Off and On – 2° Parte

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svegliarci un po prima no ?

Continuo a dare per scontato che al quarto posto ci arriverà la Dea. Francamente non credo che la Juve ci farà il favore di batterli. Se da una parte non vorranno chiudere la stagione davanti ai loro tifosi con una sconfitta (non è bello se poi devi festeggiare), dall’altra conviene loro molto di più che in CL ci vadano i bergamaschi. Primo perché per i meccanismi di divisione dei proventi della CL l’Atalanta prenderebbe meno soldi di noi che andrebbero direttamente nella tasche bianconere e, ancor di più, perché fuori dalla CL il processo di crescita del Milan (se crescita ci sarà) sarà ulteriormente rallentato ed avere un Milan lontano dalla competitività fa il loro gioco. Sono convinto che in prospettiva hanno comunque più timore di noi che dell’Inter mentre del Napoli non ne hanno affatto. Per finire, il Milan in Champions per loro è foriero di bruttissimi ricordi.  Questo Milan è lontano anni luce da quello di quei tempi per dargli qualche grattacapo ma non si sa mai. Pronostico un onesto pareggino con la Giuve che potrà festeggiare l’ennesimo scudettino senza aver fatto una brutta figura e l’Atalanta lanciata verso un traguardo storico fatto salvo l’ultima “formalità” da sbrigare contro un Sassuolo che non ha più nulla da dimostrare e da chiedere a questo campionato quindi con motivazioni a -1.000.000 in una scala da 0 da 10. Sono onesto; da tifoso, a parti invertite, mi augurerei la stessa cosa e questa volta non mi scandalizzo. Una piccola, piccolissima, possibilità resta (quasi quasi credo più ad uno scivolone dei nostri dirimpettai abusivi), ma credo poco ai miracoli, alle combinazioni astrali e che a Torino qualcuno si senta in dovere di ripagare il piano “Marshall” che a suo tempo qualche genio si è inventato, rigenerandoli, per il bene del calcio Italiano.

la sola idea di sperare in un favore da questi mi fa vomitare ma più che l’amor potè il digiuno…

Detto che mi auguro di sbagliarmi alla grandissima, se in CL andranno i “bricks’ n’wall boys” dovremo ammettere che se la sono meritata. Una società seria con progetti seri ed una gestione assennata. Sono bravissimi a scovare giovani in mezzo mondo e/o a farli crescere nel loro settore giovanile, da sempre il migliore in Italia. Li formano, li lanciano, li fanno giocare bene, li valorizzano e li vendono. Sono bravi anche a tirare fuori il meglio da giocatori talentuosi che però non sono riusciti a sbocciare o hanno avuto una carriera altalenante. Fate caso alla stagione di Ilicic (che a tratti è sembrato CR7) o, più in piccolo, allo stesso Pasalic, senza andare troppo in là. Una società forte. Tanto che dopo un inizio disastroso (probabilmente dovuto alla preparazione per i preliminari di El) non ha fatto un plisset. Convinti del progetto tecnico, dell’allenatore, dei giocatori e della loro organizzazione sono andati avanti compatti ed imperterriti e, complice il suicidio delle concorrenti più blasonate, adesso sono lì ed il destino dipende solo da loro stessi. Guidati da un Gasp (che non amo peraltro) che ha saputo tirare fuori il massimo dai suoi giocatori, dargli una forma duratura per quasi tutta la stagione e praticando forse il calcio più bello del campionato anche aiutato dalla società che non lo ha mai messo in discussione né delegittimato nei momenti peggiori. Non parlo nemmeno dello stadio e di quello che è il progetto intorno che porterà ai Percassi, ed in parte alla società, da bravi imprenditori quali sono, dobloni sonanti. Ci guadagna l’imprenditore e ci guadagna la società che ne godrà i benefici per anni ed anni. Possono piacere o no, essere simpatici o meno, però davanti alla serietà mi levo il cappello. Una lezione da imparare ed eviterei atteggiamenti snobbistici che in questo momento non ci possiamo permettere.

Noi invece possiamo solo avere rimpianti. Pensateci. All’andata pareggio ad Empoli dopo essere andati in vantaggio nei primi minuti, pareggio con l’Atalanta ripresi sul finire di partita, 0-0 a Frosinone e Bologna con due partite insulse, per chiudere nel ritorno, proprio nel momento più critico della stagione, con due pareggi altrettanto insulsi. Contro l’Udinese in casa (prendendo gol su un nostro calcio d’angolo mentre eravamo in vantaggio), e contro un Parma che aveva di fatto già chiuso il suo campionato. Per finire mettiamoci la sconfitta contro il Toro giocata, se giocata è il termine adatto, con lo spirito della scampagnata fuori porta il giorno di Pasquetta. Sarebbero bastati due risultati positivi tra questa lunga e desolante lista per essere in tutt’altra posizione. Magari non ancora sicurissimi ma tranquilli del fatto che la qualificazione sarebbe dipesa solo da noi e non dal buon cuore altrui. Sarebbe bastato non steccare nelle ultime due abbordabilissime partite contro Frosinone (in casa) ed a Ferrara contro una Spal desiderosa solo di festeggiare la salvezza ed il gioco era fatto. Mea Culpa !

se ti fai segnare da Kevin Lasagna non ti puoi lamentare. Se quel golllonzo ti costa una stagione anche meno…

Qualche piccola scusante ci sarebbe pure. In generale, tra rigori non dati, espulsioni ed ammonizioni a casaccio, angherie arbitrali di vario tipo e chi più ne ha più ne metta qualcosa da dire ci sarebbe. Basti pensare alle partite contro la Roma e la Juve al ritorno. Occhio e croce ballano giusto quei tre punticini che servirebbero. Ci metto pure il mancato (pare) rinvio della partita con il Frosinone in modo da poter giocare contemporaneamente a Juve-Atalanta (questo più che uno scandalo è uno sberleffo, una presa per il culo ancora più difficile da digerire anche se meno decisiva di altre). Francamente però non me la sento di attaccarmi a queste scuse. Il quarto posto ce lo siamo giocato in quella lunga lista di brutture e rimango convinto che quando giochi contro una piccola, se hai delle ambizioni, devi vincere e basta a prescindere dagli episodi. Non sto dicendo che sia giusto e che vada bene così, più volte ho auspicato una società che si facesse rispettare con la delicatezza che avrebbe un caterpillar che entra nel negozio di un antiquario sfondando la vetrina, ma prima di dare le colpe agli altri dobbiamo guardare alle tante, tantissime, magagne di casa nostra, altrimenti scuseremmo tutto e tutti e non ci faremmo del bene.

Questa è la parte “tifoso off”, quella razionale. Poi rimane sempre la modalità “tifoso on”. Quella di quel citrullo che Domenica sarà a San Siro con altri 59.999+ citrulli, e che, uscito dallo stadio, starà in macchina incollato alla radio ed arrivato a casa si metterà davanti al televisore fino al fischio finale sperando nell’impronosticabile e, nel caso la matematica non abbia già dato il suo verdetto, farà lo stesso la settimana dopo durante l’ultima di campionato. Per l’analisi, i processi, l’allenatore, la campagna acquisti, le prospettive e quant’altro avremo tempo tutta l’estate. Per adesso dita incrociate e…

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.