La tris de Gabriella

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Abbiamo una bella squadra, non ho la più pallida idea di dove possa arrivare, ma questa è una squadra. Questo il mio primo pensiero al fischio finale sia dopo il derby che dopo la partita col Celtic in europa league, perché abbiamo uno spartito e una serie di movimenti che potremmo definire collaudati.
Credo sia già stato detto più e più volte come Ibra abbia fatto svoltare questa squadra soprattutto mentalmente, come Kessié nel nuovo ruolo ritagliatogli da Pioli abbia svoltato, idem Calha tornato nella posizione che prediligeva e con un modo di attaccare gli spazi che lo esalta, senza dimenticarsi di Kjaer e la sua leadership. Tutto giusto, ma io vedo qualcosa in più.
Io vedo una squadra che su 8 partite ufficiali ha dovuto far a meno per 4 volte di Ibra, 6 di Rebic e Romagnoli ed ha schierato titolare 6 volte Gabbia oltre a dover ricorrere a Colombo e Daniel Maldini in diversi frangenti. In definitiva non abbiamo quasi mai schierato l’attacco e la difesa titolare, hai detto niente. Nonostante questo l’identità della squadra non è mai venuta meno se non in casi sporadici (vedasi spareggio col rio ave), anzi direi che abbiamo potuto ammirare un tipo di azione che potrebbe diventare un marchio di fabbrica, ossia il ribaltimento del fronte d’attacco con gol. Solo nelle ultime due partite l’abbiamo apprezzato sia nel gol di Ibra su assist di Leao che in quello di Diaz su assist di Theo. Credo che sommando le due azioni non si arrivi a 40 secondi di gioco in cui abbiamo affettato l’avversario.
A mio avviso questo è il maggior pregio del Milan, la capacità di spaccare la partita con rasoiate improvvise che fanno veramente male perché imprevedibili nel corso del match avendo più uomini in grado di poter uscire dallo spartito. L’esempio principe è Theo, ma non dimentichiamo le accelerate di Leao o quelle di Pino e tutto questo tenendo conto che Rebic, uno specialista nella giocata improvvisa, è come non averlo avuto a disposizione.

Sono sincero quando dico che non so dove arriveremo perché vedo molte squadre potenzialmente su un livello similare e fino all’ultimo mi aspetto una lotta serrata, certo essere partiti in questo modo aiuta molto, così come vedere segnare contemporaneamente Krunic, Diaz e Hauge, per probabilità un evento più raro della tris de Gabriella. Già, però è proprio questa straordinarietà a farmi pensare che non sia proprio così straordinario l’evento perchè guardando bene su 19 gol segnati da inizio stagione abbiamo ben 10 marcatori diversi mandando in rete quasi tutti i giocatori della fase offensiva: Ibra, Calha, Leao, Diaz, Pino, Krunic, Colombo e Hauge. Mancano solo Rebic e Castillejo in pratica.
L’ultimo in ordine di tempo è stato Hauge il figlio di Odino, un giocatore su cui punto molto avendolo visto più volte. Nel gol si sono viste alcune delle sue caratteristiche: verticalità, corsa con palla in controllo e una dose di freddezza non indifferente. E’ un calciatore che deve entrare negli schemi, ma a mio avviso è un altro di quegli elementi in rosa in grado di spaccare la partita con rasoiate devastanti. Credo molto in lui, facciamolo inserire con calma perché ha doti importanti e in un calcio come il nostro può dire davvero la sua.

Con un attacco ancora una volta dimezzato nei titolari, chi sarà chiamato a far la differenza è Brahim Diaz già autore di due gol tra coppa e campionato. L’assenza contemporanea di Rebic e Calhanoglu è di quelle importanti e proprio per questo servirà una prestazione di livello dei loro sostituti dovendo affrontare una squadra estremamente ostica come la Roma, un avversario che definirei imprevedibile.
Il turnover visto contro il Celtic ha permesso di dare un po’ di riposo a chi ha giocato di più come Pino, Calabria e Bennacer oltre a darne una mezz’ora a un monumentale Kessiè, segno che si vuole avere una squadra decisamente in forma per il match di lunedì. Diaz come detto sarà la nostra cartina di tornasole perché da lui dipenderà buona parte dello sviluppo della nostra azione. Lo spagnolo ha certamente caratteristiche diverse da Calhanoglu, ma come il turco ama la giocata difficile, quella che a conti fatti può far la differenza. Il problema sarà limitare la perdita di palloni sanguinosi perché Dzeko, Mkhitaryan e Pedro sono elementi esperti di caratura internazionale in grado di risolvere la partita in qualsiasi momento.
Non sono in grado di fare un pronostico, per me la Roma è davvero una squadra indecifrabile capace di grandi giocate come grandi cappellate in un amen. Sarà una sfida decisamente interessante per cui godiamoci questa domenica in attesa di un altro big match: forza ragazzi rendeteci ancora una volta orgogliosi di voi!

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.