Pagelle Milan Lazio 0 – 0

63

Nell’ottica dei 180 minuti un buon risultato contro la Lazio, frutto di un primo tempo sparagnino a ritmi blandi e di una ripresa più brillante (per entrambe le squadre) in cui purtroppo spicca la topica clamorosa di Calhanoglu che getta alle ortiche un gol già fatto.

Essendo tra quelli che ritengono il quarto posto un obiettivo a dir poco utopistico, auspico che nella partita di ritorno all’Olimpico Rino Gattuso scelga di schierare la miglior formazione possibile per raggiungere la finale di Coppa Italia

Emergono in positivo la solidità difensiva e alcuni automatismi interessanti. In negativo il ritmo fin troppo blando, l’approccio rinunciatario del primo tempo e la solita sterilità offensiva.

DONNARUMMA: 6,5 – La Lazio, pur tirando molto verso la sua porta, non lo impensierisce più di tanto. Ma a metà ripresa si produce in un intervento salva risultato sulla capocciata di Immobile

ABATE: 6 – Avendo pochissime aspettative sul buon Ignazio ho apprezzato la sua tenuta su Lukaku e su tutti i laziali che transitano dalle sue parti. Col passare dei minuti però dà vita a una prestazione più sfilacciata e alle solite imprecisioni

BONUCCI: 7 – Per essere “un difensore che non sa difendere” tira fuori una prestazione maiuscola contro l’attacco più prolifico d’Italia. Qualche sbavatura in fase di rilancio ma visto i rischi che si prende ci può anche stare

ROMAGNOLI: 7 – Immobile lo manda al bar nel primo tempo, ma per tutto il resto della partita è impeccabile. Ormai la coppia centrale è consolidata e futuribile anche per l’azzurro

BORINI: 6 – Per uno che è stato comprato come attaccante esterno non se la cava male nella fase difensiva del terzino, producendosi anche in due chiusure notevoli nel primo tempo. In fase offensiva poco brillante. Si vede comunque che non è il suo ruolo

KESSIE: 6,5 – A parte la sanguinosa palla persa da cui scaturisce l’occasione di Immobile nella prima frazione, si produce in una partita di sostanza e di battaglia contro i più fisici degli avversari laziali, in particolare Milinkovic Savic. Stachanovista e solido

BIGLIA: 5+ – Pur aiutando discretamente in fase difensiva, spiccano le sue imprecisioni in appoggio e rilancio. Come al solito cresce alla distanza, ma in maniera meno palpabile rispetto alle ultime partite. Ciò non toglie che si debba insistere su di lui in quella posizione

LOCATELLI: 4,5 – Evanescente, grigio, piatto, senza slanci, senza intensità. Manuel sembra essersi avvoltolato in questa mediocrità diffusa che sta tarpando le ali al suo talento

(CALHANOGLU: 5 – Entra in campo col piglio del salvatore della patria ma si produce in diverse imprecisioni prima di prodursi in un incomprensibile errore a porta spalancata. Tutto questo nulla cambia per Udine: titolare inamovibile)

SUSO: 5,5 – Primo tempo inguardabile. Nel secondo alza un po’ il numero dei giri e aiuta la squadra ad essere più pericolosa, anche dopo il passaggio al 442. Deliziosa la palla per Cutrone da cui scaturisce la migliore occasione rossonera della serata. Non basta però per la sufficienza piena

BONAVENTURA: 5 – Orfano del suo compagno di duetti (Hakan) per quasi tutto il tempo che passa in campo, Jack non replica la buona prestazione di domenica pomeriggio

(CUTRONE: 6,5 – 20 minuti abbondanti di garra, intensità ed elettricità. Col suo ingresso il Milan passa al 442 e si rende pericoloso dopo il piattume della prima fase. Al momento l’attacco rossonero non può prescindere da Patrick)

KALINIC: 4,5 – In questo Milan fare il centravanti è mestiere durissimo e non tutte le colpe sono del croato. Ma c’è modo e modo per farlo questo mestiere (vedi alla voce Cutrone). Il modo che sceglie lui è decisamente il peggiore, riuscendo a far sembrare Luiz Felipe un fulmine di guerra

(A.SILVA: s.v)

GATTUSO: 6+ – Sfida Simone Inzaghi per la seconda volta in quattro giorni e presenta una versione ordinata e furba ma a bassa intensità rispetto alla prima tornata. Fa un turnover ragionato e anche comprensibile, ma che toglie mordente alla squadra. E’ bravo a correggere in corsa variando anche il modulo. Il suo lavoro fin qui è apprezzabile: avanti Rino!

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!