita a medio termine

(MALDINI: sv)

LEAO: 6,5 – Ottimo primo tempo col fondamentale gol che stappa la partita. Secondo tempo molto meno positivo in cui pasticcia un po’, con la ‘ciliegina’ del giallo, invero assai esagerato per usare un eufemismo, che lo toglie dai giochi per Cagliari

(IBRAHIMOVIC: sv. Bentornato Zlatan, mi mancavi)

PIOLI: 7 – Nonostante l’avversario non di primo piano, la partita riservava parecchie insidie sia perchè veniva dopo la prima sconfitta in campionato post lockdown sia per le solite milleduecento assenze. Il mister ne esce ancora una volta come figura che sa lavorare ottimamente sul fattore tecnico ma soprattutto su quello mentale di questo gruppo

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!