La valvolina

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Un mese esatto, questo il tempo che ci separa dall’inizio del campionato. Per molti un tempo così ridotto equivale a un disastro (e lo è) vista la mancata chiarezza sull’assetto societario e sul rafforzamento (ipotetico) della rosa, ma ormai me ne infischio perché vorrei solo che iniziasse il campionato.
Per oltre un mese ci hanno propinato ampi sorrisi e “tutto a posto” o al massimo qualche lievissimo intoppo, una valvolina per dirla alla Pozzetto, e proprio come nei suoi film i problemi si sono rivelati enormi, altro che i famosi piano A o piano B a seconda della sentenza Uefa e il non farsi cogliere impreparati. Di ciò oramai me ne infischio, tanto le prese per i fondelli sono all’ordine del giorno così come le pseudo rassicurazioni di questo o quel personaggio, ormai dei veri vuoti a perdere ai miei occhi. Sarò banale, ma nella vita contano i fatti e ad essi mi adeguo quando appuro che i buoni propositi altro non sono che chiacchiere per imbonire il tifoso.

spiegazione tecnica sugli intoppi di quest’anno

Domani finalmente arriverà la sentenza del TAS così saprò se potremo giocare in europa league o meno perché da tifoso è quello che realmente mi interessa; ci stiamo dimenticando come la cosa più importante per chi esulta o impreca allo stadio, alla tv, o dovunque voglia, sia il campo. Il resto dovrebbe essere semplice contorno ma per noi Milanisti il piacere di parlare serenamente di campo è ormai negato da troppo tempo. L’essenza del calcio non è questo schifo a cui stiamo assistendo, né le mille voci di mercato senza senso che vengono date in pasto agli appassionati perché se così fosse non servirebbe appassionarsi a questo sport, che sport cesserebbe di essere, ma basterebbe leggersi un libro fantasy o un ottimo horror di Matheson.
Due giorni dopo la sentenza del TAS c’è il CdA ed aggiungo un bel chissenefrega a riguardo. La mia è un’evidente provocazione, ma il concetto è semplice: decisioni rapide su chi gestirà il Milan e un bel “tanti auguri e figli maschi”. Non mi interessa sapere se coloro che saranno chiamati a migliorare la nostra situazione tifavano Timisoara, Milan o qualsiasi altra squadra, spero sia gente in gamba e ciò lo scopriremo col tempo perché il loro operato si rifletterà inesorabilmente sul campo, ossia l’unica cosa davvero importante per un tifoso. Io sono stufo di guardare lo schifo che ci circonda, voglio tornare a parlare di campo e non di economia contando le monetine per acquistare questo o quello.

Esattamente come l’anno scorso la campagna abbonamenti è partita il 17 luglio e questa volta in totale sordina. Come tempistica la società è andata decisamente lunga, ma a voler essere positivi è un flebilissimo barlume di normalità in un mare di incertezze. Attendere ancora sarebbe stato deleterio oltre alla certificazione in marca da bollo del totale stallo societario anche se in un certo qual modo i modi fanno pensare in tal senso. La notizia dell’apertura della campagna abbonamenti è arrivata nella serata di martedì 16 luglio, pochissime ora prima della sua apertura, senza una vera pubblicità e nessuna campagna a riguardo a testimonianza di come tutto appaia decisamente improvvisato, senza programmazione. Beh, menomale che l’hanno aperta. Con tutta probabilità i numeri saranno decisamente inferiori a quelli registrati l’anno scorso, ma è giusto e soprattutto doveroso da parte della società permettere la sottoscrizione dell’abbonamento a chi intendesse farlo perché il tifoso viene prima di tutto.

Infine alla nuova proprietà chiedo soltanto tranquillità. Non credo di chiedere troppo sperando di poter avere finalmente una società in grado di difendere l’onore di quei colori e del tifoso troppo spesso lasciati al mercé di pennivendoli, scribacchini ed esperti da strapazzo senza colpo ferire, un peccato capitale. Il peccato poi diventa doppio se la difesa la si lascia ad un esperto di editoria sportiva che tutto il mondo non ci invidia…una scelta davvero illuminata, tipo le luci di Marsiglia.
Per il resto grazie al cielo c’è il campo. Se le scelte tecniche avvallate dalla nuova proprietà saranno state buone o meno ce lo dirà proprio il rettangolo verde, l’unica cosa che davvero mi interessa, l’unica cosa che mi fa sentire davvero tifoso.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.