Pagelle Lazio Milan 1-1

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Alla fine di partite come questa è fatale che si apra l’eterna discussione sul bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, è facile parlare delle firme che avresti messo alla vigilia sul pareggio ma quando al 93esimo sei ancora avanti 1-0 della vigilia ti sei bello che scordato, e prenderlo in saccoccia così ti rode enormemente.

Detto questo, pareggio giusto per quello che si è visto in campo, la squadra ha saputo soffrire e ricompattarsi facendo fronte alle numerose assenze con spirito di sacrificio e applicazione, mostrando voglia di lottare e abnegazione in tutti gli undici schierati, alcuni dei quali palesemente adattati in ruoli non abituali.

Tra qualche mese magari scopriremo che questo punto conquistato in trasferta con le unghie e con i denti contro una rivale diretta potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa all’agognato quarto posto, ora sbrighiamo in fretta la pratica Dudelange e mettiamo la massima concentrazione per il lunch match di domenica prossima col Parma, in cui vincere sarà davvero fondamentale.

Donnarumma: 7 (il migliore)   A dispetto del lungo predominio territoriale biancazzurro viene chiamato in causa poche volte, ma quando succede risponde alla grande, tanto sul tiro ravvicinato di Lulic nel primo tempo che sul colpo di testa di Wallace nella ripresa (paratissima), sul jolly pescato allo scadere da Correa che passa in mezzo ad una selva di gambe non me la sento di dargli colpe particolari

Abate: 6   I timori della vigilia nel vederlo schierato come terzo centrale di difesa erano tangibili ma alla fine della favola se la cava egregiamente senza fare particolari danni, forse gli abbiamo trovato il ruolo adatto, quinto centrale di riserva

Zapata: 6   Prestazione impeccabile nella forma e nella sostanza, peccato per quella respinta di testa un po’ corta che porta al pareggio laziale, ma il cross in arrivo dalle trequarti non era così facile da controllare

Rodriguez: 6,5   Partita attenta e ordinata, del resto che lui potesse cavarsela più che discretamente nel ruolo di terzo centrale di sinistra era risaputo, mi ha colpito positivamente la capacità di far ripartire l’azione in maniera pulita ogni qualvolta il pallone transitasse dalle sue parti.

Calabria: 6+  Primo tempo così così con qualche pallone di troppo perso in ripartenza, meglio nella ripresa dove recita un ruolo importante nell’azione del vantaggio, in cui ha il merito di restare lucido e alzare la testa facendo la cosa giusta

Borini: 6   Nel primo quarto d’ora lo avrei ammazzato, per la quantità di scelte sbagliate e le voragini che lasciava aperte sulla sua fascia, alla fine però onestamente per il mazzo che si fa avanti e indietro e per lo spirito di sacrificio che mostra per tutti i 90 minuti la sufficienza fatico a non dargliela

Kessie: 6   Tanto tanto lavoro sporco unito a tanta imprecisione con la palla tra i piedi, ma alla fine il merito del gol del vantaggio è suo (seppur con l’aiuto decisivo di Wallace), perciò mezzo punto in più e sufficienza anche per lui

Bakayoko: 7   Avanti di questo passo finirà per meritarsi il riscatto, vero uomo ovunque nell’asse centrale del nostro centrocampo, un’infinità di palle recuperate con il fisico smistate senza fronzoli e qualche buona incursione che ha creato il panico nella retroguardia laziale

Suso: 6   Purtroppo si accende solo a sprazzi ma le poche volte che succede nascono le poche palle gol della squadra, irritante per i tanti appoggi sbagliati banalmente a metà campo, geniale nel lancio che spalanca un’autostrada a Calabria nell’azione del vantaggio

Calhanoglu: 6   Molto meglio che in altre circostanze, rimane l’impressione che con un po’ di lucidità in più potesse far molto meglio nelle due grosse occasioni che ha avuto in area di rigore, soprattutto nella ripresa quando ha dato l’impressione di voler andare in porta con la palla

Cutrone: 5,5  Gioca una partita di estremo sacrificio isolato in mezzo a due centrali molto fisici, però in tutta franchezza qualche pallone in più per far salire la squadra avrebbe dovuto tenerlo

 

Gattuso: 6  Visto il numero impressionante di giocatori indisponibili, fa di necessità virtù impostando una partita coperta votata al sacrificio e alla fine la stava quasi portando a casa, rimane un po’ di rammarico per la rinuncia a qualche cambio nei minuti di recupero che avrebbe potuto forse spezzare il ritmo all’assalto finale biancazzurro

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.