Pagelle Milan Lazio 1-0

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Al termine di una battaglia durissima e senza esclusioni di colpi il Milan porta a casa 3 punti pesantissimi e di fondamentale importanza, sia perché ottenuti contro una rivale diretta alla corsa Champions, sia perché mettono finalmente fine al periodo di grande difficoltà che ha fatto seguito alla sconfitta nel derby.

Primo tempo molto tattico, con una Lazio sorniona raccolta in un 3-5-1-1 volto a chiudere ogni sfogo sulle fasce per poi ripartire con uno-due molto veloci tra Correa ed Immobile ed un Milan attento e concentrato, più preoccupato però di non concedere il fianco alle ripartenze laziali che di creare veri pericoli verso la porta avversaria.  Suso e Piatek due buone occasioni le avrebbero anche, per la verità, ma al ritorno negli spogliatoi per l’intervallo è forte la sensazione che il fuoco covi sotto la cenere, in attesa di alimentarsi nella ripresa.

Cosa che puntualmente accade, soprattutto quando il doppio infortunio in contemporanea di Calabria e Romagnoli spinge Gattuso a ridisegnare la squadra, con l’ingresso di Zapata a formare una difesa a 3 con Rodriguez terzo di sinistra, un centrocampo a 4 con Laxalt e Borini a spingere e contenere sulle fasce, Suso e Calha più dentro il campo a supporto della punta.

Da lì in poi si vede un’altra partita, la stanchezza fatalmente allunga le squadre a vantaggio dello spettacolo e l’agonismo puro ed il cuore prendono il sopravvento sulla tattica, diventa una sorta di guerra su tutte le seconde palle fino a che Rocchi decide di fischiare due rigori consecutivi a nostro favore nel giro di un paio di minuti, il primo viene giustamente annullato dal Var, sul secondo Kessie trasforma con calma glaciale dagli undici metri mettendo palla a destra e Strakosha a sinistra.

I dieci minuti finali più i sei di recupero che seguono mettono a dura prova le coronarie dei 65mila di San Siro e dei milioni di rossoneri davanti alla TV, più per l’importanza della posta in palio che per reali pericoli corsi dalla nostra porta, e il fischio finale viene finalmente accolto con un boato di liberazione.

Che dire?  Siamo finalmente usciti dal tunnel buio lungo un mese nel quale ci eravamo infilati, la volata Champions sarà ancora lunghissima e difficile ma intanto la affrontiamo partendo in testa, e con il vantaggio dello scontro diretto a favore nei confronti delle 3 avversarie più temibili.

Perciò basta pessimismo cosmico, basta pippe mentali, basta Gattuso sì-Gattuso no, concentriamoci sulle 6 battaglie che ci attendono da qui allo striscione, vediamo di affrontarle uniti e coesi e alla fine tireremo le somme.

Reina: 7 (il migliore)  E’ un voto più alla qualità che alla quantità, la parata a freddo su Immobile è di importanza capitale per non vedere tutto un altro film, la tecnica e l’esperienza con cui fa ripartire molte nostre azioni sono da applausi, professionista vero

Calabria: 6   Bellissimo lo spunto fino alla linea di fondo con cross pennellato sulla testa di Piatek, in tante circostanze mostra però di soffrire più del dovuto la fisicità di Lulic sulla fascia di competenza

Laxalt: 6+   Entra per fare il quarto di sinistra di centrocampo ed oggettivamente lo fa bene, portando velocità e dinamismo nelle due fasi

Musacchio: 6,5   Inizialmente soffre la velocità ed i guizzi di Correa, poi inizia a carburare e gli prende le misure, Caicedo invece se lo sgranocchia senza alcun problema, trovando anche la forza di andarsi a procurare il rigore decisivo nel bel mezzo dell’area avversaria.

Romagnoli: 6  Partita attenta e senza sbavature ma forse un pochino condizionata da una botta presa nei minuti iniziali che lo costringe al cambio a metà ripresa, per fortuna pare non sia nulla di grave

Zapata: 6,5   Entra a freddo dopo tempo immemorabile e per tutta risposta slalomeggia a testa alta fino alla trequarti avversaria, prezioso nei minuti finali quando mette il testone su un paio di spioventi pericolosi, io sono di parte ma un rinnovino a Zapatone lo firmerei senza pensarci troppo

Rodriguez: 6-   Sufficienza stiracchiata per la solita pochezza in fase di spinta, meglio quando fa il terzo di sinistra nel finale, giocando in quello che forse è il suo vero ruolo (a patto di avere un centrale molto veloce alla sua destra…)

Bakayoko: 7   Solito gigante in mezzo al campo, sradica molti palloni dai piedi avversari mettendo fisico e coraggio al servizio della squadra, non riscattare uno così sarebbe un delitto

Kessie: 6,5   Sovente viene preso in mezzo dai palleggiatori della mediana biancazzurra ma continua a correre senza risparmio per tutta la partita, ed il mezzo punto in più è dovuto per la freddezza assoluta con cui trasforma un rigore di importanza capitale nell’economia della nostra stagione

Calhanoglu: 6+   L’impegno è innegabile, e lo sforzo profuso nel cercare di pressare alti Lucas Leiva e Luiz Alberto è tanto prezioso quanto oscuro, però Santiddio se ogni tanto riuscisse a centrare la porta invece degli stinchi avversari le nostre partite prenderebbero una piega più agevole

Suso: 6-   Vale un po’ il principio applicato sopra per Rodriguez, insufficienze dopo una vittoria così importante non mi va di darne, però oggettivamente combina pochino per tutto l’incontro, fatto salvo il solito tiro a giro che andrebbe a morire all’incrocio senza la prodezza di Strakosha

Borini: 6,5   Difficile non volere bene ad un giocatore che inizia l’incontro da ala sinistra e la conclude da terzino destro, di base sarebbe una punta ma lui dove lo metti sta, dimostrando sempre un impegno ed una professionalità encomiabili

Piatek: 6,5   Stasera niente bum-bum-bum ma tanto lavoro al servizio della squadra, apprezzabile la sponda vanificata da Suso e splendido lo stacco di testa fuori di poco, per la capacità di restare sospeso in aria ometto di dire chi mi ha ricordato per pudore

Cutrone: 6+  Bravo Patrick, pochi minuti ma con la testa e l’atteggiamento giusti, la squadra viene prima di tutto e lui mostra di averlo capito

 

Gattuso: 7  Nella partita forse più importante della stagione mette in campo una formazione equilibrata e compatta, cercando di tenere alti i centrocampisti per pressare i costruttori di gioco avversari alla fonte, nella ripresa costretto dalle circostanze ridisegna la squadra con un funzionale e coraggioso 3-4-2-1 che forse meriterebbe di essere riproposto

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.