Pagelle Milan Inter 2-3

20511

Come spesso e volentieri accade, a vincere il derby non è la squadra che ci arriva coi favori del pronostico.

Troppo ottimismo alla vigilia, troppi richiami alla “partita della svolta”, troppa fiducia nel momento di crisi altrui.

Se questa partita doveva essere una prova di maturità, ahimè la prova è miseramente fallita, inutile girarci intorno…il Milan ha giocato un primo tempo disastroso, con i nostri giocatori timorosi e molli, aggrediti in tutte le zone del campo da avversari che hanno interpretato il match nell’esatta maniera in cui avremmo dovuto farlo noi, secondo le vane speranze della vigilia.

Spiace dirlo, ma il nostro allenatore non ci ha capito letteralmente nulla, a Spalletti è bastato chiudere le fasce e piazzare Vecino nelle vesti di incursore per sparigliare il mazzo e ridurre Gattuso all’impotenza, la contromossa di passare al 4-4-1-1 è apparsa tardiva e velleitaria.

Ancor peggio il cambio Rodriguez-Cutrone effettuato in corsa ad inizio ripresa subito dopo il gol del 2-1,  alla folle decisione di lasciare in campo un Suso inguardabile si è unita la conseguenza di schierare contemporaneamente 4 giocatori fuori posizione (Kessie-Calabria-Calhanoglu e Castillejo): avrei potuto accettarla come mossa della disperazione a 10 minuti dalla fine, non come scelta meditata con quasi un tempo da giocare ed un solo gol da rimontare.

Da lì in poi la confusione tattica ha regnato sovrana, e se le cose sono andate un pochino meglio è solo perché dopo il gol del 3-1 i ragazzi hanno finalmente messo in campo il cuore e un po’ di coraggio, persa per persa.

Resta da dire che l’arbitraggio di Guida non ha convinto per nulla, ed è il terzo dell’anno in partite decisive dopo quelli di Banti in Supercoppa e di Maresca a Roma, ma oggettivamente ridurre la sconfitta di questa sera ad episodi arbitrali sarebbe fuorviante e saprebbe tanto di alibi.

Andando contro corrente mi viene da dire che la sosta casca a fagiolo, è chiaro che le polemiche fioccheranno libere ma molti dei nostri giocatori sono visibilmente sulle gambe, qualche sano infortunio diplomatico per saltare le nazionali e un po’ di riposo potrebbe far loro solo del bene.

Testa fredda e concentrati sulla Sampdoria, è stata persa l’ennesima grande occasione, ma fortunatamente restiamo totalmente padroni del nostro destino.

La ciliegina finale su una torta avariata

Donnarumma: 6   Rimane il dubbio che potesse far di meglio sullo spiovente di Perisic che porta al primo gol, poco da dire sugli altri due, e in un paio di circostanze mette la provvidenziale pezza che tiene la squadra in partita fino alla fine

Calabria: 5   Gravissima la facilità con cui si perde Lautaro nell’assist per Vecino, ed anche nel prosieguo appare abbastanza spaesato, tanto a destra che a sinistra

Musacchio: 6   Il meno peggio del reparto arretrato, è l’unico a mostrare personalità e ha il merito di farsi trovare al posto giusto sul gol che potrebbe riaprire la partita

Romagnoli: 4,5  Serataccia del capitano, che ha gravi responsabilità sui primi due gol nerazzurri, segnatamente sul secondo in cui si perde la marcatura di De Vrij nello stesso identico modo in cui Conti si era perso Hetemaj a Verona… una serata storta può capitare, purtroppo è capitata nella partita sbagliata

Rodriguez: 4,5  Fa crossare Perisic senza opposizione, fa sembrare un fenomeno Politano, fa mancare qualunque apporto in fase offensiva

Cutrone: 5,5  D’Ambrosio gli strozza in gola l’urlo del 3-3 nei minuti di recupero, ma per il resto non ricordo nulla di particolare da parte sua, se non qualche fallo inutile sparso qua e là per il campo

Bakayoko: 6 (il migliore, se così si può dire)  Male nel primo tempo, in cui patisce oltre misura il dinamismo di Vecino, meglio nella ripresa quando prova a dare il via alla riscossa con uno splendido gol di testa e alcuni strappi dei suoi sulla mediana

Kessie: 4,5   Un fantasma nella prima frazione, costantemente preso in mezzo dalle triangolazioni nerazzurre, un pesce fuor d’acqua nella ripresa nel ruolo di terzino destro, un maleducato totale quando litiga in panchina con Biglia dopo la sostituzione, bene ha fatto la società a mandarli davanti alle telecamere con le ginocchia sui ceci nelle interviste del dopo partita

Conti: 5,5  Viene inserito nel finale e prova a dare vivacità e spinta, anche se rischia l’espulsione per un intervento più maldestro che cattivo

Paquetà: 5  Un tiro da fuori e un bello stacco di testa in mezzo a troppi palloni persi per una condizione fisica precaria, deve rifiatare, possibile che Gattuso non lo capisca?

Castillejo: 5,5  Mette in campo corsa, volontà e dinamismo, purtroppo sulla sua prova pesa l’ingenuità con cui abbocca alla trappola di Politano, l’interista cerca il contatto ma lui la gamba doveva toglierla

Suso: 4,5  La pervicacia con cui Gattuso insiste nel metterlo in campo in queste condizioni sfiora l’accanimento terapeutico, Asamoah gli mangia in testa per tutta la partita annichilendolo dal punto di vista fisico, sforna soltanto un paio di buoni cross (dai quali, ad onor del vero, nascono il gol del 3-2 ed una grossa occasione per Castillejo) che fanno la figura di due gocce solitarie nel mare del niente

Piatek: 5   A Bergamo in un primo tempo similare si inventò un gol dal nulla, stasera purtroppo i centrali nerazzurri non gli concedono il minimo spazio, e anche se in mezzo spiove qualche buon pallone non riesce mai a combinare granché

Calhanoglu: 6   Rimane negli occhi la sciagurata maniera in cui batte l’ultimo corner a tempo scaduto, ma tutto sommato stasera mi è sembrato uno dei meno peggio, lodevole il tentativo di cucire centrocampo e attacco in mezzo a compagni spaesati e apprezzabile la parabola su punizione per il gol di Bakayoko

 

Gattuso: 4  Dei gravi errori tattici commessi si è già detto sopra, la cosa più preoccupante è che per la terza volta in stagione (Lazio, Roma, Inter) la squadra sbaglia palesemente approccio di fronte ad un avversario diretto in grande difficoltà alla vigilia, tre indizi iniziano a fare una prova

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.