On and Off

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Modalità tifoso On:

Non mi aspettavo una goleada. Mi aspettavo di vedere una squadra che scendeva in campo con la consapevolezza di essere superiore di almeno tre categorie. Mezzo tempo ben fatto, due golletti di meritato vantaggio passando, da lì in poi, in modalità gestione per arrivare ad una tranquilla vittoria senza spendere troppe energie fisiche e nervose in vista della serie di partite ravvicinate ed importanti che ci aspetta, magari sostituendo nel secondo tempo i “titolari” Higuain e Romagnoli per non farli stancare troppo e preservarli da potenziali infortuni. Davo per scontato che anche le seconde linee di una squadra di professionisti, seconde ma pagate come primissime, che incontrava una compagine di dopolavoristi, per quanto simpatici e stimabilissimi, avrebbe dimostrato in campo la differenza. Errore grossolano !

potrebbe giocare in Gozzano – Novara ?

Alla fine del primo tempo mi sembrava di avere visto un incontro di lega Pro tipo, chessò, Gozzano – Novara con la prima che recita la parte della favorita per via di un tasso tecnico superiore e di una storia ed un nome e la sfidante che compensa con la corsa, la mobilità ed una tattica prudente per portare via un punticino prezioso alla favorita del match. Comunque due squadre che giocano lo stesso campionato. E’ il pensiero di un secondo perché stiamo parlando di Dudelange – Milan. Dudelange ? Prima dei sorteggi manco sapevo che esistesse una squadra con questo nome né, tanto meno, fossero Lussemburghesi. Manco sapevo che in Lussemburgo c’è un campionato di calcio. Il secondo tempo è, per certi versi, anche peggio del primo. Dopo essere andati in vantaggio immaginavo che gli impiegati del comune (in aspettativa per preparare il match di cartello…) si sfaldassero lasciandoci le praterie nel tentativo inutile di rimontare lo svantaggio. Errore grossolano N° 2. Nulla di tutto questo ed al netto di un paio di miracoli di Frinsing (il portiere dei Dude’s) ed un palo di Borini i simpatici dopolavoristi Lussemburghesi giocano anche meglio ed al 93′ rischiano persino di pareggiare.

Al fischio finale spengo la TV e vado direttamente a letto perché non voglio sentire né vedere altro, ne ho avuto abbastanza. Sono letteralmente furioso. Lo scrivo ad un amico che mi risponde: Non essere furioso. Rabbuiato si, te lo concedo, furioso no, dai…”. Ci penso. Se divellere il televisore dal muro strappando di forza il supporto scardinando 6 tasselli da 8 mm, abbattere la porta finestra a calci e scaraventare il televisore giù dal balcone con tanto di decoder e menando quello del piano di sotto (interista per la cronaca)  perché si è lamentato  per la confusione e sfogare così la rabbia è uno stato d’animo che coincide con il significato del termine “rabbuiato” allora si, lo sono perchè se dessi retta all’istinto è quello che farei. Altrimenti sono solo incazzato come un Ussaro durante l’assalto di Balaklava. Mi scrive un altro. “Un Milan decente in Lussemburgo avrebbe mandato gli allievi”. “No”, gli rispondo, “un Milan decente non và in Lussemburgo. Un Milan decente dichiara guerra al Lussemburgo, lo conquista in 8 minuti e nei successivi 19 depone il presidente, scioglie il parlamento, instaura la legge marziale, esce dall’Europa battendo moneta locale e vince la partita a tavolino perché gli avversari non si presentano consci che lo 0 – 3 d’ufficio è sempre meglio che subire una disfatta e la partita sarebbe un’inutile ed umiliante perdita di tempo. E Chuck Norris muto”. Questo farebbe un Milan decente ma quello di Giovedì non lo è stato affatto, anzi, quello di Giovedì non può essere il Milan o forse, come mi suggerisce il saggio Marco Traverso, è proprio questo. Quello dell’anno scorso con un Higuain in più. Quello che ci fa vincere contro la Roma inventando il cioccolatino per Cutrone e te la pareggia a Cagliari e contro i Dude’s e la differenza stà tutta e solo lì. Forse siamo noi che sbagliamo la prospettiva considerando questo Milan una squadra di vertice solo in virtù di un glorioso passato e giudicando di conseguenza.

Modalità tifoso off: (stacco la pancia e provo ad attaccare il cervello col senno del giorno dopo)

Mi aspettano sei ore di auto durante le quali posso provare a riflettere con calma. Non concludo molto per la verità ma mi chiedo: E’ possibile che gli unici due che si sbattono alla morte, si incazzano, ci provano ed ai quali sembra importare qualcosa siano gli unici due, Higuain e Reina, che, per storia e blasone, non devono dimostrare niente a nessuno ? Possibile che Calha e Kessie, che il posto l’hanno assicurato, entrano con molta più Garra di quelli che sostituiscono ? Possibile che giocatori che giocano pochissimo se non mai e che hanno una occasione per dimostrare di valere qualcosa e guadagnarsi la fiducia dell’allenatore e, di conseguenza, un minutaggio più corposo in futuro, sembra che siano lì in gita di piacere ? Può essere che i nuovi arrivati, quelli che dovrebbero guadagnarsi il posto in squadra, siano così evanescenti ?  Può essere che professionisti che giocano in serie A (per quanto non sia più quella dei bei tempi) debbano soffrire così tanto contro una squadra che non si capacita nemmeno di essersi qualificata e di giocare contro il Milan ? Può essere che a 10’ (più o meno) dalla fine ci si metta col 4-4-2 per proteggere uno striminzito 0 – 1 (con Calha a fare l’esterno) manco ci stessimo giocando il passaggio contro la prima del girone ?

Durante una sosta riesco a leggermi le pagelle di Raul Duke. Mentre per l’ennesima volta ringrazio il mio Dio di non doverle fare, le condivido in pieno. Non è il mezzo punto in più o in meno al singolo ma l’atteggiamento complessivo della squadra che, contro un avversario di così bassa caratura (con tutto il rispetto anzi, chapeau), non può essere così remissivo ed inconcludente. Non sto nemmeno a parlare di tattica e moduli, ho il timore che si debba andare oltre. Mi fa specie, e lo dico con tutto il dispiacere possibile, che la squadra di un allenatore come Gattuso che ha nella determinazione, nella cultura del lavoro e dell’impegno i suoi punti forti, sia mancata proprio sotto il profilo del carattere e del sudore. Conoscendo Ringhio non mi capacito ed è la cosa che più mi ha fatto arrabbiare (ed anche pensare per la verità).

Questo inizio di stagione è incomprensibile. Qual’è il vero Milan ? Quello di Napoli o quello di San Siro contro la Roma ? Quello di Cagliari del primo tempo che si fa prendere a pallate per 25 minuti o quello del secondo che, pur senza fare sfracelli, la rimette in pista e rischia pure di vincerla ? Higuain a parte questa rosa è migliorata rispetto all’anno scorso ? I nuovi potranno davvero garantire delle alternative ed innalzare la media o no ? Insomma, al di là del momento di pura rabbia (mi scuseranno i poveri Lussemburghesi ma non ce l’avevo con loro, era solo un’iperbole) non so davvero cosa pensare e cosa aspettarmi. Adesso ho solo domande, troppe, senza risposte ed il timore di un ennesimo anno di transizione.

Ho sempre sostenuto che non bisogna dare giudizi affrettati. Quando sono in modalità tifoso off e ragiono razionalmente ne sono ancora convinto quindi lascio tutto in sospeso. Domenica contro l’Atalanta ci aspetta un altro test indicativo. Una buona occasione per dimostrare che giovedì  è stata solo una serata storta, magari presa inconsciamente sotto gamba. Un momento no che può capitare. Sarò a San Siro in piacevole compagnia con il “nighter della settimana” per godermi la partita sperando sia una bella partita e di vedere un buon Milan.

Ci sentiremo poi perché adesso entro nuovamente in modalità tifoso on … 

FORZA MILAN !

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.