Pagelle Milan Frosinone 2-0

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Torno adesso da San Siro dopo un lungo viaggio di ritorno sotto la pioggia battente, e butto giù queste poche righe lottando contro il sonno che avanza e senza aver nemmeno avuto la possibilità di rivedere un singolo highlight della partita, quindi perdonate eventuali inesattezze.

Prima considerazione: il Milan ha un pubblico da Champions League.

Sulla società il giudizio è sospeso, sull’allenatore prevale il pollice verso, sui giocatori ci vorrà una mezza rivoluzione ma sui tifosi poco da dire, ho vissuto una serata da brividi e da emozioni forti, in mezzo a 65mila anime rossonere trepidanti e con una Curva Sud commovente che ha trascinato la squadra con un tifo incessante e coinvolgente dal primo al novantesimo minuto.

Agli amici redattori che scrivono sul blog e a tutti voi fedeli utenti che ci seguite con passione mi sento di dare questo consiglio, guardate qualche partita in meno in TV e qualcuna in più allo stadio e forse vedrete le cose sotto una luce diversa: perché credo che se avessi seguito l’incontro odierno dal divano avrei facilmente giudicato lo spettacolo offerto dalla squadra sotto il limite della decenza, vissuto live ha assunto invece un aspetto differente, e le emozioni hanno finito per prendere il sopravvento sulla fredda razionalità.

Ciò non toglie che il primo tempo sia risultato inguardabile anche dagli spalti, tanto lenta, noiosa, involuta e senza sbocchi è apparsa la manovra della nostra squadra, che sembrava quasi paralizzata per l’importanza della posta in palio… ci voleva una scintilla, e ad accenderla ci ha pensato la strepitosa e provvidenziale parata di Gigio sul rigore di Ciano.

Da quel momento in poi la squadra si è sbloccata, e pur senza fare nulla di trascendentale ha finalmente trovato la forza di costruire un po’ di occasioni e portare a casa 3 punti fondamentali.

A questo punto manca soltanto l’ultima tappa, il Milan visto oggi può vincere a Ferrara soltanto con la forza dei nervi e un po’ di fortuna ma ha il dovere di provarci fino in fondo, anche perché in quel caso le nostre avversarie saranno obbligate a vincere per tenerci dietro, e non è affatto scontato che sia così facile nemmeno per loro: come scrivevo la scorsa settimana, potremmo scoprire che stavamo facendo la corsa sulle maglie nerazzurre sbagliate.

 

Donnarumma: 8 (il migliore)   Semplicemente sensazionale la parata sul rigore di Ciano, indispensabile per tenere la squadra in linea di galleggiamento, strepitoso anche su un diagonale a botta sicura di Valzania nei minuti finali, se proprio bisogna far cassa con qualcuno non inizierei da lui

Abate: 6   Nell’ultima recita a San Siro mette in mostra il meglio ed il peggio del suo repertorio, dalla generosità nella corsa all’amnesia scriteriata che provoca il rigore, ma per l’attaccamento alla maglia e la serietà professionale dimostrata in quest’ultima stagione era giusto che si congedasse in questo modo, con il pubblico in piedi a tributargli un saluto commovente

Musacchio: 6   Normale amministrazione e pochissime preoccupazioni

Romagnoli: 6   Diciamo che Trotta e Ciano non sembrano il massimo per impensierirlo, si limita a controllare la situazione con il pilota automatico inserito

Rodriguez: 5,5   Solito piccolo trotto di sempre ma almeno nessuna sbavatura difensiva

Kessie: 5,5   Qualche strappo in proiezione offensiva alternato alle consuete amnesie tattiche e a qualche disattenzione di troppo

Bakayoko: 6-   Prova un paio di incursioni palla al piede delle sue ed è l’unico a tirare verso la porta nel primo tempo, ma la condizione fisica non è più quella di un paio di mesi fa

Cutrone: 6   Prova a mettere un po’ di pressione alla retroguardia ciociara ed è utile per alleggerire un po’ il carico di botte riservate fino a quel momento al solo Piatek

Calhanoglu: 6   Continua imperterrito a centrare gli stinchi avversari su ogni conclusione da fuori, ma ha quanto meno il merito di procurarsi la punizione del 2-0

Suso: 7   Croce e delizia di questa squadra, per il modo spesso irritante con il quale finisce per catalizzare tutta la manovra rallentandola con finte e controfinte ma per la capacità incontestabile di cavare di tanto in tanto dal cilindro perle come la punizione che di fatto chiude la partita

Piatek: 6+   Palloni giocabili gliene arrivano pochissimi come di consueto ma lui ci mette del suo mostrando una condizione atletica lontana parente di quella di inizio girone, sta di fatto però che alla prima palla buona timbra con puntualità implacabile

Borini: 6,5   La palla gol che si divora ad inizio ripresa urla vendetta, ma in tutto il resto della partita svolge con diligenza ed abnegazione il compito a cui è chiamato, mostrando ancora una volta di essere forse l’unico elemento della rosa in grado di giocare sopra ritmo per tutti i novanta minuti

 

Gattuso: 6  Con le unghie e con i denti è riuscito a tenere la barca in linea di galleggiamento fino all’ultima giornata, di questo almeno gli va dato atto, sul gioco chiudiamo gli occhi e turiamoci il naso

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.