Pagelle Milan-Inter 1-0

1239

Vittoria doveva essere e vittoria strameritata è stata. Match partito subito in salita per la doppia defezione prima di Gianluigi Donnarumma e poi di Storari, ma sorprendentemente è la “tassa” Antonio Donnarumma a levarci dagli impicci.
I rossoneri offrono una prova con ancora troppe azioni individuali, ma la tenacia non manca e la squadra minuto dopo minuto prende sempre più fiducia nei propri mezzi fino ad arrivare al meritatissimo gol che consegna all’inter la terza sconfitta consecutiva ed a noi un regalo di Natale un po’ in ritardo e forse insperato, ossia quella semifinale che rasserena un po’ l’ambiente facendoci vivere qualche giorno in tranquillità e col sorriso sulle labbra.

A.Donnarumma 7 – Parte con un clamoroso autogol che grazie alla V.A.R. viene giustamente annullato, poi si esibisce in uscite con i pugni sia sugli angoli che su Icardi culminando poi la sua prestazione con la parata di piede su Joao Mario. Nel complesso dà anche sicurezza a tutto il reparto arretrato.

Abate 5,5 – Bene in fase di copertura dove non concede nulla a Perisic, praticamente nullo in fase offensiva.

Bonucci 6 – parte male per non dire malissimo, poi come tutta la squadra sale d’intensità e si guadagna una sufficienza stiracchiata.

Romagnoli 7 – finalmente una bella prestazione con il piglio dei grandi difensori e senza alcuna sbavatura se non uscita un po’ azzardata nel secondo tempo non sfruttata da Icardi che incespica sulla palla. Prestazione maiuscola, speriamo sia l’inizio di una serie di prestazioni brillanti.

Rodriguez 5,5 – contiene molto bene Candreva, ma sbaglia praticamente tutti i cross messi in mezzo oltre a sembrare impaurito nel fare le sovrapposizioni. Ci si aspetta molto di più da lui.

Kessie’ 7 – i piedi son quelli che sono (si mangia un gol lisciando completamente la palla in area) ma corre per tutti, rompe il gioco dell’inter più e più volte e quando parte in avanti nessun avversario è in grado di contrastarlo fisicamente. Alla fine è preda dei crampi, ma appena ripresosi è sempre lui a portare pressione. Mai domo.

Biglia 6 – parte davvero male, poi col tempo trova la misura e alla fine giganteggia mandando in tilt il centrocampo nerazzurro che non la vede più nonostante l’ingresso di Borja Valero

Locatelli 6 – mezzo voto in meno per quella simulazione imbarazzante. Finchè ha benzina in corpo (60° minuto) contiene bene i nerazzurri rimediando spesso anche agli errori di Biglia.

Bonaventura 6,5 – si mangia un gol in tuffo e costringe Handanovic ad una bella parata su colpo di testa dopo cross di Kessie’ diventando così l’attaccante più pericoloso. E’ spesso troppo innamorato del pallone, ma è anche uno dei pochi a creare occasioni da gol.

Kalinic 5,5 –si batte come un leone, va su tutti i palloni ed alla fine deve uscire per un fallaccio di Skriniar ma come al solito gli manca un centesimo per fare un euro. In area non incide mai non riuscendo a tirare in porta nonostante sia la prima punta del Milan.

Suso 7 – il voto è “drogato” dal bellissimo assist per Cutrone, per il resto tende troppo a tirare o voler fare di testa sua, ma prende anche una traversa (con deviazione) e fa l’assist decisivo…e questo fa la differenza.

Calabria 6 – entra al posto di Abate e dopo un inizio preoccupante ara la sua fascia creando più di un grattacapo alla difesa interista con le sue sovrapposizioni che creano apprensione agevolando lo stesso Suso.

Calhanoglu 6 – entra male per non dire malissimo, poi poco a poco prende fiducia e grazie ai fraseggi con gli altri centrocampisti il Milan non fa più vedere palla all’inter.

Cutrone 7,5 – Si batte come un leone, non riesce a prendere i palloni e i falli che prende Kalinic, ma ha un istinto innato per il gol e soprattutto è bravissimo a infilarsi in velocità tra i difensori. Il gol è un vero gioiello di istinto, tempo di inserimento e rapidità d’esecuzione.

Gattuso 6,5 – Questa squadra non ha uno schema offensivo e due cambi su tre sono dovuti agli infortuni, però tiene testa a Spalletti che non riesce a trovare le contromosse per un Milan che poco alla volta si impadronisce della partita e vince meritatamente.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.