Milan, da Ibra ai Kouassi e Szoboszlai: un futuro da scrivere firmato Rangnick

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Ibra si è rotto, Ibra è bionico, Ibra torna a luglio!
E sti cazzi? Con tutti i problemi che ci sono in quel di Milanello è paradossalmente l’ultima delle cose a cui pensare, anzi scommetto che per qualcuno è quasi una buona notizia un motivo in più per non prolungare un contratto.
A me di Ibra frega poco, di certo mi dispiacerebbe vedergli chiudere così questa stagione ma d’altro canto le partite che verranno da qui ad agosto in molti casi saranno delle cose insulse tra caldo, partite ravvicinate e l’assenza del pubblico. Immaginatevi la sua esultanza a stadio vuoto…ma questo è calcio? Mah.
Dai che Ibra torna a luglio! Questa è la speranza dei giornali (unico nome spendibile per solleticare i tifosi rossoneri) e di molti tifosi, mi domando però a che serva. Siamo in un limbo di classifica tale che a meno di cataclismi il nostro posto finale non sarà migliore del settimo (preliminari di europa league) e mi piacerebbe tanto sapere se questa società li vuol giocare visti anche i nostri conti. Tralasciamo la Coppa Italia dove Ibra è squalificato ed al massimo si rivedrebbe in un’eventuale finale. Certo sempre meglio sentir parlare di Ibra che il milionesimo opinionista sulla bontà del lavoro di Pioli anche perché oramai han sentito tutti, mancano giusto i virologi.

Il secondo argomento per noi rossoneri è il calciomercato e i nomi sono roba da capiscerismo o football manager: da Kouassi a Nouri, da Florentino a Simakan, da Kalulu a Diatta. Se non sapessimo che il riferimento è il Milan molti di noi penserebbero a un mercato alla Corvino o alla Pozzo, la restante parte (minoranza) a un mercato alla borussia dortmund. Quale versione sarà?
Di buono c’è che non sono gli unici nomi accostati, ma ve ne sono alcuni in rampa di lancio con un minimo di certezze in più: da Boga a Dumfries passando per Szoboszlai. Ci sono poi i sogni Sabitzer e Jovic a rendere più “accettabile” la lista dei desideri perché in fondo questi nomi sono come regali non richiesti che appena scartati ci lasciano con un espressione dubbiosa in attesa di capire se siano utili, belli o quello che ci è apparso all’inizio: da rivendere o riciclare.
Eliminati i sogni, il mercato scioglilingua accostato al Milan credo non dia una certezza di rilancio a nessuno di noi e questo aspetto sinceramente mi preoccupa perché al di là del fatto che questi interessamenti siano reali o meno, è assai probabile che la tipologia di calciatori richiesta sia questa. In pratica tutto in mano a Ralfone quasi fosse un moderno cercatore d’oro del Klondike. Speriamo che dobbiamo fare, però non vi nego una certa stanchezza da attesa infinita di rilancio vero e non sperato.

Chi ha sperato e non ha ottenuto è la lega serie A, ad oggi ancora priva dell’ultima rata da 230 mln di diritti tv. Difficile capire come andrà a finire, ancor più complicato in ottica 2020/21 con la proposta di un campionato di “sola andata” con playoff e playout. In pratica un casino dove in molti rischiano di saltare perché gli stipendi van pagati e le cause potrebbero susseguirsi una dietro l’altra. Vorrei capire la logica di terminare questo campionato e rovinare il prossimo giocandolo con meno partite, l’unico pensiero che mi viene in mente è l’essere alla canna del gas oggi e posticipare i problemi futuri in perfetto stile italico. Bah.
Infine c’è chi viene interpellato per ricordarci che il vecchio Milan avrebbe fatto firmare un nuovo contratto a Ibra subito dopo l’infortunio. Sicuramente quello svenduto qualche tempo fa era un parente così come Pirlo regalato ai gobbi perché troppo costoso non è mai esistito. In tutto questo la comunicazione ovviamente muta, sia mai difendere i nostri colori. Applausi e giù il sipario.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.