L’attesa e le speranze

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Qualcosa si muove. A meno di una settimana dall’insediamento di Leonardo nel ruolo di nuovo DG, il Milan sembra poter battere il primo colpo. A sentire la conferenza stampa di presentazione non pochi avevano già intonato il de profundis rossonero, ma giudicare le intenzioni di una società da questo eventi è spesso esercizio sterile rappresentando più una fiera delle ovvietà preconfezionate, in cui ciò che è veramente importante non viene detto. Chiamali scemi.
L’unica vera notizia riguardava l’altro Leonardo, Bonucci, la cui volontà di lasciare il Milan per tornare all’ovile è stata messa in pubblico, ma non come gesto di resa quanto di controllo per eliminare aloni e misteri che avrebbero fatto impazzire la stragrande maggioranza dei tifosi. Il fatto è stato messo lì a certificare come il Milan non volesse fare la vittima sacrificale, ma volesse un piano paritario su cui ragionare. Nel momento in cui scrivo gli addetti ai lavori parlano di una trattativa bonucci/caldara/higuain ben avviata basata sullo scambio alla pari tra i due difensori (valutati circa 40 mln) e il passaggio di Higuain al Milan per complessivi 54 mln (18 mln di prestito con diritto di riscatto a 36 mln). Higuain non è un carneade per cui sono portato a considerare il diritto di riscatto come una pura formalità per la nostra situazione in seno alla Uefa.
Se dovesse andare in porto, dal punto di vista economico mi sembrerebbe un’operazione con cifre che definirei complessivamente “giuste” e lato Milan l’ammortamento di Caldara si “pagherebbe” con la plusvalenza di Bonucci, ma ciò che ci interessa in fondo è altro. Dal punto di vista tecnico?

L’ultimo rossonero ad abbattere quota 20 gol (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Partiamo da Higuain. I numeri certificano come sia una macchina da gol superando quota 100 gol in liga come in serie A con un media realizzativa pari a un gol ogni 112 minuti nella liga e 125 minuti in serie A. Nell’ultima stagione in A ha realizzato 16 marcature (il dato più basso da quando è nel nostro campionato) con una media realizzativa di un gol ogni 176 minuti facendo così pensare a un calo. A mio modo di vedere non è così, piuttosto è il gioco ad aver influito sui suoi numeri tanto da aver vestito i panni dell’uomo assist per ben 7 volte. A conti (tecnici) fatti Higuain è probabilmente il meglio a cui potremmo aspirare perché è capace di superare 20 gol in serie A risolvendo così un problema ormai atavico del Milan: la mancanza di un vero bomber. L’ultima volta in cui abbiamo potuto ammirare un attaccante realizzare oltre 20 gol era la stagione 2011/12 con le 28 reti di Ibrahimovic. Inoltre, quasi fosse una legge matematica, condizione necessaria ma non sufficiente in serie A per ottenere un posto per la CL è segnare almeno 60 gol stagionali, evento che non si verifica dal 2012/13! Credo che Higuain abbia sulla carta tutti i requisiti per abbattere questi due tabù.
E Bonucci? La perdita tecnica a mio avviso è importante. Dopo una prima fase condita da un numero enorme di errori ha formato con Romagnoli una coppia di sicuro affidamento con 15 reti subìte nel girone di ritorno ossia valori analoghi a tutte le grandi (juventus esclusa). L’arrivo di Caldara quindi dovrebbe essere accelerato per avere dei buoni meccanismi difensivi nel più breve tempo possibile dato un calendario non proprio felice.

Ma il resto? Il resto si riassume in una parola: centrocampo. La rosa rossonera è totalmente sbilanciata, basti pensare che tra portieri e terzini destri annoveriamo ben 9 elementi in rosa (assurdo!) mentre nella linea mediana del campo contiamo soli 8 elementi e tra questi ricordiamoci che ben tre di loro rispondono ai nomi di Montolivo, Bertolacci e José Mauri. Pelle d’oca vero? Senza una vera rifondazione qualitativa del centrocampo non è possibile fare voli pindarici nemmeno con Higuain perché è quello il punto nevralgico del campo. Non possiamo demandare la qualità al solo Calhanoglu o all’invenzione estemporanea di Suso, occorre qualità tra i titolari del centrocampo come tra le riserve, oltre a non poter giocare con gli uomini contati. Se poi il modulo dovesse rimanere il 433 occorrerà anche un ala veloce in grado di capovolgere il gioco e strappare in verticale.

Capitolo Gattuso. A differenza dei suoi colleghi le sue conferenze stampa raccontano sempre molto. Le sue parole riguardo al mercato e ai giocatori turbati mi lasciano perplesso. Non stiamo parlando di una squadra che ha vinto lo scudetto o ha lottato per il titolo, ma di un gruppo arrivato a 31 punti dalla capolista. Se gli attaccanti (o altri giocatori) non fossero sereni dovrebbe interessargli il giusto, cioè zero, perché non si sta smantellando la rosa del Real Madrid campione d’europa. Certo, Gattuso è reduce da esperienze non felicissime nelle varie società in cui ha militato ma, al netto della preoccupazione per la sua panchina, arrivasse o meno Higuain chi se ne frega dei mal di pancia di Kalinic, Silva e compagnia zappante. Bisogna sempre ragionare in grande, poi se si presenteranno restrizioni si farà di necessità virtù, ma fino a quel momento si dovrà ragionare con la testa alta e non il capo chino. Animo, Ringhio!

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.