Non si sa mai

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Non si sa mai ...

Reina, Conti, Simic, Laxault, Mauri, Halilovic, Bertolacci, Montolivo, Tsadjout, Castillejo, Torrasi. Non è la lista dei “reietti dell’altro pianeta” (noti anche come “Quelli di Annares”),nemmeno l’elenco degli ospiti del III braccio del penitenziario di massima sicurezza “ADX Florence”, né la lista degli 11 ricercati più pericolosi che trovate esposta nei commissariati di polizia. Non sono i partecipanti di una spedizione al polo nord compagni del comandante Nobile, non i componenti di una delle liste famose pubblicate da Forbes né tantomeno gli ingredienti di un dolce tipico preparate dalle massaie di Vladivostok durante le feste natalizie.Forse alcuni di questi nomi sono su un’altra lista, quella di un AD/DG/DS che risiede in Brianza ma questo è un altro discorso (Dio lo volesse…). Che ci crediate o meno, ho fatto anch’io una certa fatica quando l’ho letta, erano semplicemente i componenti della panchina a disposizione di Gattuso per Milan Torino. Si, si, non preoccupatevi, capisco la sorpresa, il senso di sbigottimento, angoscia e prostrazione. Sono le stesse sensazioni che ho provato al solo sentirli nominare; vi capisco.

Bentornato Gigio ! adesso non scomparire di nuovo. Il sostituto che avevi mandato, Zizzo, non è che fosse così simpatico …

Ora, al di là della facile ironia (permettetemelo una volta tanto) e seriamente. Domenica sera a San Siro sono uscito amareggiato. Speravo che col toro si potesse fare bottino pieno ma, a bocce ferme e grazie anche ai risultati delle romane, il danno è stato contenuto anche se la fuga in avanti che ci avrebbero garantito i tre punti avrebbe potuto essere importante. A Gattuso si può rimproverare poco o molto a seconda dei punti di vista ma non credo lo si possa fare per queste ultime partite. Paradossalmente, sembra oramai appurato, dà il meglio di sé nelle situazioni di emergenza dove risalta tutta la sua capacità di fare gruppo,tenere unita la squadra ed infondergli la voglia di lottare sempre fino alla fine, cose che servono in queste situazioni mentre i limiti tecnico-tattici e di gioco si evidenziano quando le situazioni sono “normali” e si dovrebbe lavorare molto di più (ed ottenere molto di più) su questo fronte. Il Milan oggi è una squadra che gioca “a velocità costante”. Soffre i ritmi alti perché non riesce a tenerli ma, d’altro canto, è una sorta di maratoneta che mantiene il suo ritmo per tutta la gara. Chi ci aggredisce e lo fa in modo organico ed ordinato ci mette in difficoltà perché non abbiamo sufficiente qualità per fare girare la palla velocemente quando le gambe da sole non ce la fanno ma, come avviene da diverse partite, quando gli avversari calano quell’attimo di intensità, di brillantezza e di corsa, come un diesel di vecchia generazione noi, una volta ben caldi, manteniamo il passo e veniamo fuori. Non sarà un caso che soffriamo le prime parti di gara (anche domenica i primi 25/30 minuti abbiamo subito costantemente), mentre le raddrizziamo quasi sempre nella parte finale.

Non è solo la mancanza degli infortunati (ricordo in ordine: Biglia, Romagnoli, Musacchio, Bonaventura e Caldara) che, Romagnoli a parte e forse Caldara, probabilmente non alzerebbero il livello rispetto a chi sta giocando ora, è che senza di questi non hai la possibilità di fare rifiatare nessuno né tantomeno cercare di variare gli equilibri o il modo di stare in campo. Aggiungiamoci Conti, fuori per un doppio infortunio equivalente a  qualcosa come 14 mesi lontano dai campi e che non rischierei nemmeno Io in una partita in bilico (ricordo che Ancelotti per fare rientrare Ghoulam ha aspettato niente po po di meno che il Real Frosinone), Higuain (capricci a parte ammesso che ci sia del vero) e kessie che giocano acciaccati da tempo ma dei quali non si può fare a meno per mancanza di sostituti credibili ed il panorama è completo. Francamente le uniche due alternative alla formazione titolare e/o possibili cambi, sono al momento Castillejo e Laxault con il secondo che ultimamente non ha brillato. Uno l’ha messo in campo al 25° del secondo tempo al posto di uno spento Calhanoglu e l’altro non so fino a che punto avrebbe cambiato qualcosa. Mi sto dimenticando qualcuno di importante ?

L’impressione è che almeno fino alla sosta non possiamo aspettarci nulla di diverso visto che gli uomini disponibili rimarranno questi. Mi auguro solo che in qualche modo, con le unghie e coi denti, si riesca a portare a casa i risultati che servono e non è scontato. Poi ci sarà tempo di rifiatare, di recuperare qualche infortunato e la speranza che il mercato di gennaio porti qualcosa di buono. Al momento l’unica certezza è l’arrivo di Paquetà e vedremo se Leo&Co ci hanno visto bene. Per il resto aspetto le notizie ufficiali. In questo periodo, e continuerà fino alla fine del mercato, stiamo leggendo tutto ed il contrario di tutto e come sempre ho l’impressione che nessuno sappia realmente dove la società stia puntando. Si spara un po nel mucchio e qualcuno poi dirà “io l’avevo detto” (magari in Colombiano che è sempre di moda o nell’Inglese oxfordiano nei giusti toni di cui abbiamo avuto solo qualche giorno fa un fulgido esempio). Certo se ne sparo millemila la probabilità di centrarne uno ce l’ho. Non darei nemmeno troppa importanza alle interviste rilasciate da Leo prima e Gazidis poi. Non credo vogliano, ne possano, svelare le vere politiche societarie, non oltre qualche dichiarazione di principio ispirata al buon senso e, per quanto mi riguarda, lo trovo giusto così. Non mi aspetto follie ma qualche mossa furba ed intelligente con investimenti oculati, spendendo poco ma bene,per far fare alla rosa quel saltino che serve per poter raggiungere quel benedetto quarto posto così importante in prospettiva me l’aspetto o, quantomeno, ci spero. In fondo, risultati alla mano, sembrerebbe non mancare tantissimo. A Giugno invece mi aspetto un mercato serio, Pochi inserimenti ma che siano tutti “titolari” rispetto a quelli che abbiamo in rosa ora con la contemporanea dipartita di tutti i residui che ancora ciondolano dalle parti di Milanello. Credo anche che il discorso sui “local boys” sia da leggere in prospettiva come la volontà di puntare sul vivaio come uno dei mezzi (non l’unico mi auguro) per riportare la squadra in alto in tempi medio lunghi e non necessariamente riferito all’oggi anche perché, bisogna ben dirlo, al momento la nostra primavera non offre profili potenzialmente candidabili per un salto efficace in prima squadra. Insomma tocca aspettare per poter giudicare società e dirigenza. Chi lo farà con fiducia e chi con il fucile puntato. Solo questione di sensibilità personale ed ambedue le posizioni sono comprensibili anche se eviterei di farne una guerra di religione. In fondo la passione comune, ciò che ci unisce,  dovrebbe venire prima di ciò che ci divide.

Stasera però si gioca. Una partita di cui in questo periodo si farebbe volentieri a meno ma che và giocata. Una volta tanto non starò a guardare il come, mi interessa solo che si porti a casa il minimo risultato per passare il turno rischiando poco e spendendo il meno possibile in energie fisiche e mentali. Ammetto candidamente che l’dea di uscire dalla EL per poterci dedicare al solo campionato per un momento mi ha sfiorato ma ci ha pensato Raoul Duke a tirarmi le orecchie e farmi ritornare sulla retta via. Ha ragione lui. Per questa EL abbiamo smosso mari e monti, vinto un ricorso al CAS (devo dire brillantemente se ricordate quando ne scrissi) ed è stata voluta a tutti i costi. Abbiamo il dovere di onorarla e poi … non si sa mai !

PS: in questi giorni (la data esatta non è sicura) festeggiamo il nostro 119° compleanno:
AUGURI MILAN, AUGURI A TUTTI I CUORI ROSSONERI

FVCR

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.