Lex, Dura lex, Sed Lex…

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La legge è uguale per tutti ?

Complice la pausa delle nazionali, in questi giorni senza calcio giocato (quello della nazionale non riesco più a considerarlo calcio da molto tempo), mi sono preso la briga di leggermi il dispositivo della sentenza del CAS (Court of Arbitration of Sport) riguardo alla querelle tra Milan ed UEFA.

Fate pure Finta di Provarci. non pensiate che ci crediamo…

Sono “solo” 48 pagine in inglese (ma vi assicuro che è un Inglese facile e scorrevole al contrario dei regolamenti UEFA scritti in puro Inglese avvocatesco) ma vi consiglio vivamente di leggerle con attenzione. Nel dispositivo c’è riassunto, passo passo ma con estrema chiarezza, tutta la storia dalla prima richiesta di “voluntary Agreement” alla decisione finale della “Adjudicatory chamber” di escludere il Milan dalla EL.  Seguendo il filo mi sono reso conto immediatamente che la stampa nostrana (e non solo quella) ci ha ammannito solo poche parti, approssimate nonché “rivedute e corrette”.  Non cambia nulla, transeat, è solo che volevo cavarmi il primo sassolino (se non mi credete sulla parola vi invito nuovamente a leggere il dispositivo…) perchè mi chiedo come mai dopolavoristi come noi si prendono tali brighe mentre non lo fanno coloro che sarebbero tenuti ad informarci e, credetemi di nuovo, non l’hanno fatto o, anche peggio, se l’hanno fatto ben si sono guardati dall’informare sui fatti come sarebbe loro dovere istituzionale e deontologico.

Non entro nel dettaglio perché altrimenti farei prima a tradurre il tutto e ci vorrebbe un’enciclopedia ma lasciatemi dire che la difesa è stata preparata molto bene (per quanto può capirne un non addetto ai lavori). Le ragioni esposte nell’appello sono divise in tredici punti dove vengono contestate duramente tutte le “storture” della sentenza della “Adjudicatory Chamber” in modo puntuale, con senso logico, informazioni puntuali e dovizia di particolari. L’appello conteneva anche un richiamo alla CAS stessa secondo i regolamenti comunitari e la legge Svizzera (lo stato dove risiede la cui legislazione  ordinaria gli organi ivi residenti sono tenuti ad osservare) per evitare che il “Panel” della CAS potesse evitare di esprimere un giudizio ritenendola non di sua pertinenza. Il rischio c’era tanto che nelle motivazioni del dispositivo il Panel si è sentito in dovere di fare un espresso riferimento specifico al suo “obbligo” a prendere una decisione in merito (chiedo scusa per il linguaggio terra terra che farà inorridire chi tra Voi è uso a quello legale).

Fatti, non parole …

Tralascio il contorno e vado al sodo. La cosa più importante che ho letto a proposito del “metro di giudizio” del CAS è che lo stesso basa le sue sentenze sulle condizioni “sostanziali” di merito piuttosto che accogliere accezioni poste in punta di diritto appellandosi ad arzigogoli legali. Prendendo in prestito un antico slogan pubblicitario: “fatti,  non parole”. Proprio per questo motivo la CAS non divide (come avrebbe voluto AC Milan) la vertenza in due questioni specifiche. La prima sulla pena in sé (ritenuta sproporzionata rispetto ai regolamenti ed ai precedenti con altre squadre come Inter, PSG e City) e la seconda riferita alla “certezza” da parte di AC Milan di avere diritto ad accedere al “Settlement Agreement” (come le altre squadre sopra menzionate). Il Panel specifica che ritiene la questione un “unicum” facendo riferimento ai due articoli del regolamento FPF che specificano che a) l’accesso al Settlement Agreement è a sola discrezione del CFCB e b) che anche in caso di accesso al settlement agreement l’Adjudicatory Chamber può poi a sua discrezione modificare (sia inasprire che mitigare) le sanzioni comminate in sede di Settlement (ma non mi risulta che sia mai successo…) ritenendo quindi l’accesso o meno al Settlement “non influente” rispetto alla sanzioni. Quindi la CAS giudica solamente se il reato esiste (e nel nostro caso esiste alla grandissima…), il corretto svolgimento della procedura di giudizio, e la proporzionalità delle sanzioni. E qui casca l’asino, o meglio cascano l’FPF e gli organismi della UEFA nella loro interezza direttamente in un serbatoio di guano (e sono un signore, sassolino N° 2…)

nonostante tutto ci credo ancora

Contrariamente a quanto ci hanno voluto propinare, sempre meglio diffidare delle imitazioni (intendo le imitazioni di giornalisti che caratterizzano il panorama Italico), la sentenza della CAS non si basa solo sul fatto che al momento delle audizioni si era nel frattempo insediata la proprietà Elliot con le relative garanzie. Certo, c’è scritto anche quello ma nella documentazione portata da AC Milan (e nelle motivazioni) c’è chiaramente spiegato (con tanto di documenti ufficiali di Elliot) che la stessa avrebbe garantito che in caso di insolvenza da parte della proprietà avrebbe fatto fronte garantendo la normale operatività scongiurando quindi i rischi di “default” tanto paventati dagli organi investigatori e giudicanti della UEFA . Ovviamente non c’è scritto che sarebbe stato automatico il subentro, visto che in questo caso Elliot l’avrebbe fatto di forza  (non si poteva certo scriverlo apertamente ma era implicito), ma credo che, visto che poi al momento la cosa si era risolta da sé abbiano preferito non girare troppo il coltello della piaga purulenta della UEFA tenendo un profilo il più possibile asettico. Invece il panel del CAS sottolinea quanto le decisioni della CFCB siano state arbitrarie. Quanto in sede di giudizio finale finale non abbiano nemmeno tenuto in conto le considerazioni ed il piano industriale proposto da AC Milan. Tra l’altro viene precisato che l’ultimo piano industriale presentato teneva conto di tutte le possibilità incluse una riduzione drasticissima dei proventi del “Chinese Business” e la mancata partecipazione alla CL anche per l’anno 2019 dicendo a chiare lettere che non si doveva metterne in discussione l’affidabilità solo perché i due precedenti non erano stati ritenuti tali (come dicevamo “Fatti, non parole…”)

A testimonianza di quanto asserisco vi riporto il testo integrale del punto 157  dell’ultimo paragrafo “Consequencies of the above findings”

“The panel concludes that in light of the above the Decision of CFCB Adjudicatory Chamber must be upheld insofar as it determines the extent of the breach of the break-even requirement. Beyound such determination the panel find that the CFCB Adjudicatory chamber has not assessed the relevant facts correctly or that the facts have changed by the time of the panel’s hearing. The panel find that such incorrectness changes are causal for the contents of the Decision by the mere fact that is based on incorrect determination is not appropriate to the aim pursued and must be partially annulled”.

Dopo di che, mentre il CAS rimanda il tutto alla UEFA per una decisione “appropriated”, giudicate Voi.

l’idea che mi sono fatto (ma il sospetto già l’avevo) è che la UEFA abbia giudicato aprioristicamente per il solo fatto che non vedeva di buon occhio una proprietà cinese, assente, misteriosa e poco affidabile e la disparità di trattamento con altri soggetti è evidente. Ora, intendiamoci bene, la UEFA ci aveva visto giustissimo e se, come sospettiamo, la sentenza ha pure accelerato il passaggio di proprietà da zio Yongo ad Elliot, gli dobbiamo pure un sentito ringraziamento perché a noi ha fatto un gran favore. Tuttavia, oltre al fatto che ritengo l’FPF così come è strutturato oggi una solenne presa per il culo tesa a favorire solo ed esclusivamente chi è ad alti livelli (ed ha tanti piccioli) avendo creato una sorta di elite tesa a mantenere indefinitamente uno status quo comodo e redditizio, impedendo di fatto ai meno fortunati di competere alla pari (tenete presente che ad oggi anche se una proprietà fosse ricolma di quattrini non potrebbe investirli) credo che la cosa più grave sia un’altra. La UEFA ci aveva visto giusto e, proprio per questo, non ha seguito i suoi stessi regolamenti minando la base stessa di concetto del diritto. Nel nostro caso le premesse su cui si è basata l’Adjudicatory Chamber si sono mostrate poi sostanzialmente corrette come i fatti stessi hanno dimostrato e che la proprietà cinese non era assolutamente affidabile. Però mi chiedo cosa succederebbe se, solo perché il motivo è corretto (o presunto tale da chi è tenuto a decidere), chi giudica si arrogasse il diritto supremo di piegare leggi e regolamenti a proprio piacimento. E se i motivi non fossero poi così corretti ? cosa succederebbe al poveretto di turno ?  A mio modo di vedere, ora che ho potuto leggere questo documento, se il CAS avesse dato ragione alla UEFA il precedente sarebbe stato pericolosissimo perché, forse un po stupidamente, sono ancora convinto che la legge debba essere uguale per tutti e non una mannaia che chi giudica può usare secondo la sua discrezione ed a suo piacimento ed il fatto che ci sia di mezzo il Milan è solo il motivo per il quale abbiamo approfondito ma il principio sarebbe valido a prescindere chiunque fosse il soggetto.  “Lex, Dura Lex, Sed lex” e se la mannaia (magari anche solo sotto forma di sputtanamento) colpisce chi la legge l’ha applicata malamente o, peggio, per qualche suo interesse, anche meglio. Non ricordo però articoli di giornali, TV e sitonzi vari che si siano presi la briga di leggere e cercare di capire per poi spiegare a noi poveri mortali. Scusate, questo era l’ultimo sassolino, il resto, come sempre, al Vostro giudizio.

PS: In realtà non abbiamo letto una ceppa. Quanto avete letto sopra ce l’ha raccontato un tizio che l’ha saputo dalla cugina, che è amica intima di un’altra tizia, che una volta l’ha data ad un procuratore, che a Dubai durante un incontro mondano avrebbe parlato con il fratello di un impiegato del CAS amico e confidente di uno dei giudici del “Panel”. A buon intenditor … poche parole.

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.