Pagelle Milan-Bologna 2-1

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Inizio con un colossale mea culpa.

Perché vedete, nei giorni scorsi ero fermamente convinto che fosse iniziato il piano B di Elliott in caso di mancata Champions, un piano che partendo dalla demolizione mediatica di Bakayoko con l’ausilio della solita stampa servile sarebbe poi proseguito con nuove uscite di Raiola su Gigio per poi approdare, che so, a qualche mal di pancia finale del papà di Piatek.

Ebbene, magari tutto questo succederà davvero ma Bakayoko prescinde da ogni discorso, su di lui sbagliavo di brutto, siamo di fronte ad un’autentica testa di minchia: perché dopo le cazzate social, l’ostensione della maglia avversaria e la spia della riserva ignorata in tangenziale (sigh) stasera ha deciso di oltrepassare la soglia, di andare oltre i propri limiti.

Il tuo allenatore può essere il peggiore del mondo, può non capire un emerito cazzo di tattica e preparare le partite con il culo, ma finché siede su quella panca è il tuo allenatore e quindi hai il dovere, anzi l’obbligo di portargli rispetto, soprattutto se pensi di essere un professionista serio e percepisci uno stipendio da 6,5 milioni all’anno.

Stiamo parlando delle regole comuni di convivenza all’interno di un gruppo, del rispetto dei ruoli e delle gerarchie, di cose basiche insomma: credo di non essermi mai incazzato così tanto negli ultimi anni, non sono nemmeno riuscito ad esultare al gol di Suso.

Se invece vogliamo parlare della partita, possiamo serenamente dire che per lunghi tratti del primo tempo è andato in scena il solito obbrobrio, con una squadra messa in campo in maniera sconclusionata, giocatori inizialmente molli e timorosi, grandi rischi su ogni ripartenza avversaria, solite prese in giro arbitrali sparse qua e là.

Un’unica cosa ha scompaginato il triste copione degli ultimi due mesi, ed è stata la risposta inaspettata fornita dalle terze linee, dalle riserve delle riserve, gli Abate, i Zapata, i Josè Mauri, i Borini hanno messo in campo cuore e attributi trascinando anche gli altri e finendo per tenere accesa una piccola fiammella di speranza: mancano ormai soltanto 3 partite, giochiamocele fino in fondo sul filo dei nervi e vada come vada, alla fine tireremo le somme.

 

Donnarumma: 7   Strepitoso in uscita su Orsolini, reattivo sui tiri da fuori di Pulgar ed Edera

Abate: 7+ (il migliore)   Come già successo altre volte in stagione, nel momento del bisogno risponde presente e lo fa alla grande, Sansone dalle sue parti combina poco o nulla, dopo una carriera rossonera a dir poco altalenante (eufemismo) decide di riservare il meglio nel finale, male che vada chiuderà con dignità

Zapata: 6,5  Vedi sopra, a Palacio non la fa vedere quasi mai e di testa le prende tutte, rimanendo in campo fino alla fine nonostante una brutta botta, prima di perdere un rincalzo del genere ci penserei cento volte

Musacchio: 6  Niente di trascendentale, ma nelle partite in cui c’è da menare è difficile che rimanga sotto la sufficienza

Rodriguez: 4,5  Il modo con cui viene scherzato da Orsolini nel primo tempo è semplicemente imbarazzante, e ogni volta che prova a tirare verso la porta gli spettatori del primo anello portano a casa il trofeo

Kessie: 6-  Un paio di scene esilaranti, tipo una rimessa laterale da scuola calcio o un goffo tentativo di respingere un tiro da fuori sdraiandosi in area a pelle di leone, quando però c’è da soffrire con l’uomo in meno decide di metterci il cuore facendo a sportellate con tutti sulla fascia destra

Biglia: 4,5   Dai su arrendiamoci, ormai è perduto alla causa, la sua fragilità fisica e la sua lentezza finiscono per essere un peso anche in un centrocampo mediocre come quello attuale

Josè Mauri: 6,5 Un’altra delle poche note positive della serata, entra in campo senza alcuna remora, corre e combatte nella zona nevralgica del campo e fornisce a Suso l’ottimo filtrante che porta al primo gol

Paquetà: 5  Nell’assurda espulsione Di Bello ci mette molto del suo, ma questo ragazzo è l’ora che capisca che l’Italia non è il Brasile, e quando fai le giocate sotto la suola contro chi lotta per la sopravvivenza il rischio stecca è tangibile, con un allenatore vero comunque può solo migliorare (l’anno prossimo però, perché mi sa che la sua stagione è finita con l’ingenuità di stasera)

Suso: 6+ Ha il merito di sbloccare la partita con un gol di pregevole fattura, ma nel resto dell’incontro continua a sembrare il lontano parente del giocatore visto nel girone d’andata, speriamo che riesca a cavare qualche altro coniglio dal cilindro nelle ultime partite che restano

Piatek: 6-  Pochissimi palloni giocabili come sempre, ma si mette a disposizione della squadra combattendo su ogni contrasto nel concitato finale

Calhanoglu: 6+  Meglio del solito a livello di personalità e persino al tiro, finisce però per farsi male a livello muscolare, e in un centrocampo ridotto all’osso come quello attuale la sua assenza nelle prossime partite è destinata a pesare

Borini: 6,5   Entra, lotta, corre e timbra, a un giocatore come lui si può chiedere di più?

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.