Pagelle Juventus Milan 4-0

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Sicuramente capirete quanto sia difficile stare seduto qui davanti allo schermo di un computer e dovere occuparmi delle pagelle di questa finale di Coppa Italia. Mi appello quindi alla vostra comprensione, al fatto che i vostri sentimenti in questo momento siano i miei, nel perdonare strafalcioni, incoerenze, errori, esagerazioni, sconforti.

Il Milan perde di goleada la finale della coppa nazionale contro la juventus, una squadra di tre categorie superiore che stasera ha giocato una partita ‘normalissima’ per i propri standard. E giocando una partita normalissima ci ha massacrato 4-0 grazie al gentile omaggio di tre gol frutto di inaccettabili errori individuali. Il tutto in una manciata di minuti in cui si condensa un tracollo psicologico tecnico e morale da censura senza se e senza ma.

Quanto successo all’Olimpico è inaccettabile per la nostra storia e per quello che questa squadra significa a livello mondiale. Qualcuno o più di qualcuno dovrà prendersi delle responsabilità: la stagione ha preso la china del disastro e questa umiliazione rischia di essere l’epigrafe su un’annata cominciata con tutt’altri presupposti.

Con immane sforzo mi accingo a provare a dare una valutazione a quanto visto stasera, giocatore per giocatore. Scusate di nuovo la scarsa lucidità.

DONNARUMMA: 2 – Dopo alcuni ottimi interventi e un paio di incertezze si produce in due topiche allucinanti prima su Costa e poi sul secondo gol di mr simpatia Benatia. La seconda papera è un terrificante compendio di superficialità disattenzione ed errore tecnico. Semplicemente inaccettabile a questo livello

CALABRIA: 5 – Ogni tanto qualche spunto lo ha, ma nel complesso è troppo timido e poco incisivo oltre che in ovvia difficoltà contro Costa che è un giocatore di un’altra categoria rispetto a lui

BONUCCI: 6 – Prova a cantare e portare la croce come si diceva un tempo, ma naufraga nel disastro del secondo tempo. Rimane un giocatore di altra categoria e spessore rispetto al resto della rosa

ROMAGNOLI: 5 – Si vede che non è in condizione e si perde malamente Benatia in occasione del primo gol che indirizza la partita

RODRIGUEZ: 5 – Evanescente e appesantito come da ormai troppi mesi

LOCATELLI: 4,5 – Dopo aver trascorso in naftalina gran parte della stagione, si ritrova lanciato titolare nella partita più difficile e importante e in un ruolo complicatissimo. Naufraga come tutto il resto della squadra nonostante un primo tempo discreto

(MONTOLIVO: SV)

BONAVENTURA: 5 – Partita piuttosto grigia anche se qualche spunto interessante rispetto al diffuso piattume riesce a tirarlo fuori dal cilindro

KESSIE: 5 – Rispetto ad altri big match in cui era stato il migliore in campo o quasi, si fa notare principalmente per l’imprecisione e il disordine. Molto simile al suo idolo Essien nella versione sbiadita e decadente vista a Milano

CALHANOGLU: 6- – Mezz’ora di buonissimo livello. Poi si spegne lui e calano le tenebre sulla manovra del Milan. Uno da cui ripartire

SUSO: 3 – Inesistente impalpabile irritante

(BORINI: SV)

CUTRONE: 5 – Palesa ancora una volta enormi limiti tecnici e un’inadeguatezza a certi paloscenici, come contro l’Arsenal

(KALINIC: 2 – Finalmente si sblocca in una partita importante chiudendo i conti con una precisa inzuccata sugli sviluppi di un corner. Degna conclusione di una stagione splendida per il puntero croato, vero fiore all’occhiello della campagna acquisti targata Mirabelli)

GATTUSO: 4 – Io Rino lo adoro ma oggi il quid in più di garra determinazione organizzazione e concentrazione che sarebbe stato necessario per colmare il divario con la juventus non lo ha messo. Se lo ho esaltato nel periodo d’oro tra gennaio e marzo ora devo a malincuore metterlo sul banco degli imputati dopo una indegna figura come quella di stasera. Non trova e forse non cerca neanche una soluzione per il disastro che si stava profilando in campo. Male.

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!