Pagelle Genoa Milan 1-2

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Al termine di una partita confusa, altalenante, per certi versi drammatica e per altri emozionante, il Milan porta a casa 3 punti di fondamentale importanza per non ritrovarsi invischiato in zone melmose nelle quali non è abituato a muoversi.
La squadra attuale denota evidentissime difficoltà a livello psicologico, la cui causa principale temo vada ricercata nella confusione totale che sembra regnare sovrana nella testa del suo allenatore: certe dichiarazioni stranite e psichedeliche a fine partita fanno il paio con scelte incomprensibili e cervellotiche nella formazione iniziale, e solo la casualità e tanta buona sorte consentono al mister in maglioncino di guadagnare tempo ulteriore e salvare la panchina.
Ero a Marassi e vi posso assicurare che poche volte mi è capitato di uscire dallo stadio così incazzato, soprattutto dopo aver vinto in trasferta e con un rigore parato dal nostro portiere a tempo scaduto.
Incazzato perché è del tutto inconcepibile dover arrivare sull’orlo del precipizio per capire che è follia pura lasciare fuori gli unici due giocatori di qualità autentica che abbiamo in rosa, Paquetà e Leao, soprattutto a beneficio di due elementi al momento impresentabili come il turco e il polacco.
Incazzato perché non intravedo in questa formazione uno straccio di giocatore di personalità, in grado di prendere per mano la squadra nei momenti di difficoltà né di trasmettere il cinismo necessario per uccidere la partita quando il vento gira a favore (e qui le colpe, più che all’allenatore, le attribuisco a chi ha costruito questa rosa senza capire quanto fossero indispensabili un paio di uomini di esperienza).
Incazzato questa sera anche con la Curva, che ha macinato chilometri con la consueta generosità per poi attuare una contestazione che forse nel momento specifico sembra essere la soluzione meno indicata: ogni scelta è rispettabile, per carità, ma se riesci a rimanere impassibile allo stadio senza esultare quando il tuo portiere para un rigore decisivo al 93esimo più che ad un tifoso assomigli ad uno che sta recitando una parte (ma forse sono dinamiche che da fuori non riesco a comprendere).
In tutti i casi, beviamoci questo brodino e proviamo a guardare avanti, tra una sosta e l’altra incontreremo Lecce, Spal, le due romane e la Juventus, al termine di questo mini ciclo capiremo se questa squadra e questo allenatore saranno in grado di avviare un percorso di crescita o se ci ritroveremo ad affrontare un gelido inverno partendo da sotto zero.

Reina: 6 Bravo su Lerager ad inizio partita, catastrofico sulla punizione di Schone, ingenuo su Kouamé in occasione del rigore procurato, provvidenziale nel pararlo a tempo scaduto: dimostra in ogni caso di essere uno dei pochi giocatori in rosa ad avere due palle così, anche quando va sotto la curva a fine partita
Calabria: 4 Io francamente di questo anti-calcio non ne posso davvero più, prestazione sconcertante dal punto di vista tecnico e caratteriale, ed il modo stupidissimo in cui si fa cacciare dal campo rimettendo in discussione una partita virtualmente chiusa è la classica ciliegina sulla torta
Duarte: 5,5 Alla prima da titolare in serie A non commette errori decisivi ma non trasmette nemmeno grandi sensazioni di sicurezza, soffre parecchio la velocità di Kouamé e dà spesso l‘impressione di marcare l’uomo un po’ troppo da distante
Romagnoli: 6 Prestazione nel complesso sufficiente, anche se una distrazione esiziale su Romero a fine primo tempo poteva costare carissima
Theo Hernandez: 6,5 Qualche incertezza di troppo in fase difensiva, ma ha il grande merito di rimettere la squadra in linea di galleggiamento con un’azione che sembra la fotocopia di quella nel finale del derby, stavolta però la palla (complice Radu) si infila nel sacco
Kessie: 6- Se durante la partita mostrasse la stessa freddezza e la stessa lucidità che denota dagli 11 metri sarebbe un giocatore di livello superiore, il problema è che invece corre come un forsennato a destra e a manca, quello sì, sbagliando però quasi sempre scelte di passaggio e tempi di inserimento
Biglia: 5+ Primo tempo a dir poco sconcertante, un pochino meglio nella ripresa ma da un giocatore della sua esperienza ti aspetti quel quid in più in termini di personalità e non lo ottieni quasi mai
Calhanoglu: 4 Sarà che la mia posizione sugli spalti non era delle più favorevoli, ma francamente non ricordo di avergli visto fare una singola giocata decente, definirlo impalpabile è già un complimento
Paquetà: 7+ (il migliore) Entra in campo con l’argento vivo addosso e spacca la partita portando tecnica, velocità ed imprevedibilità con giocate decisive su entrambi i gol, lasciare fuori uno così è demenziale
Suso: 4,5 Diversamente dal turco, lui di palloni ne tocca parecchi ma il risultato finale è lo stesso, tasso di pericolosità vicino allo zero
Piatek: 4 Sembra incredibile che questo sia lo stesso giocatore che soltanto pochi mesi risolveva partite come quelle col Napoli o con l’Atalanta con giocate decisive, ora come ora non ne prende mezza e per il bene suo e della squadra è giusto che si accomodi in panchina, visto che l’alternativa c’è
Leao: 7 Insieme a Paquetà ribalta l’inerzia di una partita che si era messa su un piano inclinato, ogni volta che parte palla al piede ti dà la sensazione di poter far male alla retroguardia avversaria, lo dico sommessamente ma questo può diventare forte forte
Bonaventura: 6 Va ancora a sprazzi perché la tenuta fisica è quella che è, ma visto che questa squadra difetta soprattutto di personalità credo che la sua presenza possa risultare nel breve termine un fattore di crescita

Giampaolo: 5 Salva la pelle per il rotto della cuffia, e solo il tempo ci dirà se sia un bene o un male per la nostra stagione, speriamo almeno che abbia capito una volta per tutte quali sono gli uomini su cui deve puntare per risalire la china

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.