Pagelle Lazio Milan 4 -5 (dcr)

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Vittoria da Casciavit. Vittoria da Milan. Sotto la neve, in trasferta e contro un avversario di altissimo livello (miglior attacco d’Italia), i rossoneri ancora una volta non prendono gol e prevalgono ai rigori in una prova di compattezza organizzazione e unità di intenti davvero notevole. Non fosse stato per lo sciagurato Kalinic (a anche per qualche situazione ma gestita durante i tempi regolamentari) l’avremmo chiusa anche prima della ‘lotteria’ dei penalty.

Andiamo a giocarci la finale a maggio contro la juve senza paura e a testa alta come ci sta insegnando mister Gattuso. La stessa testa alta che servirà domenica sera contro la seconda squadra di Milano

DONNARUMMA: 7 – Senza quella indecisione sull’uscita che spalanca la porta a Immobile sarebbe stato 7,5. Nella prima mezz’ora è un muro invalicabile nel contesto di una partenza sprint della Lazio e ai rigori cancella Leiva e soprattutto Milinkovic Savic

CALABRIA: 7 – Dalle sue parti transitano clienti molto pericolosi: Milinkovic, Lukaku, Lulic e compagnia. Si disimpegna con la ormai solita perizia e con inaspettate qualità tecniche. Dal punto di vista fisico sta costruendo quella ‘massa’ che gli consente di essere competitivo a questi livelli. Il nuovo Carvajal?

BONUCCI: 8 – Partita da campione per il capitano, che ormai si trova a memoria con Romagnoli accanto. Gli uccelli del malaugurio della prima parte di stagione possono rimanere nei propri nidi, e non per il gelo e la neve. Il contropiede condotto al 118esimo con assist cioccolatino per Kalinic sarebbe potuto diventare la ciliegina su una torta strepitosa. Il rigore da dentro/fuori scagliato in porta con nonchalance è da fuoriclasse

ROMAGNOLI: 7,5 – Nel contesto di una partita ancora una volta impeccabile si produce anche in un paio di scivolate che, all’Olimpico contro la Lazio e con la maglia numero 13, non possono che evocare un certo Alessandro Nesta. Decisivo e freddissimo anche nel realizzare il rigore decisivo

RODRIGUEZ: 5+ – Primo tempo molto svagato con  errori in appoggio banali e pericolosi. Secondo tempo e supplementari in leggera crescita ma mai con la capacità di attaccare efficacemente il lato ‘debole’ dello schieramento laziale. Sbaglia anche il rigore. Dopo il buon match contro la Roma un passo indietro

BIGLIA: 7 – Intercetta tutto quello che gli passa davanti e, pur sbagliando qualche lancio lungo (ma non è mai stato pane per i suoi denti), dimostra una volta di più di essere divenuto equilibratore fondamentale del fortino gattusiano

KESSIE: 6+ – Combatte e si sbatte per tre e non rifiuta mai lo scontro aperto con lo spauracchio Milinkovic

(MONTOLIVO: 5,5 – Mezz’ora ordinata ma un po’ evanescente e un rigore inguardabile che poteva costare carissimo)

BONAVENTURA: 6,5 – Sbaglia qualche rifinitura e porta (come sempre) un po’ troppo il pallone. Ma è sempre presente nel cuore dell’azione e cuce il gioco con una maestria da mezz’ala consumata. Efficace anche in copertura questa nuova versione di Jack mi piace sempre di più e non potrà essere ignorata neanche da Di Biagio

CALHANOGLU: 6- – Da fan del turco mi aspetto qualcosa di più. Non fa mai mancare il proprio apporto in costruzione e in copertura oltre che nel dialogo qualitativo con Bonaventura. Ma per il definitivo salto di qualità e per convincere anche gli scettici (quelli in buona fede perché quelli in cattiva fede non li considero) dovrebbe essere più decisivo in fase di finalizzazione. La sufficienza stiracchiata la raggiunge con il rigore da manuale.

SUSO: 5 – Ha l’attenuante di essere piazzato sulla fascia forte della Lazio e viene stritolato per 90 minuti più supplementari. Un solo mezzo guizzo nel primo tempo quando impegna Strakosha

(BORINI: 6 – Pochi minuti e un rigore segnato gli garantiscono al sufficienza piena. Pressa e copre come un matto. Vero interprete dello spirito di questo nuovo Milan)

CUTRONE: 6- – Lavoro in copertura da manuale quando scherma Leiva e De Vrij, ma poco incisivo negli ultimi sedici metri dove non è letale come al solito pur trovandosi in qualche situazione potenzialmente interessante

(KALINIC: 3 – Dopo 50 minuti di nulla cosmico pensa bene di sbagliare un gol clamoroso al 118esimo dopo azione strepitosa del capitano. Il tutto senza neanche centrare la porta ma recapitando il pallone direttamente in braccio a Papa Francesco a Casel S.Angelo. Indifendibile e al momento improponibile. Gli serve come il pane un guizzo, un episodio tra derby e doppio Arsenal)

GATTUSO: 7,5 – La solidità difensiva, l’organizzazione, le giocate preordinate in attacco, i miglioramenti delle ripartenze. Tutto notevole. Ma è roba che impallidisce di fronte allo spirito battagliero e di gruppo e alla capacità di soffrire assieme che questo (ex) ragazzo ha saputo infondere non solo alla squadra ma a tutto l’ambiente fino al più tiepido dei tifosi

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO. NON SI MOLLA UN CAZZO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!