Pagelle Fiorentina Milan 0-1

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Si doveva vincere e si è vinto, è già qualcosa.

Sul modo stendiamo il classico velo, dopo un buon primo in cui abbiamo banchettato sui resti di una squadra allo sbando e in preda alla contestazione dei suoi tifosi, nella ripresa siamo persino riusciti nell’impresa di dover soffrire fino al 95esimo, con il baricentro al solito troppo basso e la consueta difesa del fortino del vantaggio minimo.

Eppure quando tutto sembrava perduto, dopo la vergognosa sconfitta col Torino di quindici giorni fa, la squadra ha saputo ricompattarsi e quanto meno dimostrare una certa voglia di combattere con dignità fino alla fine, il rischio di sbracare e finire ottavi era tangibile, almeno quello sembra scongiurato.

C’è il rischio concreto che 4 vittorie nelle ultime 4 partite possano non bastare per raggiungere l’obiettivo tanto desiderato, ma intanto cerchiamo di fare anche le ultime 2 e poi vediamo, chissà che non si stia facendo la corsa sulle maglie nerazzurre sbagliate.

Donnarumma: 6,5   Sempre preciso e tempestivo sui cross che spiovono in area, reattivo al punto giusto su uno sciagurato tentativo di harakiri di Kessie

Abate: 6,5   Presidia in maniera diligente la corsia di competenza contenendo senza problemi di sorta chi transita dalle sue parti, sul finale della sua avventura credo sia doveroso dargli atto di essere un professionista serio

Musacchio: 6   Randellate ben distribuite e discreto senso della posizione, prestazione accettabile

Romagnoli: 6+   Buon rientro del capitano, l’attacco viola in questo periodo non fa tremar le vene e i polsi ma Alessio fa il suo senza alcuna incertezza

Rodriguez: 4,5   Ecco, lui è uno di quei giocatori sui quali ammetto senza problemi di aver commesso un errore di valutazione iniziale, più passa il tempo e meno mi convince, perché oltre a spingere poco ultimamente difende anche malissimo spalancando autostrade all’avversario di turno, se davvero ha un po’ di mercato monetizzare senza indugio

Bakayoko: 6,5   Per lunghi tratti sembra quasi giochicchiare, caracollando sulla mediana senza troppa convinzione, ma via via che passano i minuti il suo rendimento cresce in maniera esponenziale e nel concitato finale riassume le sembianze del giocatore dominante di inizio girone (questo non cambia il mio giudizio sul suo comportamento riprovevole contro il Bologna, sia chiaro)

Kessie: 5   Non sopporto gli stupidi, è più forte di me… come definire diversamente uno che per l’ennesima volta sparacchia nell’esterno della rete da posizione impossibile? O che cerca ostinatamente il gol nella sua porta di piede e di testa? O che perde un pallone sanguinoso nella sua metà campo innescando un contropiede avversario potenzialmente letale?  Poi per carità, corre per sé e per chi gli sta vicino, questo è innegabile… ma stiamo parlando di calcio, non dei 3000 siepi

Calhanoglu: 6,5   Primo tempo sontuoso, con un tiro velenoso da fuori disinnescato da Lafont e con la splendida spizzata di testa che decide la partita, nella ripresa scompare un pochino dai radar ma stavolta va bene così

Suso: 6+   Brutalizzato da Biraghi per tutto l’incontro con falli di ogni tipo, trova comunque il modo di pennellare sulla testa del turco il tracciante decisivo, nel complesso non brilla per quantità ma quanto meno un po’ di qualità la sprigiona

Borini: 7+ (il migliore)   Corsa e abnegazione con lui sono sempre garantite, stavolta ci mostra anche un controllo a seguire alla Borineymar che avrebbe meritato miglior sorte, quella che inizialmente sembrava una marchetta finirà per essere ricordata come la miglior operazione per prezzo/rendimento dell’oracolo di Rende

Piatek: 6-   Si spende senza risparmio al servizio della squadra correndo e prendendo falli su tutto il fronte d’attacco, ma il rendimento e la gestualità iniziano sinistramente a ricordare quelli di uno che al momento pascola in terra d’Albione

Cutrone: 6-   Entra subito col piglio giusto, e questa non è più una sorpresa, certo quel diagonale che va fuori di poco poteva risparmiarci qualche sofferenza finale

 

Gattuso: 6   Nel momento della disperazione sembra aver ritrovato gli occhi della tigre e in qualche modo è riuscito a risvegliare l’encefalogramma tendente al piatto dei suoi uomini, sulle sue carenze tattiche si sono già spesi fiumi di parole e non andrei oltre

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.