Non dimentico nulla

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Quando iniziai a scrivere per MilanNight ero conscio che ci sarebbero stati giorni in cui sarebbe stato difficile ma tutto mi auguravo tranne che doverlo fare in una giornata così dopo una partita che, almeno apparentemente, cancella le certezze che avevo. Confesso che per un momento sono stato tentato di inventarmi una scusa per saltare il turno di servizio. Che so, una zia gravemente malata che chiedeva di vedere il nipotino per l’ultima volta, una trasferta di lavoro improvvisa ed improcrastinabile in Burundi, un ricovero al pronto soccorso per preoccupanti dolori al petto o qualcosa del genere. Poi mi sono detto che scrivere solo quando le cose vanno così come vorrei, quando gli argomenti sono dalla mia parte, scomparendo con una scusa quando invece girano contro sarebbe stato meschino e pusillanime, roba che fanno altri. Solitamente gente vestita con strisce bianche e nere. Pseudo tifosi che usano fare i gradassi quando sono sugli allori per poi scomparire quando non possono dire “Io l’avevo detto” o quando non si sentono forti. Ho pensato che è proprio in questi momenti che bisogna calmare i nervi e rimettere insieme le idee. Raccogliere i cocci ed andare avanti. Il momento in cui se hai davvero la fede, e magari un po di carattere, sei ancora più milanista di quando vinci. Quindi prendo il coraggio a  due mani e vado avanti.

Oggi sarebbe semplice, troppo semplice, riempire il post di contumelie sparando contro tutto e tutti anche se, devo dire, è esattamente quello che ho pensato alla fine di Milan-Benevento. In quel momento avrei preso il telefono ed il tablet scagliandoli contro il televisore spaccando tutto ed isolandomi dal mondo per non dover sentire e leggere cose che avrebbero solo ingigantito ulteriormente la mia già pesante incazzatura. Una notte di sonno, per quanto agitato, non cambia le idee ma ridà la lucidità permettendo un minimo di raziocinio.

Chapeau !

Inizio con un applauso ai giocatori ed al tecnico del Benevento. Questi sono di fatto retrocessi ed anche la vittoria avrebbe concesso loro solo un breve rinvio dell’ineluttabile. Nonostante questo scendono in campo motivatissimi con orgoglio ed umiltà. Sono consci dei loro limiti ma sanno perfettamente cosa devono fare e lo fanno bene. Giocano come fosse una finale di champions league con grinta e determinazione ma giocando al calcio. La faccio breve, fanno quello che speravo facessero i nostri e la vincono meritatamente. Non sono una traversa ed un paio, forse tre, di occasioni clamorose fallite che toglie nulla ai loro meriti, tanto quanto non sposta di un millimetro le nostre responsabilità. Si, glie lo devo, per loro solo applausi.

Venendo a noi. Come ha scritto Max di poter dire “io l’avevo detto” me ne strasbatto gli zebedei e non mi consola per nulla. è solo una soddisfazione effimera. Il rischio che la squadra mollasse dopo che l’obiettivo Champions era sfumato l’avevo pensato e pure scritto ma speravo che Gattuso riuscisse a tenere la banda unita e motivata. Mi sbagliavo. Scrissi, e confermo ora, che non era tanto per la qualificazione EL, il rischio dei preliminari o meno, ma che il comportamento in queste partite ci avrebbe detto se eravamo diventati una squadra o no. Purtroppo la risposta è implicita ed è grave perché significa che il processo di crescita sarà ancora più lungo ed irto di difficoltà di quanto non sperassimo.

Che dopo la sconfitta all’ IS stadium di fatto le speranze di una qualificazione CL fossero sfumate e con esse anche le motivazioni era preventivabile. Se a questo aggiungiamo qualche infortunio pesante, la rosa corta che non permette cambi all’altezza ed una condizione fisica alla frutta il piatto è servito e va trangugiato nonostante il pessimo sapore. Il fatto che ci aspetti la finale di CI che potrebbe dare un senso a tutta la stagione non avrebbe dovuto incidere sul rendimento di queste giornate mentre ho la sensazione che anche questo abbia contribuito. “Tanto c’è la finale di CI. Non importa come finiremo in campionato, ci giochiamo tutto li.”. No, nemmeno questo pensiero latente può scusare.  La situazione non era facile ma non giustifica una sconfitta in casa contro l’ultima in classifica già retrocessa e, ancor di più, il modo in cui si è realizzata.

Non voglio farmi prendere dallo sconforto, non voglio dimenticare tutto quanto di buono è stato fatto fino a Juventus Milan, non voglio giudicare tutto da una sola partita per quanto disastrosa. Ciò nonostante mi aspetto una presa di coscienza da tutto l’ambiente. Dai giocatori in primis, da Gattuso (il fatto che si vergogni di quanto è successo gli fa onore ma non risolve) e dalla società. Non mi interessano i mea culpa ma vorrei avere la percezione che sanno dove hanno sbagliato e siano pronti a rimediare. Solo ammettendo i propri errori si può pensare di correggerli e migliorare. Se invece ci si attacca a scuse e congiunzioni astrali sfortunate (le traverse e gli infortuni ci sono per tutti) significa che non si ammette a se stessi di aver sbagliato e si continueranno a commettere gli stessi errori. Così non se ne viene fuori.

Rimango però convinto di una cosa. Così come questo Milan non è solo la squadra che se la gioca con tutti per due mesi, batte la Roma in casa giocando un buon calcio o quello che per 70’ spaventa una juve in piena corsa scudetto, allo stesso tempo non può solo essere quello che si si fa infinocchiare in casa con ignominia dall’ultima in classifica. Gli errori ci sono, probabilmente parecchi, ma anche tante cose buone. Dirlo oggi sembra fuori luogo ma ne sono davvero convinto. Certo, come ho già avuto modo di dire, il difficile verrà adesso. Non credo servirà la rivoluzione ma credo che basteranno alcune mosse ben azzeccate per completare la squadra titolare e migliorare le alternative in panchina per garantire un altro passo avanti nella ricostruzione. A questo Gattuso dovrà aggiungerci del suo. Per sintetizzare, cominciare da una preparazione atletica adeguata ad inizio stagione e, oltre alla grinta, alla compattezza e ad una buona fase difensiva,  saper migliorare sensibilmente il gioco specialmente in fase offensiva. La prossima stagione gestita dall’inizio secondo i suoi metodi ed intendimenti ci dirà quale può essere la sua vera statura di allenatore. Quello che ha potuto fare quest’anno si può giudicare solo parzialmente. Sia il buono, figlio della scossa di adrenalina che è stato capace di dare quando subentrò a Montella, che il meno buono, dovuto all’inevitabile calo fisico conseguenza di una preparazione in corsa che non poteva certo garantire una lunga tenuta e psichico, quando il tasso di adrenalina è sceso per la mancanza di un obiettivo importante da poter raggiungere.

Per la dirigenza sarà altrettanto difficile. Le risorse saranno giocoforza limitate anche per le conseguenze del FPF e dovranno saper vendere bene (cosa difficilissima) e comprare anche meglio. Ma prima ancora, insieme con l’allenatore, dovranno saper analizzare oltre le apparenze per capire chi ha reso, chi potrebbe rendere ma non ha espresso le sue potenzialità e chi invece è meglio che vada. Allo stesso tempo dovranno capire le motivazioni che hanno caratterizzato l’andamento altalenante dell’annata ed anche qui saper replicare le cose che hanno funzionato e migliorare  azioni ed atteggiamenti controproducenti. Insomma saper distillare il meglio e scartare il peggio. Dovranno affrontare scelte da fare difficili e delicate ma stavolta, a differenza della scorsa estate, il margine d’errore sarà minimo. Al momento, per quanto mi riguarda, tutti i giudizi rimangono in sospeso perché la vera prova del nove per tutti loro viene adesso. Certo, facile dirlo per me comodamente seduto sul divano con la tastiera in mano. Molto più difficile per chi deve prendersi la responsabilità delle decisioni. Non dimenticherò nulla, nemmeno Milan Benevento, ma neanche quanto è più difficile fare che giudicare …

E’ in questi momenti più che mai che grido il mio FORZA MILAN !. Sbandierare i colori quando và tutto bene è roba semplice, roba per altri. Noi siamo quelli che si mettono la sciarpa rossonera al collo nei momenti difficili. noi non molliano mai …

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.