La tortura della goccia cinese

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La stanza delle torture

Su Wikipedia la definiscono così.

“La tortura della goccia cinese consiste in gocce d’acqua che vengono fatte cadere ripetutamente sulla fronte della vittima causandone la perforazione del cranio o comunque un forte disagio psicofisico. La claustrofobia aumenterebbe l’effetto del supplizio.”

Ecco come mi sento. Così. Un prigioniero legato su un lettino che deve subire una tortura continua, goccia dopo goccia. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Cominciò tutto una decina di anni fa (abbondanti) quando Berlusconi di fatto iniziò a disinteressarsi al Milan lasciandolo in balia degli eventi e del suo amministratore delegato di fiducia. Quello che ha preferito persino a sua figlia, al sangue del suo sangue. In quel momento mi avevano legato sul letto di tortura ma all’inizio non me ne ero reso conto. Le prime gocce sembravano persino rinfrescanti e quasi benvenute. Poi, col tempo, ho realizzato che mi stavano torturando.

Ogni tanto mi slegavano dal lettino sospendendo il supplizio. Ogni volta facendomi intendere che finalmente ero stato graziato e che da lì a poco avrei persino riacquistato la libertà. Ogni volta mi facevano credere che la tortura era finita salvo poi legarmi di nuovo ed aprire il gocciolatore un’altra volta. Lo fecero nell’anno dello scudetto di Allegri per poi l’anno dopo ricominciare a disfare il giocattolo. Dopo qualche anno e qualche altro milione di gocce, iniziarono con la storia della vendita. Ed Io a sperare ancora potesse iniziare una nuova era, finalmente libero.

Non poteva essere così semplice. Prima la farsa di KatoBee con dama rossa ed ex infermiere al seguito. Promesse, indiscrezioni, accordi di esclusiva (ma mai vincolanti e senza che girasse un Euro) fino al nulla di fatto finale. Nuovi proclami del presidente, nuove campagne acquisti a caso, le finanze della società sempre più in dissesto, la rosa sempre più infarcita di pippe e mezzi giocatori ed  un futuro sempre più nebuloso. Quando sembrava che fosse saltato tutto per aria e con la prospettiva di rimanere in quel nulla fatto di appostocosì, numeri periodici, nonentranessunosenonescenessuno e cravatte gialle per sempre arriva la bomba Campopiano. Lo scoop degli scoop. In Milan in vendita ai cinesi. Ci si mette di mezzo Sal Galatioto che è considerato il guro degli advisor in campo sportivo, non certo il primo che passa per strada. La trattativa và avanti e sembra seria, forse è la volta buona. Poi in una notte succede qualcosa che probabilmente non sapremo mai. Galatioto se ne torna negli States con le orecchie piegate e spunta dal nulla Zio Yongo. Uno sconosciuto proprietario di altrettante sconosciute miniere di fosfato che si compra il Milan.

basito ? noi ancora di più

Il resto è storia recente. Un cleousing tribolato che si chiude grazie ad un finanziamento pesante e pericoloso come una spada di Damocle, Fassone al comando con Mirabelli al fianco. Si chiude la stagione sportiva, l’ultima marcata Condor, e le premesse sembrano buone. Una campagna acquisti potente e brillante, tanti soldi investiti e tante tante aspettative. Sembrava tutto bellissimo. La tifoseria rossonera rialza la testa ed esplode l’entusiasmo. lo testimonia un San Siro gremito all’inverosimile per un preliminare di El. Si, forse stavolta è la volta buona. Poi, a parte i risultati sportivi deludenti, scoppia la grana UEFA. In realtà i prodromi c’erano. Prima il rifiuto del Voluntary, poi ci rimbalzano anche al Settlement mentre nel frattempo il famoso rifinanziamento più volte annunciato non arriva. Esce la sentenza, peraltro ampiamente preannunciata, con la relativa squalifica di un anno e da li in poi il delirio. Voci che si rincorrono su potenziali soci di minoranza, di maggioranza, che vogliono tutto o non se ne fa nulla. L’ultimo, quello che sembra più avanti ed ha catalizzato l’attenzione dei media, è l’Italo Americano Rocco Commisso. Vedremo come andrà a finire mentre nel frattempo siamo condannati all’attesa perenne che qualcosa cambi per davvero. E nel mezzo bonifici che arrivano a singhiozzo come le gocce che imperterrite si schiantano sulla mia fronte fino all’ultimo, i famosi 32 poponi, che arrivano nuovamente da Elliot complicando ancora di più la situazione.

Squalificati dall’UEFA, in attesa del ricorso al TAS, con il mercato bloccato e nell’incertezza più totale riguardo alle mani in cui andremo a finire (o rimarremo, Dio non voglia). La tortura è ricominciata un’altra volta con lo sgocciolatore che viaggia a nastro. Non riesco nemmeno più a prendermela con qualcuno in particolare in quanto i personaggi che si sono avvicendati in questi anni sono ormai una fila interminabile e sono tutti colpevoli a vario titolo. Berlusconi rimane l’origine di tutti i nostri problemi e non mi dimentico delle sue promesse. Disse più volte che aveva rinunciato ad offerte molto superiori a quella di Zio Yongo pur di lasciarci in mani sicure e facoltose ma, detto questo, sono colpevoli tutti. Di cosa ? Di aver giocato con la nostra pelle. E ce ne sarebbe per tutti se non fosse che faremmo notte ed è inutile ripetere quello che abbiamo già detto. Oltre Yonghong Lì ci metto dentro anche Fassone. Se non sapeva in che guaio si stava cacciando è un babbo. Se lo sapeva ha giocato anche lui il suo all-in in scala ridotta sperando di riuscire a venirne fuori ed allora è peggio ancora. Non mi interessa. E’ l’amministratore Delegato del Milan, è pagato per farlo e per farlo bene, che sia in buona fede o meno, che sia vittima o carnefice non cambia la sostanza. La responsabilità è anche sua. Spiace, il personaggio mi piaceva, ma la realtà è questa. Di tutti i personaggi che cercando un posto al sole banchettano sui nostri resti non parlo nemmeno. Dico solo che in un mondo ideale chi parla e chi scrive dovrebbe farlo in buona fede, almeno chi si professa milanista, mentre nella realtà stiamo assistendo ad un gioco allo sgomitamento a colpi di “io so tutto”, di scoop, di accuse e difese ad oltranza senza voler tenere conto dei fatti solo per compiacere questo o quello per finire con gli esperti dell’editoria nei giusti toni che cambiano le opinioni come i camaleonti il colore delle squame (sempre di rettili parliamo) solo per tenere i piedi in cento scarpe per avere la certezza di non perdere il carro dei vincitori del momento ma sempre pronti a cambiare padrone al primo segno di difficoltà. Miserie, solo miserie …

finchè ci sarete Voi …

Insomma, ce l’ho con tutti ma anche con mè stesso. Reo di averci voluto credere a tutti costi. Di avere visto le cose buone (e ci sono anche quelle) ma di sorvolare allegramente su tutti i segnali negativi che invece avrei dovuto saper cogliere. Vi prego di perdonare. Concedetemi almeno la buona fede. Anni di torture continue mi hanno condizionato. Quando ho intravisto una via d’uscita non ci ho capito più nulla, volevo solo evadere anche se non me ne rendevo conto.  Niente però può durare per sempre, nemmeno la tortura, ed anche questa situazione si risolverà. Stavolta però starò più attento. Guarderò ciò che succede rimanendo con gli occhi bene aperti e prima di sposare una causa vorrò avere delle certezze. Questa volta prima dimostreranno chi sono e quello che fanno e solo dopo, se mi piacerà, sarò disposto a dare il mio appoggio. Nel frattempo sono di nuovo legato al lettino con le gocce che scendono copiose ma resisterò ancora …

PS: In questi anni duri la tregua più bella è stata sabato sera. Passare una serata con Voi, conoscervi di persona, parlare di Milan, scambiarsi pareri, speranze e preoccupazioni è stata una boccata d’aria fresca di cui avevo davvero bisogno. Mentre tornavo a casa ho pensato che  nonostante tutto siamo fortunati. I proprietari, gli AD, gli allenatori ed i giocatori vanno e vengono, quelli che rimarranno sempre siamo noi e Sabato sera ho avuto l’ennesima dimostrazione. Non posso fare altro che ringraziarVi ancora …

FORZA MILAN, FORZA NIGHT

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.