Pagelle Inter Milan 4-2

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La prima domanda sorge spontanea: cosa sarebbe questo Milan senza Ibrahimovic?

Risposta facile facile, la squadra tremolante senza identità vista per quasi tutto il girone d’andata, vissuto a cavallo tra metà classifica e zona retrocessione.

La seconda è invece una domanda retorica: si può perdere un derby 4-2 dopo aver preso a pallonate il proprio avversario per tutto il primo tempo, facendolo sembrare più una semplice comparsa che un serio candidato allo scudetto?

La risposta purtroppo è nei fatti, evidentemente sì, si può, soprattutto se il fuoriclasse che tiene in piedi tutta la baracca ha già compiuto 38 anni, ed è costretto fatalmente a prendersi delle pause nella sua intensità di gioco.

Quando subito dopo Natale fu annunciato il ritorno di Ibra non nutrivo eccessive speranze, dissi da subito agli amici in redazione che mi sarei accontentato di qualche emozione, che so, un gol nel derby a braccia aperte sotto la Nord… ora che l’ho avuto rimane in bocca un gusto agrodolce, perché è vero che chi si accontenta gode…così così.

Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, il Milan visto nel primo tempo è sembrato una squadra fatta e finita, messa bene in campo e senza alcun timore reverenziale, con Hernandez e Rebic a devastare la fascia sinistra, Kessie a masticare Barella, Calhanoglu e Castillejo in moto perpetuo, i centrali di difesa altissimi e sicuri, Ibra dominante e dominatore: il 2-0 finale è stato una logica conseguenza, persino striminzito per la manifesta superiorità dimostrata.

Poi però è arrivata la ripresa a riportare tutti con i piedi per terra, sono bastati due minuti di amnesia totale per rimettere tutto in perfetto equilibrio, e a quel punto la partita si è messa su un piano inclinato, con la nostra squadra ad arrancare vittima delle proprie insicurezze e l’Inter pronta ad azzannare una preda ormai sanguinante: è vero che potevamo anche pareggiarla, se Ibra l’avesse messa dentro al novantesimo anziché colpire il palo, e forse lo avremmo anche meritato per quello che si è visto in campo, ma onestamente bisogna riconoscere che i tre punti sono andati alla squadra più solida (e più fortunata).

Insomma mai una gioia, nemmeno nel giorno del proprio compleanno…sforziamoci però di guardare avanti, dobbiamo resettare tutto e pensare che giovedì andiamo a giocarci una finale di Coppa Italia, l’avversario non è esattamente dei più abbordabili ma il Milan visto nei primi 45 minuti può dire la sua…o no?

Donnarumma: 5   Onestamente è sembrato un portiere normale, poco colpevole sul tiro di Brozovic sbucato da una selva di gambe, decisamente di più sull’ “esco non esco” sui piedi di Sanchez in occasione del pareggio di Vecino, ed anche il piazzamento sul colpo di testa di De Vrij non è sembrato ottimale (forse perché anziché fare un passo indietro sarebbe stato meglio fare un passo avanti a chiudere lo specchio)

Conti: 4,5 (il peggiore, anche per i Nighters)   E’ lui a tenere in gioco Sanchez per una frazione di secondo, ma al di là di questo la sua prova è apparsa poco convincente per tutti i novanta minuti, nel primo tempo quando non ha praticamente mai assecondato il moto perpetuo di Castillejo sulla fascia di destra, nella ripresa quando non è mai stato in grado di mettere un cross decente in mezzo all’area

Kjaer: 5,5   Partita da onesto mestierante e nulla più, il tiro di Vecino gli passa in mezzo alle gambe, il colpo di testa finale di Lukaku sopra la cabeza, per tornare in alto ahimè ci vuole ben altro

Romagnoli: 5   Finché si tratta di difendere d’anticipo e di posizione fa la sua porca figura, quando deve rincorrere in campo aperto dimostra tutti i suoi limiti dinamici (imbarazzante su Lukaku nel primo tempo e su Barella nella ripresa), e il modo in cui si perde De Vrij sul terzo gol è imperdonabile…in definitiva, un difensore relativamente lento e disattento in marcatura può definirsi un pilastro?

Hernandez: 6   Il voto è la media tra un primo tempo devastante, in cui mette a ferro e fuoco la fascia sinistra insieme a Rebic, e una ripresa anonima, in cui sparisce dal gioco per lunghi tratti

Bennacer: 6,5   Diversamente dal resto della compagnia, dopo un primo tempo abbastanza timido è l’unico a salire di livello nel corso della ripresa, si batte come un leone tenendo a galla praticamente da solo un centrocampo in visibile difficoltà

Kessie: 5,5   Prima frazione in grande spolvero, annichilisce a più riprese Barella e Vecino con la sua fisicità… ma certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai, e quando si frappone al tiro di Brozovic girando la schiena timoroso dimostra di dormire sonni profondi

Castillejo: 6   Suo il lancio che Ibra trasforma in sponda sontuosa per il primo gol, suo il moto perpetuo che mette in grande difficoltà la difesa nerazzurra per tutto il primo tempo, poi anche lui cala alla distanza

Calhanoglu: 5,5   Splendidi il movimento e il tiro con cui coglie un palo clamoroso in apertura, apprezzabili gli interscambi con Rebic tra le linee che mettono in grande apprensione la retroguardia interista… ma quando il gioco si fa duro si eclissa, come troppo spesso gli accade

Rebic: 6,5   Segna il suo quarto gol in 4 partite nel girone di ritorno, dimostra una forza esplosiva nelle gambe che rende praticamente impossibile spostarlo quando prende posizione, compagno ideale d’attacco di Ibra senza se e senza ma

Bonaventura/Paquetà/Leao: 5 (in tre)   Se qualcuno si è accorto che sono entrati me lo segnali…bellissima in particolare la figura dei due giovanotti sull’ultima azione della partita, quando fanno i nani da giardino davanti alla bandierina consentendo a Vecino di dare il là all’azione del quarto gol, chapeau

Ibrahimovic: 8 (il migliore, per chiunque)  Il voto può sembrare un’iperbole, ma se a 38 anni fai una sponda andando a prendere la palla dove volano le aquile, segni di testa dando una frustata ad un pallone che arriva lento e trovi la forza per brutalizzare fisicamente al novantesimo il difensore più prestante della squadra avversaria… allora semplicemente non sei umano, sei Ibra

 

Pioli: 6  Farò discutere ma onestamente non mi sento di dargli l’insufficienza, la partita l’aveva preparata davvero bene questa volta, incartando l’Inter per tutto il primo tempo… è vero che nella ripresa è sembrato assistere inerte al ritorno dei nerazzurri, operando a prima vista i cambi con notevole ritardo, ma vista la verve mostrata dai subentranti appare difficile colpevolizzarlo per questo

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.