Pagelle Milan Sampdoria 0-0

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Ormai è persino inutile farsi del sangue marcio per questo branco di mezzi giocatori.

Dopo la vergogna di Bergamo ci si aspettava quanto meno una squadra volitiva e con il coltello tra i denti, desiderosa di farsi perdonare per quello scempio: niente di tutto questo.

Del resto, se dopo una disfatta come quella che rimarrà incancellabile nella nostra storia i giocatori si godono le “meritate” vacanze, la squadra torna blandamente ad allenarsi tra le ultime della massima serie e al suo rientro in campo trova 60.000 tifosi sugli spalti e cori di sostegno… beh, mi viene da dire che forse abbiamo esattamente la squadra che ci meritiamo, perché quando nella vita sei troppo bravo finire per fare la figura dello stupido è un attimo.

Ora, io non dico che debbano volare i motorini dagli spalti, quella per fortuna non è roba che ci appartiene; ma una contestazione dura e senza sconti a quest’accozzaglia di professionisti del privee e a questa dirigenza imberbe e approssimativa sarebbe stato lecito attendersela.

Invece nulla, ha prevalso l’attesa messianica per il 38enne di ritorno, venuto a strappare l’ultimo grande ingaggio della sua carriera trotterellando su un palcoscenico che in passato ha messo a ferro e fuoco: quando un’intera tifoseria vive la partita non nell’attesa di un gol ma per sfogare il proprio unico urlo liberatorio all’ingresso in campo di un grande campione del passato vuol dire che probabilmente si è toccato il fondo, la nostalgia struggente per un passato che non può tornare certifica in maniera definitiva il fallimento del presente che stiamo vivendo.

Donnarumma: 7,5 (il migliore)   Bravissimo in due diverse circostanze su Gabbiadini, se non apriamo il 2020 con un’altra sconfitta il merito è tutto suo, a fine anno credo che finirà (giustamente) per andarsene alla ricerca di una squadra più consona al suo livello

Calabria: 4,5   Uno dei migliori esempi del baratro tecnico in cui siamo sprofondati, tanta corsa e tanti contrasti persi, mai un cross pericoloso ma in compenso uno splendido retropassaggio che spalanca autentiche praterie a Gabbiadini, che il Dio del mercato provveda a togliercelo dai piedi entro fine gennaio

Musacchio: 6   Quagliarella probabilmente quello che doveva dire ormai ha finito di dirlo però tutto sommato lui fa il suo dovere in maniera dignitosa e senza particolari sbavature

Romagnoli: 6   Dalle sue parti transita soprattutto Gabbiadini, che in un paio di circostanze si presenta solo davanti a Donnarumma ma senza particolari responsabilità da parte sua, nel complesso partita senza infamia e senza lode

Hernandez: 6,5   Talvolta tende a portare un po’ troppo la palla e ad incaponirsi nelle sue corse a testa bassa, però vivaddio almeno lui è vivo e corre, a differenza di molte amebe che gli girano intorno

Bennacer: 6,5   Nel complesso la sua prova non mi è dispiaciuta, è sempre nel vivo del gioco e lotta su ogni pallone che transiti dalle sue parti cercando di dettare i tempi della manovra, anche se resto convinto che con il suo dinamismo e la sua capacità di corsa palla al piede potrebbe rendere al meglio come mezzala

Krunic: 5   Nel primo tempo male male, sbaglia una quantità di appoggi incalcolabile, un po’ meglio nella ripresa quando mette Leao davanti alla porta, anche se la ciabattata con cui si divora un assist al bacio di Ibra grida ancora vendetta

Paquetà: SV   inteso nel senso di Senza Voglia

Bonaventura: 5  Nel primo tempo sfiora il gol con un tiro da fuori, ma è l’unico lampo di una partita anonima e senza mordente

Leao: 5,5   Esterno di sinistra nel 4-2-3-1 con cui Pioli ridisegna la squadra nella ripresa porta guizzi e vivacità, finendo però per fare sempre la scelta sbagliata in fase di finalizzazione, forse per la voglia di strafare davanti agli occhi di quello che potrebbe diventare il suo insegnante di campo

Suso: 4  In passato sono stato un suo convinto estimatore, ritenendolo uno dei pochi capaci di accendere la luce nell’oscurità tecnica circostante, e non nascondo che faticavo a trattenere il disappunto per l’accanimento nei suoi confronti che riscontravo all’interno del blog; a gioco lungo non posso che arrendermi e darvi ragione, il giocatore si è ormai avvitato nei suoi limiti tecnici (emblematico il gol che si divora nel primo tempo per l’incapacità di usare il piede destro) e non riesce nemmeno a fare le cose più semplici mostrando evidenti limiti caratteriali, giusto che sieda a meditare in panchina perché così è solo deleterio per se stesso e per gli altri

Calhanoglu: 5   Un po’ di corsa e un po’ di voglia ma nulla più, eppure se devo pensare al Nocerino del 2020 che potrebbe giovarsi degli spazi aperti da Ibra il primo che mi viene in mente è lui

Piatek: 4,5   La personificazione della pochezza, spizza più palle di testa Ibrahimovich in mezzora che lui nell’intero girone d’andata

Ibrahimovic: 6  Per quanto possa sembrare contraddittorio con quanto scritto nella premessa, il suo ingaggio mi ha reso felice, assodato che la stagione oggettivamente è ormai andata a puttane tanto vale gustarsi le movenze dell’ultimo fuoriclasse che ha vestito la nostra maglia; la partita odierna ha certificato uno stato di forma piuttosto approssimativo, ma anche camminando qua e là per il campo è bastata la sua presenza per mettere in apprensione la retroguardia blucerchiata, non aspettiamoci miracoli in serie ma probabilmente qualche emozione sarà in grado di regalarcela (chi si contenta gode, a questo ci siamo ridotti…)

 

Pioli: 4,5   Ancora 4-3-3 iniziale con Suso, ancora la stessa squadra monocorde incapace di incidere in fase offensiva (terza partita consecutiva senza gol)… assodato che l’allenatore non è il principale responsabile dei nostri problemi, osservo comunque con curiosità che Giampaolo è stato messo in croce per i suoi 9 punti in 7 partite (media 1.29) mentre Pioli continua a godere di buona indulgenza dopo i suoi 13 punti nelle successive 11 (media 1.18), qualcosa mi sfugge

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.