Atalanta Milan, Gimme five, all right

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Le colpe di questo scempio nascono da lontano.

Iniziano dall’ultimo quinquennio di sciagurata gestione Fininvest, in cui il simpatico tandem brianzolo si è dilettato a distruggere dal punto di vista etico, tecnico ed economico la creatura che aveva portato sul tetto del mondo.

Continuano nei leggendari 15 mesi di gestione cinese (?), in cui tra una credenza in primo piano e un flusso di rientro sullo sfondo vengono depauperati dal magico tandem Mira-Fax oltre 200 milioni di euro in calciatori mediocri senza né arte né parte.

Proseguono con l’avvento del Fondo che tremare il mondo fa, gestore fiduciario di interessi inconfessabili che spaziano dal mondo dei media alla speculazione edilizia e che sembra dare il meglio nella scelta degli uomini da mettere in plancia di comando: Scaroni detto anche “Stadioni”, imprenditore senza macchia e senza paura dalla smisurata competenza calcistica; Leonardo Nascimento de Araujo, finissimo talent scout capace di investire 70 milionazzi nella coppia Piatek-Paquetà e di delegittimare nel momento decisivo della scorsa stagione l’unico allenatore che aveva dato un’anima alla squadra (mettendoci la sua) negli ultimi 7 anni; Ivan il terribile Gazidis, l’inarrivabile procacciatore di sponsor che fino ad ora non è nemmeno riuscito a portare alla causa nemmeno uno straccio di acqua minerale cinese; Zorro Boban e Paolo Maldini, l’ennesima coppia di bandiere bruciate al vento che si stanno serenamente dissolvendo schiacciati dalla loro inesperienza e dalla loro presunzione, capaci di mettere in panca una mezza scommessa di allenatore per poi costruirgli una squadra completamente inadatta e abbandonarlo senza appello alle prime difficoltà (per poi sostituirlo con un altro fuoriclasse dalla media punti ancora più bassa, 1.20 vs 1.29).

Fatte queste doverose premesse, credete possa aver senso commentare la partita di oggi?

Non ce l’ha, semplicemente perché partita non c’è stata: da una parte una Squadra, tonica, decisa, sicura dei propri mezzi e ben allenata, dall’altra un branco di fighette senza attributi e senza orgoglio, senza dignità e senza uno straccio di idea che non sia quella della destinazione delle vacanze scritta sul biglietto aereo che esibiranno nelle prossime ore alla Malpensa, è finita 5-0 ma poteva finire assai peggio.

Per concludere, un consiglio disinteressato alla nostra illuminata dirigenza per il mercato di gennaio: cedere ego, prosopopea, incompetenza e presunzione, e poi prendere determinazione, dignità e coglioni…in senso lato naturalmente, di quelli veri ne abbiamo già fin troppi, e i nostri sono pieni che di più non si può.

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.