Milan Fiorentina 1-3, le pagelle della vergogna

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C’è una parola che riassume meglio di tutte quello che sta capitando al Milan in questo momento: presunzione.
I primi ad esserlo sono quei tifosi che continuano a riempirsi la bocca con frasi come “noi siamo il Milan”, che da molto tempo meriterebbero come unica risposta “e quindi?”
Segue a ruota una dirigenza fuori dalla realtà, che a fine partita davanti alle telecamere invoca tempo per l’inesperienza dei giovani anche se, insomma…a luglio nelle prime amichevoli si era fatto bene (sigh)
Poi viene quel poveraccio dell’allenatore, che mentre il tetto gli sta crollando in testa è ancora indeciso se mettere il parquet o il cotto sul pavimento, perché il primo pensiero corre alla qualità del gioco (quale?) e all’estetica.
Sui giocatori poco da aggiungere, qualche pillola ve la dico sotto.
Sulla proprietà invece potrei scrivere un vero e proprio trattato, mi limito ad osservare che Elliott sta svolgendo con molto scrupolo e altrettanto zelo la sua funzione di proprietario per conto terzi, conti in via di risanamento e un grande progetto di speculazione edilizia alle porte, dopo Milano 2 e Milano 3 con il nuovo quartiere di San Siro si chiude un grande cerchio col ritorno alle origini.
Ma la domanda che rivolgo a tutti voi, cari Nighters, è un’altra: siete pronti ad un grande rito catartico collettivo?
Vogliamo iniziare ad ammettere che l’unico ad aver capito tutto, ma proprio tutto, è stato Rino Gattuso?
Lo abbiamo preso per il culo per il veleno, per il non-gioco, per i richiami continui al senso del lavoro e all’umiltà, per una squadra raccolta a chiudere le linee di passaggio… ma la realtà è che lui aveva intuito la mediocrità della rosa, la modestia della cifra tecnica a sua disposizione e aveva fatto di necessità virtù, forgiando un abbozzo di squadra e cavando il sangue dalle rape.
Bando alla presunzione signori, facciamo un salutare bagno di umiltà ed iniziamo a guardarci alle spalle finché siamo in tempo, perché le cose che iniziano male qualche rara volta girano in bene ma molto più spesso finiscono malissimo.

Donnarumma: 5 Un voto in più per il rigore parato, ma si produce nuovamente in un paio di uscite da brividi e la respinta sul raddoppio viola è tecnicamente rivedibile
Calabria: 4,5 Uno degli ultimi ad arrendersi, la volontà non gli fa difetto ma i mezzi tecnici sono proprio poca roba
Musacchio: 3 Nel primo tempo viene saltato da Ribery come un birillo, nel secondo prova a sradicargli una rotula lasciando la squadra in 10 e stroncando sul nascere qualunque ipotesi di rimonta
Duarte: 5,5 Viene buttato nella mischia all’improvviso e tutto sommato non combina grossi guai, anche se si beve avidamente insieme a Calabria la finta di FR7 sul terzo gol viola
Romagnoli: 4,5 Fa il paletto di destra sullo slalom di Ribery che porta al vantaggio ospite
Hernandez: 4 Una catastrofe, arrivare a rimpiangere Rodriguez fa male al cuore e alla mente
Kessie: 4,5 Non ricordo né che sia entrato né che sia uscito, prestazione di quelle memorabili insomma
Krunic: 5 Diamogli le attenuanti generiche per l’esordio nel marasma più completo
Bennacer: 3 Un’altra partita così e finisce in analisi (cit. Larry), Badelj e Castrovilli lo mandano in apnea con un pressing asfissiante in ogni zona del campo e lui perde completamente la bussola provocando due rigori nettissimi (chiedo a qualche utente esperto di statistica se possa considerarsi un record)
Calhanoglu: 2 Come i gol che provoca con giocate sciagurate nella zona nevralgica del campo
Suso: 3 Oltre a non combinarne mezza giusta, sembra proprio dare l’impressione di non averne voglia
Castillejo: 3 Di stima, per la splendida capigliatura
Piatek: 3 Irritante, anticipato da Pezzella di testa e di piede su tutti i palloni
Leao: 6,5 (il migliore) Non è un esterno ma cerca di applicarsi anche in quel ruolo, per la terza volta torno a dire che deve giocare da punta centrale, e la gemma che cava dal nulla sta lì a dimostrarlo

Giampaolo: ZERO Come il nulla messo in mostra dalla sua “squadra”, la cosa più dignitosa da fare sarebbe stata presentarsi in conferenza stampa e salutare tutti, visto che gli illuminati dirigenti non sono stati minimamente capaci di allestire una rosa in grado di assecondare i suoi principi di gioco; siccome però anche lui tiene famiglia, prova a difendere l’indifendibile tirando a campare, la certezza è che sabato sera a Marassi salterà sicuramente una panchina, resta solo da vedere quale

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.