Pagelle Milan Lazio 0-1 (Coppa Italia)

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In un’umida serata milanese sfuma anche l’obiettivo finale di Coppa Italia. Un Milan confuso, molle e vuoto soccombe giustamente a una Lazio che merita pienamente di giocarsi il trofeo nazionale il 15 maggio.

Prestazione imbarazzante da parte di (quasi) tutti i giocatori: Gattuso è, come ogni allenatore, il primo responsabile. Ma resta la rabbia di 60 mila tifosi, inizialmente ribollenti di entusiasmo, nel vedere dei calciatori totalmente privi di personalità di carattere di voglia. E tutto questo al di là dei dettami tattici.

Siamo sull’orlo di un baratro sportivo e francamente non vedo come possiamo fare un salto indietro per evitarlo.

Nota a margine alle pagelle qui sotto: sono frutto della visione della partita dallo stadio senza aver rivisto nulla ex post. Unico risvolto positivo della serata aver sofferto sugli spalti assieme agli amici, tra cui Seal, Larry e Axel di Milan Night.

REINA: 7,5 – Se la Lazio non ha dilagato gran parte del merito va al veterano spagnolo. Parate decisive e carisma da vendere, è il vero capitano dentro e fuori dal campo. Gracias Pepe!

MUSACCHIO: 5 – Correa gli fa vedere i proverbiali sorci verdi e, pur mettendoci quantomeno un po’ della rinomata ‘garra’, è comunque protagonista di una prestazione negativa

CALDARA: 6 – Viene buttato nella mischia in occasione della serata più importante e se la cava con scioltezza pur in un contesto assai complicato. Speriamo sia, almeno per lui, un buon viatico per il futuro. Sufficienza piena di incoraggiamento

(CUTRONE: 6 – Sufficienza solo ed esclusivamente per la rabbia, che era quella di ogni singolo tifoso rossonero sugli spalti, con cui nel finale di partita chiama gli abulici compagni al pressing. Uno di noi)

ROMAGNOLI: 4,5 – Impreciso, portatore sano di uno stile di leadership impalpabile e in balia degli eventi. Un piccolo capitano per un minuscolo Milan

CALABRIA: 5,5 – Effettua l’unico tiro pericoloso nello specchio della porta laziale ma è spesso spaesato nello scombiccherato sistema preparato da Gattuso. Esce per infortunio al tramonto del primo tempo

(CONTI: 4 – Spiace per il ragazzo ma al momento non pare in grado, fisicamente e mentalmente, di giocare a questo livello. Va aspettato ma le voragini che si aprono dal suo lato, pur non essendo ovviamente tutte colpa sua, sono paurose. Anche in fase di spinta combina pochissimo)

KESSIE: 3,5 – Solita partita inutile, calcisticamente ignorante e confusionaria. Da impacchettare e spedire al primo gonzo che metta sul piatto 30 milioni di Euro

BAKAYOKO: 5+ – Il nostro totem di centrocampo inizia con la solita fisicità e buona lena, tocca cento e più palloni ma piano piano si spegne e affoga nel disastro collettivo

LAXALT: 5 – La mediocrità è lampante ma quantomeno pare sbattersi. A differenza dei tempi di Genova non arriva sul fondo neanche per sbaglio. Campione di cross inutili dalla trequarti

SUSO: 2 – Quasi incommentabile. Il peccato mortale di Gattuso, su cui ci siamo giocati la possibilità di provare ad agguantare in qualche maniera la finale, è stato quello di aver sostituito Samu e non lui. Infatti il karma lo ha punito immediatamente col solito osceno corner dell’ex Liverpool che ha lanciato la Lazio verso il vantaggio

CASTILLEJO: 4,5 – Molto rumore per nulla. Ma almeno fa rumore. Altri tacciono e si nascondono

(CALHANOGLU: s.v. – Nel senso che non si può dare un voto a uno che non è più un giocatore di calcio da mesi. E non mi si può tacciare di essere un hater perché sono stato un suo sostenitore della prima ora)

PIATEK: 4 – Come qualsiasi centravanti forte ma non fenomenale affoga e si avviluppa in una spirale negativa quando non esiste uno straccio di gioco offensivo volto ad assisterlo. Avanti di questo passo ne avremo bruciato un altro, questa volta giovane e di prospettiva. Ormai anche lui ci mette poco del suo, quasi fosse ormai scoraggiato

GATTUSO: 3 – Ormai la situazione gli è sfuggita di mano: non ci sta capendo più nulla e ha le valigie in mano da tempo. Le sue colpe sono enormi ma concentrarsi solo su di lui pensando che se arrivasse un altro magicamente diventeremmo l’Olanda di Michels sarebbe un grave errore. Calciatori così piatti e svuotati devono anche farsi un esame di coscienza e deve farselo anche la società. Per fare una sovrapposizione o un pressing a 15 minuti dalla fine sullo 0-1 non serve l’indicazione di Klopp o Gasperini, serve dignità e voglia che questi sventurati non hanno

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!