Pagelle Arsenal Milan 3-1

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Il Milan esce dall’Europa League contro una squadra che al momento gli è superiore per esperienza e caratura internazionale. Il Milan purtroppo esce dall’Europa League senza la possibilità di giocarsi fino in fondo la remuntada in salsa londinese a causa di un pazzesco e e inaccettabile abbaglio preso dalla terna arbitrale svedese (che incubo ‘sti svedesi!).

Il Milan esce dall’Europa League consapevole di aver intrapreso un percorso di crescita positivo e di avere una base solida e giovane su cui ricostruire le proprie fortune nel prossimo futuro. Il Milan esce dall’Europa League accompagnato dai canti e dalla spinta dei propri tifosi che sono tornati ad essere una cosa sola con la squadra dopo tanti anni.

Ora testa al campionato e alla finale di Coppa Italia. Avanti Milan!

DONNARUMMA: 4,5 – Gattuso aveva preannunciato la  c****a, vista la situazione psicologica di Gigio, e questa si è materializzata nella paperona che ha chiuso il discorso concedendo il gol a Xhaka. E’ difficile pensare di avere un punto di riferimento in un portiere il cui clan (leggasi alla voce Mino Raiola) non si fa problemi a destabilizzare il ragazzo e l’ambiente ogni sei mesi. Ora deve rimettere la testa sulla stagione perchè le 12 partite che ci mancano sono fondamentali

BORINI: 6,5 – Jolly e dodicesimo uomo ideale, Fabio neutralizza Mkhytarian e si produce in scorribande notevoli sulla fascia destra

BONUCCI: 7 – Da gennaio in poi stiamo vedendo il campione e non la controfigura dei primi 4 mesi di stagione. Partita di alto livello condita da scorribanda più palla al bacio. Purtroppo la palla al bacio era per Kalinic

ROMAGNOLI: 6 – Un anno fa una partita del genere avrebbe consentito ad Alessio di prendere almeno 6,5. Il grande livello raggiunto ha innalzato standard e aspettative

RODRIGUEZ: 5,5 – Subisce l’incredbile ingiustizia sul tuffo di Cagnotto Wellbeck e per il resto si produce nella solita partita col freno a mano tirato

SUSO: 5 – Inesistente come all’andata, forse questo non è ancora il suo livello. Né dal punto di vista caratteriale né tecnico. Rispetto alla partita di una settimana fa però ha l’aggravante di non concretizzare una buona occasione sull’1-1

KESSIE: 7- – Ottima partita di Franchino che si adatta alla perfezione nel 442 e corre pressa fa a botte e si inserisce con il solito ardore. Riesce a tenere anche un discreto livello di ordine. Bene così

MONTOLIVO: 6 – Partita di animo e ordine per un giocatore che ha trovato la propria dimensione nell’essere la prima alternativa a centrocampo

(LOCATELLI: sv)

CALHANOGLU: 6+ – Nel contesto di una partita piuttosto grigia tira fuori dal cilindro un capolavoro balistico che incenerisce Ospina e riapre i giochi fino al capolavoro svedese di Jonas Eriksson e del suo assistente di porta

(BONAVENTURA: sv – Nonostante giochi una ventina di minuti è difficilmente giudicabile perché dopo pochi attimi dal suo ingresso in campo Xhaka e Donnarumma chiudono la contesa e danno inizio al garbage time)

A.SILVA: 5 – Getta alle ortiche il vantaggio dopo meno di un minuto e vaga per il campo alla disperata ricerca di un coup de theatre che, come Godot, non arriva mai. Buono spunto sull’assist per Cutrone e poco altro. Inizia ad inquietare anche il lavoro che si sta facendo sul suo fisico. Appesantito.

CUTRONE: 5 – Sulla sua girata di mezzo stinco a fil di palo cala il sipario sulla serata londinese del Milan. Corre e si sbatte ma non può bastare, soprattutto se non butti dentro una palla del genere in un momento del genere

(KALINIC: 5 – Quasi mezz’ora di nulla condita dalla solita mollezza sull’assist al bacio del capitano. Inguardabile)

GATTUSO: 6 – Prepara la partita con qualche accorgimento che mette in difficoltà Wenger e i Gunners ma complessivamente tra andata e ritorno finisce 5-1 (pur con un regalone e il terzo gol in fuorigioco). Tutta esperienza anche per lui.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!