La posizione del Milan

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Ancora una volta mister Gattuso è finito sul banco degli imputati per essere stato raggiunto a tempo scaduto da una lazio imprecisa sotto porta. L’accusa è quella di non aver effettuato cambi, specie nel tempo di recupero per spezzare il ritmo degli avversari. Il ragionamento non fa una grinza, ma a memoria l’ultima volta è successo un disastro con il gol di Icardi nel derby e la maggioranza dei tifosi incavolata per una sostituzione effettuata nei minuti finali andando a modificare l’assetto difensivo.
Per quanto mi riguarda, vista la panchina quasi inesistente, l’unico cambio che avrei effettuato sarebbe stato quello di Castillejo per Cutrone, cercando di sfruttarne la velocità ed il tiro anche da fuori area. Per il resto non avrei assolutamente azzardato Conti e nemmeno avrei fatto entrare Laxalt ricordando anche la sortita contro la juventus che portò al raddoppio gobbo (anche lì era subentrato da poco). Non dico che fosse giusto non fare sostituzioni, ma francamente non mi sento neppure di affermare che non avremmo subìto gol, visti anche i precedenti.
Nemmeno corrisponde al vero che il Milan di Gattuso subisce sempre nel finale. Se da una parte si son persi punti con Atalanta, Inter e Lazio dall’altra parte è vero che si è vinto con assalti finali contro Roma, Genoa e Udinese. Ciò che dovrebbe far riflettere è un altro dato: in 6 partite su 13 il risultato è cambiato nei minuti di recupero! Stupefacente ai miei occhi…o forse no.
A mio avviso la verità è che siamo una squadra giovane, inesperta e poco smaliziata. A ben vedere i nostri giocatori esperti (di età) rispondono al nome di Reina, Zapata, Strinic, Abate, Biglia, Montolivo ed Higuain. Depurati da quelli esperti solo di età, è facile comprendere come siano davvero pochi quelli in grado di dare tranquillità nei momenti di difficoltà della partita. A mio parere non è affatto un caso che per ben 6 volte su sole 13 partite il risultato finale sia cambiato nel recupero, perché non sappiamo addormentare la partita quando serve, non sappiamo ammazzarla quando serve e allo stesso tempo quando il risultato non è favorevole si parte all’assalto nei minuti finali. A mio modesto parere questo è sinonimo di una squadra giovane, ancora priva di una mentalità precisa e delineata ed ancora alla ricerca del suo equilibrio.

Questa ricerca di equilibrio è anche visibile dalle varie classifiche. Andando ad analizzare dei macro dati si scopre che dopo un terzo di campionato il Milan è quinto per gol segnati e undicesimo per reti subite. Andando a sommare le due classifiche si scopre come i rossoneri veleggino in ottava posizione, esattamente come l’anno scorso e quello precedente. Quindi nulla è cambiato? Non esattamente. Differentemente dagli anni passati siamo ottavi in questa speciale classifica, ma finalmente i numeri non ci danno per morti, ma vivi e vegeti.
Guardando la performance relativa ai gol segnati notiamo come, pur non essendo un bottino eccezionale, esso rappresenta uno dei migliori degli ultimi tredici anni. La stessa cosa non si può dire per i gol subìti che al contrario lasciano molto da pensare.
Andando ad osservare i numeri, dopo la partenza di Nesta e Thiago Silva la fase difensiva non si è ancora ripresa, anzi negli ultimi cinque anni per ben quattro volte sono stati subìti 17 gol in 13 partite (nella stagione scorsa furono 18) nonostante avversari differenti, ma soprattutto coppie difensive differenti. Verrebbe da chiedersi perché, oltre che per la classifica, siamo in piena lotta per il quarto posto.
Come già detto l’attacco segna un discreto numero di gol, c’è poi da aggiungere che rispetto all’anno passato nelle stesse partite disputate (trasferta di Empoli equiparata a quella di Benevento) si sono totalizzati 7 punti in più (22 punti totali contro 15), in pratica un aumento di quasi il 50%. Infine, ma non da ultimo, proprio la classifica già citata, ossia l’incapacità finora avuta dalle altre di ammazzare la lotta per il quarto.
Il Milan sta giocando con numerosissimi infortunati praticamente da inizio anno, ciò nonostante è quinto ad un punto dal quarto posto e quest’anno, a meno di un finale di girone d’andata davvero importante, la quota sarà attorno ai 70 punti, se non inferiore, e questo ci viene indubbiamente in soccorso. L’ultima volta che a questo punto del campionato la quarta classificata aveva meno punti di quelli attuali risale addirittura al 2006/07 con il Livorno quarto a 20 punti e quarto posto finale per il Milan a 61 punti (totalizzò 50 nelle rimanenti 25 partite). Nelle edizioni recenti con il quarto posto a quota 23 punti dopo 13 giornate, il punteggio finale si attestò a 64 punti (2014/15), 62 punti (2011/12) e 66 punti (2010/11).
In buona sostanza il Milan mostra qualche miglioramento, ma sono soprattutto le altre a zoppicare e proprio per questa ragione sarà fondamentale rimanere attaccati fino a gennaio per poi fare un mercato di livello su alcuni ruoli scoperti. Va ricordato che quest’anno la finestra invernale di calciomercato potrebbe essere davvero importante perché sono stati eliminati i vincoli legati alla partecipazione alle coppe. Se il Milan intendesse recuperare nel più breve tempo possibile posizioni importanti dovrebbe giocoforza intervenire in maniera chirurgica sul mercato perché l’occasione è davvero ghiotta.

A proposito di recuperare posizioni importanti, pesano come macigni le parole pronunciate da Leonardo a Sky dopo la sfida contro la Lazio:
Abbiamo un dialogo con tante persone. Come società vogliamo rientrare nel mondo del calcio, sono tante componenti che stanno tornando e altri che arrivano dal nuovo. Noi vogliamo ristabilire la posizione del Milan come mercato, politico, amministrativo ma anche sportivo. Abbiamo un contatto quotidiano con il mondo del calcio, e questo sarà un circuito fondamentale per la crescita del Milan. Dobbiamo rientrare nel mondo del calcio e far riconoscere il Milan in un certo modo. Dobbiamo dare identità alla nuova proprietà per farci conoscere e far capire quello che vogliamo fare”.
Parole pesanti per un tifoso, parole che fanno ben sperare. Io non ho la più pallida idea di cosa intendano fare, ma di sicuro quest’anno la classifica sta regalando una situazione quasi unica, opposta ad esempio a quella dell’anno passato dove dopo 13 giornate il quarto posto era a quota 31 punti (in realtà anche la quinta ne aveva 31) ossia 9 lunghezze in più rispetto ai nostri attuali punti. E’ un’occasione che va sfruttata a dovere con un mercato fatto di giocatori importanti nei ruoli deficitari e tanta coesione e unità di intenti per arrivare a gennaio in piena lotta champions league se non quarti.
Per quanto riguarda la coesione è positivo leggere come nel giorno di riposo ben sedici giocatori si siano presentati a Milanello e molti di questi sono atleti poco utilizzati se non addirittura ai margini. Non è un segnale da poco, anzi, come importanti sono le parole pronunciate da Gattuso in merito agli infortuni:
“E’ giusto che se ne parli. Ci può far crescere e migliorare, stiamo valutando se abbiamo sbagliato qualcosa. L’anomalia più grande è rappresentata da tre giocatori con lo stesso problema a livello tendineo, tutti nello stesso reparto. E’ quello che lascia un po’ perplessi” (fonte repubblica.it).
Il fatto che se ne parli, che sorgano quantomeno delle perplessità, mi rende più sereno perché verrà prestata un’attenzione almeno doppia e anche questo è importante per ottenere il risultato prefissato da Leonardo: rientrare nel mondo del calcio e far riconoscere il Milan in un certo modo. Insomma, ristabilire la posizione del Milan.

Seal

Infine il nostro ormai classico sondaggione!


Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.