Pagelle Cagliari Milan 0-2

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Il Milan vince a Cagliari da grande squadra, e la notizia è che la cosa non fa più notizia.

Se pensiamo ai patimenti dell’ultimo decennio, sembra quasi incredibile aver ritrovato l’abitudine a vincere con continuità, in casa come in trasferta, quasi con naturalezza.

Stasera non c’è stato nemmeno bisogno di strafare, sono bastate un paio di accelerazioni al momento giusto unite al solito palleggio maturo e qualitativo, e per incanto sono spariti i timori legati alle tante assenze per infortunio, Covid e squalifiche.

La squadra è ormai talmente consapevole dei propri mezzi che esibisce il proprio impianto di gioco con estrema sicurezza a prescindere dagli interpreti che vanno in campo, i giocatori corrono bene e con continuità aiutandosi a vicenda e i gol ed i risultati arrivano come logica conseguenza.

Se vogliamo prenderci in giro continuando a parlare di quarto posto facciamolo pure, ma l’obiettivo (non dichiarato) ormai è un altro, e anche le mosse sul mercato della società sono lì a certificarlo.

Donnarumma: 6,5   Spettatore inoperoso per oltre un’ora trova il modo di fare il suo nel finale, in uscita su Simeone e sul colpo di testa di Cerri dimostra come sempre la solita sicurezza disarmante che fa sembrare facili anche le cose difficili

Calabria: 7,5   Se non prende la palma del migliore è solo perché in campo c’è un alieno, ma Davide fa il suo ed anche di più, arando la fascia destra per novanta minuti filati, prendendo un palo a portiere battuto e mettendo Ibra davanti alla porta con un lancio delizioso

Kjaer: 6,5   Spazza tutto quello che capita dalle sue parti di piede e di testa e ribalta il fronte d’attacco con aperture telecomandate di quaranta metri, si ferma per un acciacco sperabilmente lieve, in vista dell’Atalanta

Kalulu: 6,5   Entra con la solita tranquillità del veterano, ringhia e raddoppia sugli avanti isolani e conferma una volta ancora di essere ormai di più di una semplice promessa

Romagnoli: 6,5   Un’ammonizione che definire fiscale è quasi un eufemismo gli farà saltare la partita di sabato prossimo con la Dea, peccato perché il giocatore in palla di questa sera con i berghem sarebbe servito eccome

Dalot: 6+   Partita finalmente convincente anche sulla fascia sinistra, non ruba l’occhio badando all’essenziale e svolge il suo compito con concretezza e diligenza

Tonali: 6,5   Gioca molti palloni puliti di prima in fase di impostazione e ne recupera diversi in fase di interdizione, una delle sue partite più convincenti da quando veste la nostra maglia

Meité: 6,5   Non è facile entrare a freddo in meccanismi ben consolidati ma ancora poco conosciuti e lui lo fa senza timori di sorta, lasciando intravedere che la sua fisicità e i suoi inserimenti potranno tornare molto utili

Kessie: 7   Il solito padrone del centrocampo, ha un raggio d’azione talmente ampio che lo vedi basso ad impostare e poi te lo ritrovi in area pronto a finalizzare, rispetto agli anni scorsi non corre di più, corre meglio

Castillejo: 6-   Ottime cose in copertura e asfissiante come sempre nel pressing e nei raddoppi, davanti però incide assai poco e purtroppo non è una novità

Brahim Diaz: 6+   Il lancio in profondità che Ibra trasforma in un rigore è un bagliore di tecnica pura, come molti fraseggi nello stretto, si spegne alla distanza perché il fisico è quello che è

Hauge: 5   Mezzo voto in più per il buon assist ad Ibra un attimo prima di uscire, per il resto il nulla totale, speriamo sia solo un problema di condizione fisica

Saelemaekers: 4   Se a Napoli becchi due gialli in 5 minuti da subentrante puoi dare la colpa all’inesperienza, se dopo due mesi a Cagliari ripeti la stessa scena in 8 minuti la colpa è solo tua, chi non fa tesoro dei propri errori è sostanzialmente uno stupido, ed una squadra che ha alzato l’asticella delle proprie ambizioni certe leggerezze non se le può più permettere

Ibrahimovic: 8 (il migliore)   Un marziano, non ci sono altri termini per definire un giocatore che ritrova la titolarità dopo 57 giorni di assenza e incide sulla partita come un uragano: si procura un rigore di furbizia e di esperienza, lo realizza con personalità debordante, chiude la partita con il killer instinct del centravanti di razza… credo che con lui, Rebic e Manzucco là davanti ne vedremo delle belle

 

Pioli: 7  Reagisce imperturbabile ad ogni genere di avversità, sa di aver costruito un meccanismo perfetto in ogni suo ingranaggio e se lo gode, nel finale la squadra era disposta in campo così bene che quello in inferiorità numerica è sembrato il Cagliari

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.