Ladri – Milan 2-1, le pagelle dell’ennesima vergogna

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Parlare di calcio giocato questa sera è veramente difficile.

Mi reputo una persona equilibrata e mediamente paziente, ma quando è troppo è troppo, la misura è stracolma.

Per quanto tempo ancora dovrà andare avanti questa farsa? Per quanti anni a venire saremo costretti ad assistere a questi simulacri di campionato?

Quando al 35esimo Alex Sandro stoppa col braccio da circa 6 metri di distanza un cross diretto in area di Calhanoglu ti aspetti che l’arbitro (non voglio nemmeno chiamarlo per nome, sarebbe pubblicità immeritata) indichi il dischetto senza esitazioni, ultimamente questi rigori li danno tutti, TUTTI: invece niente, avanti come se nulla fosse!

No calma, adesso lo chiamano al Var e correggono, lo va a rivedere infatti: attesa febbrile, consultazioni serrate e… niente, testa pelata si limita ad assegnare il corner con fare ineffabile.

Capite bene che il fatto che Piatek segni appena 3 minuti dopo è totalmente irrilevante sul giudizio dell’episodio, a quel punto saremmo già sul 2-0 con la partita indirizzata.

E la mente non può non tornare a quel che accadde nel marzo di due anni fa esattamente nella stessa area, praticamente addirittura nello stesso identico punto (se non ve lo ricordate vi esibisco una diapositiva sotto) quando sciagura De Sciglio, che ancora veste la nostra maglia, al 95esimo inoltrato (con recupero inopinatamente allungato di 30 secondi) viene colpito sul braccio attaccato al corpo da un cross da meno di un metro di Nazisteiner: guardate la posizione dei due arbitri, avete qualche dubbio su come andò a finire?

E meno male, mi verrebbe da aggiungere,  che ancora non c’era il VAR, perché nel caso sarebbero andati a rivederlo con calma e poi lo avrebbero assegnato ugualmente.

Questo invece è rigore…

Nel secondo tempo la musica non cambia, Musacchio entra con troppa irruenza su Dybala e sembra rigore netto, ma guardando le immagini dal basso scopri che in realtà mentre la palla va verso sinistra è il simulatore strisciato che allarga la gamba verso destra a cercare il contatto, con movimento del tutto incongruente allo sviluppo dell’azione.

E nel finale, anche a voler tacere del mezzo spintone sull’ape andalusa, Mandzukic scalcia da dietro in area Romagnoli con palla in movimento, a termini di regolamento sarebbero rigore ed espulsione, testa pelata è girata e non può vedere, il Var serenamente glissa.

Vale la pena dopo tutto questo di parlare della partita?

Lo faccio per onor di firma, e per rendere merito ai ragazzi che hanno probabilmente giocato la loro miglior partita da molti mesi a questa parte, cercando di pressare alto con coraggio e di costruire gioco propositivo finché le forze li hanno sorretti.

A me è parso di vedere un buon Milan, con un giro palla meno sterile del solito, un atteggiamento aggressivo in tutte le zone del campo, reparti corti e compatti, persino un centravanti assistito meglio che in tante altre circostanze.

Purtroppo sono arrivati un paio di errori gravi da parte dei singoli, e quando giochi contro i ladroni impuniti non te li puoi proprio permettere, puoi star certo che finirai per pagarli con gli interessi come è puntualmente accaduto.

A questo punto Milan-Lazio di sabato prossimo diventa veramente l’ultima chiamata, il vero e proprio spartiacque della stagione con un unico risultato a disposizione, la strada si è fatta veramente stretta ma il traguardo finale è ancora a portata di mano, proviamo a crederci fino in fondo: se non altro per tornare a giocare in una competizione vera, anziché fare le vittime sacrificali in questo B-movie taroccato.

 

Reina: 10   Splendido riflesso sulla rovesciata di Mandzukic, incolpevole sui due gol

Calabria: 10   Partita diligente e coraggiosa, fino allo sciagurato disimpegno in uscita che porta al raddoppio bianconero

Musacchio: 10   Prestazione gagliarda e coraggiosa, picchia il giusto per nulla intimorito dalla fisicità gobba, purtroppo cade ingenuamente per troppa irruenza nel tranello tesogli dal simulatore mascherato

Romagnoli: 10   Chiude con puntualità sulle ripartenze avversarie e cerca di farsi vedere in avanti, rimane tagliato fuori in contro tempo nell’azione decisiva della partita

Rodriguez: 10   Presidia senza troppi patemi la fascia di competenza, ma l’apporto in fase offensiva è abbastanza deficitario as usual

Kessie: 10   Il suo ritorno nella zona centrale del campo si sente eccome, torna a dare fisicità e dinamismo ad un reparto che era sembrato in apnea nelle ultime partite

Bakayoko: 10   Che debba giocare da centrale credo che oramai sia chiaro a tutti, riportato nella sua posizione congeniale torna a menare chiunque transiti dalle sue parti e sfoggia un fantastico pressing alto nell’azione che porta al gol del vantaggio

Calhanoglu: 10   Nell’arco dei 90 minuti lo vedi un po’ dappertutto, lodevoli lo sforzo e la tenacia con cui si adopera per cucire i reparti, sconfortante come al solito sui calci da fermo, corner o punizioni che siano mai una gioia

Suso: 10   Forse un po’ di riposo ha sortito qualche effetto, un po’ più presente del solito all’interno della manovra anche se la produzione offensiva è ancora abbastanza scarna

Piatek: 10 e lode   Centravanti di grande spessore come non ne avevamo da tempo immemore, timbra con la consueta puntualità e tiene impegnata tutta la retroguardia juventina praticamente da solo

Borini: 10   Copre con diligenza tutta la fascia sinistra, dalla nostra area fino a quella avversaria, e per poco non finalizza col gol una bella azione personale

Gattuso: 10   Bravo Rino, questa volta l’avevi preparata nel modo giusto, squadra compatta e aggressiva, pronta a ripartire con coraggio finché le energie hanno tenuto, e giocatori schierati nel loro ruolo più congeniale, avanti così perché a questo punto da qui alla fine il margine di errore è nullo

 

Max

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.