Pagelle Milan Napoli 1-1

10365

Complice la sosta e lo stato di crisi acclarata delle due contendenti, la partita di questa sera alla vigilia si presentava con i classici connotati della sfida dal pronostico indecifrabile.

Lo sviluppo dell’incontro si è invece rivelato ben presto assai più leggibile, come sempre accade quando la paura di perdere prende il sopravvento sulla voglia di vincere: il pareggio finale è la logica conseguenza del vecchio principio in base al quale due feriti sono meglio che un morto, ma rischia di non servire a nessuno.

Serve sicuramente poco al Napoli, che rischia di vedere allontanarsi ancor di più la zona Champions se oggi le romane coglieranno 3 punti che sembrano alla loro portata; serve forse appena un pochino di più al Milan per muovere una classifica deficitaria, anche se occorrerà tener d’occhio i risultati delle due genovesi, che occupano al momento il terz’ultimo gradino (a questo siamo ridotti, incredibile dictu…).

Se vogliamo trovare qualche motivo di conforto me ne vengono in mente giusto un paio, ossia la reazione rabbiosa ed immediata al gol subito e il recupero di un giocatore importante per l’economia del nostro gioco come Jack Bonaventura.

Rimangono purtroppo i vecchi problemi irrisolti, l’impressione di una squadra che fatica a trovare degli equilibri accettabili tra le due fasi non sapendo bene da che parte convenga tirare la coperta, paradigmatico in tal senso l’apporto di Theo Hernandez (ma ve lo dico sotto), e soprattutto una sterilità offensiva disarmante per la produzione pressoché inesistente di interpreti acerbi o in crisi nera.

Si è fatto un gran parlare in questi ultimi giorni di un possibile ritorno di Ibra a gennaio, alimentando un feroce dibattito tra favorevoli e contrari; se volete la mia opinione, io penso che Ibra non verrà, perché nonostante abbia 38 anni compiuti può ancora permettersi di scegliere, e venire nel Milan attuale sarebbe tutto fuorché una scelta intelligente. Ma se davvero decidesse di farlo, per quel che mi riguarda sarebbe sicuramente il benvenuto, quanto meno Ibra è carisma ed emozione, un salutare elettroshock per un gruppo dall’encefalogramma piatto.

Intanto però a gennaio bisogna arrivarci, e le prossime 4 partite prima della sosta natalizia (3 in trasferta) ci diranno con quali prospettive per il 2020.

Donnarumma: 6,5   Decisivo in uscita su Insigne a fine primo tempo, reattivo su Allan nella ripresa, sicuro e disinvolto sulle palle alte che spiovono dalle sue parti

Conti: 6   Apporto limitato in fase di spinta ma prestazione decorosa dal punto di vista difensivo, con un’unica sbavatura nel finale quando rimedia un giallo evitabile per un intervento scomposto

Musacchio: 6,5   Rientro tutto sommato convincente, fa sentire la sua fisicità al centro della difesa e toglie spazio agli avanti partenopei con giocate d’anticipo

Romagnoli: 5,5   Sul vantaggio napoletano cerca di far salire la linea ma rimane poi completamente imbambolato ad osservare il campanile di rimbalzo sulla traversa, consentendo a Lozano un troppo comodo tap-in

Theo Hernandez: 6   Quando spinge sa far male e questo si è capito, nel difendere mostra ancora dei limiti, evidenziati anche stasera nella corta respinta di testa che rimette la palla sui piedi di Insigne e nella successiva lentezza a far salire la linea che finisce per tenere in gioco Lozano; l’impressione è che possa essere un laterale sinistro devastante con una difesa a 3 a coprirlo, tenuto bloccato in una difesa a 4 è un giocatore poco più che normale

Biglia: 5   Compitino titic-titoc e nulla più, quanto meno finché regge il fiato… quando alla distanza le forze iniziano a calare diventa addirittura dannoso, perdendo almeno due palloni pericolosissimi nella zona nevralgica del campo

Calabria: SV   Vuoi vedere che in quanto degno erede di Abate scopriremo anche per lui che il suo vero ruolo non è quello di terzino destro? Lui almeno ha ancora un’intera carriera davanti…

Paquetà: 6   Nella circostanza cerca di unire un po’ di arrosto al consueto fumo che si sprigiona nella sua zona, ancora non riesce ad essere risolutivo dalla trequarti in su ma trova qualche buona traccia e prova a mettere sostanza nelle sue giocate

Krunic: 6,5   Giocatore ordinato e dinamico, probabilmente le aspettative nei suoi confronti non erano particolarmente elevate e questo gli dà modo di non tradirle, assai pregevole il cross che pennella per la testa di Rebic, partita dopo partita assume sempre più le sembianze dell’acquisto azzeccato

Rebic: 5,5   Prende una botta al ginocchio quasi subito che lo condiziona e questo mi induce ad una certa clemenza in sede di valutazione, alterna cose decenti come un paio di cross interessanti a controlli di palla francamente rivedibili, e soprattutto spreca una colossale occasione di testa per sbloccarsi

Kessie: 6   Nella fase iniziale della ripresa fa la mezzala, nel finale addirittura il regista davanti alla difesa dopo l’uscita di Biglia, niente di trascendentale ma danni non ne fa

Piatek: 4   Invece che rilasciare interviste senza senso farebbe meglio a dare qualche cenno di vita là davanti, anche stasera si divora un paio di occasioni favorevoli sotto porta e mostra una goffaggine imbarazzante ogni volta che ha il pallone tra i piedi

Bonaventura: 7 (il migliore)  Il ritorno a buoni livelli di Jack è forse l’unica nota lieta della serata, prestazione intelligente condita con un gol di pregevole fattura in cui scarica tutta la rabbia accumulata negli ultimi difficili mesi, piaccia o meno è l’unico centrocampista offensivo di cui disponiamo dotato di tempi di inserimento e con qualche gol nelle gambe

 

Pioli: 6  Gli va riconosciuto il merito di aver finalmente capito la situazione in cui ci troviamo e il conseguente tentativo di trasmettere alla squadra un po’ di sano realismo, tatticamente troverebbe forse la quadra passando alla difesa a 3 ma onestamente prima deve disporre di 3 centrali difensivi arruolabili

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.