La Fata Turchina

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Il tempo delle fate ...

Fossi la Fata Turchina Vi racconterei una favola. Potrei sceglierne una tra le molte che circolano al momento. La prima che mi viene in mente racconta di un tizio che sta vagando per le fogne di Hong Kong scoperchiando un tombino dopo l’altro alla ricerca della pentola d’oro (pare che il sottosuolo HongKonghese ne sia pieno). Un’altra parla di un signore cinese dalla dubbia reputazione che si diverte a comprare società di calcio sull’orlo del fallimento. Nel prosieguo della favola si scopre che il suddetto spende e spande per conto di un Signore molto in alto. Talmente in alto che gli basterebbe la sola imposizione delle mani  per fare sparire debiti e rifinanziamenti ma che, fattosi uomo, non vuole abusare dei suoi poteri ultraterreni e preferisce farsi prestare la fresca a strozzo. Ne gira pure una terza che racconta di un pazzo giocatore d’azzardo che punta tutti i suoi averi alla roulette. Un colpo secco giocato sul rosso ad un tavolo dove nove numeri su dieci sono colorati di nero. Uhm … no, questa non è credibile. Ce ne sarebbero molte altre ma non ho i capelli colorati d’azzurro anzi, non ho più nemmeno i capelli, non ho la bacchetta magica e, soprattutto, non sono una fata. Non credo alle favole. Non più almeno.

Che nel passaggio del Milan da Berlusconi ai Cinesi ci fossero parecchi punti oscuri era ed è innegabile ed ogni tifoso Rossonero si è fatto il suo film, immaginandosi la sua favola personale. Da quelle apparentemente più logiche alle più fantasiose. Per quello che sappiamo tutte le ipotesi hanno diritto di cittadinanza  perché non abbiamo uno straccio di prova a sostegno dell’una o dell’altra tesi. Solo vaghi indizi. Pochi tasselli di un puzzle articolato ed ognuno distante dagli altri, tanto che non si riesce ad identificare nemmeno una piccola porzione del quadro.

Su chi sia Li Yonghong, sul perché si sia imbarcato in questa avventura e dove starebbe il suo interesse non è dato sapere e, per dirla tutta, da lunedì 21 a Mercoledì 23 non è cambiato nulla. Poco o niente sapevamo prima e poco o nulla sappiamo adesso se non che la commissione investigativa dell’UEFA CFCB (club financial control body) ha negato il “settlement agreement” spedendoci direttamente alla camera giudicante, onore fino ad ora concesso a pochissimi fortunati. Si potrebbe discutere a lungo sulla decisione anche perché i motivi addotti per negarci il “settlement” non rientrano tra i criteri di valutazione del FFP. Vero, è un po come se un pubblico ministero indagasse un signore per reati amministrativi. Gli avvocati chiedono il patteggiamento che viene rifiutato perché nel corso delle indagine gli inquirenti hanno scoperto che l’indagato starebbe progettando una rapina a mano armata. Dato che non credo alle favole ed ai complotti massonici la sensazione è  che la commissione investigativa si sia trovata per le mani un caso scottante e che, rimandando tutto alla camera giudicante, se ne sia lavata le mani scaricandosi di ogni responsabilità. Che se la vedessero i giudici e decidessero, se del caso, le condanne. Loro hanno fatto presente che la situazione finanziaria è a rischio per i noti motivi.  Se il collegio giudicante emetterà una pena leggera, e non lo credo, e dovesse poi scoppiare il bubbone se la prenderanno con la corte e tutti felici e contenti. Fatto sta che il danno, ingentissimo, a torto o a ragione è stato fatto.  In pochi secondi, il tempo di leggere uno scarno comunicato,  e sono stati cancellati quel residuo di credibilità che gli ultimi 10 anni di mala gestione Berlusconiana aveva lasciato in eredità e quell’alone di leggenda e gloria che, a dispetto dei disastri recenti, il solo nome “MILAN” era ancora capace di evocare nel mondo del calcio. Comunque vada a finire riconquistare un posto al sole sarà faticosissimo e ci vorranno tempo, pazienza, disponiblità e grande sagacia. Sempre che le cose comincino ad andare, finalmente, per il verso giusto.

Come sempre però non tutti i mali vengono per nuocere. La sentenza UEFA ha il pregio innegabile di aver smosso le acque. Oddio, più che smosso ha provocato un vero tsunami mettendo la proprietà con le spalle al muro. A questo punto le alternative non sono più molte. O Zio Yongo trova un compratore (o un socio molto facoltoso) a cui passare la mano in parte o del tutto, o riesce a rifinanziare “motu proprio” ed allora il mistero si farà ancora più fitto o, per finire, cadremo nelle mani di Elliot che ci rivenderà al miglior offerente. C’è di buono che entro Ottobre lo sapremo. Ma intanto la stagione in arrivo ci vedrà probabilmente fuori dalle coppe e con un mercato bloccato in attesa che si sappia di che morte dobbiamo morire.

Un volto che dice tutto …

Qualsiasi sia il gioco le carte si scopriranno su tavoli riservati ben distanti dall’Italia e ne sapremo qualcosa solo a mano finita. Si presenterà un vincitore e quello, ci piaccia o meno, ci dovremo tenere. Mi chiedo solo qual è il vero ruolo di Fassone. Complice o vittima inconsapevole ? Cosa e quanto sa ? La reazione sbigottita all’annuncio del rifiuto UEFA arrivata mentre era impegnato nella riunione di lega la posso pure comprendere. E’ stato preso alla sprovvista da una notizia shoccante ed inaspettata. Molto meno la conferenza stampa dopo il CDA tenutosi qualche giorno dopo quando aveva avuto tutto il tempo per dare risposte sensate e, per quanto possibile, esaurienti. Me lo immagino quel CDA. Fassone ad un capo del tavolo da riunioni che guarda con l’occhio pallato Han Li che nel frattempo è al telefono con la Cina e parla in stretto dialetto manchuriano con la Sig.ra Li perché il marito è al momento irraggiungibile (pare sia a caccia di tombini). Ma, accidenti, va tutto bene solo non ci saranno accelerazioni sul rifinanziamento. “Ma state tranquilli risolveremo brillantemente”. Esticazzi direbbe un tizio di mia conoscenza. Il tutto mentre un signore seduto al tavolo con un sogghigno di soddisfazione stampato sul volto si guarda in giro annoiato mentre si lima le unghie con indifferenza. Sembra un avvoltoio che sta per calare sulla carogna in putrefazione. E non è detto che non sia così.

E poi ci saremmo noi. Milioni di tifosi in Italia ed in tutto il mondo che hanno dovuto svegliarsi da un sogno. Quello di riavere la loro squadra del cuore dopo anni di nulla. Quelli che ci hanno creduto, che hanno sostenuto ad oltranza, che hanno capito il momento e si sono fatti andare bene tutto, che sono andati a San Siro ed in trasferta, hanno sofferto e mandato giù bocconi amari. Che si sono presi il caldo torrido di Agosto ed il freddo glaciale di gennaio pur di sostenere i loro colori, che stanno con il cuore in gola in attesa che qualcuno si degni di spiegare loro come stanno le cose.

E, dato che nel torbido si pesca meglio, c’è tutto il resto. La stampa che ci sguazza tanto, visto che nessuno sa nulla, chiunque può sparare le sue cazzate impunito e, chissà perché, si sentono tutti obbligati a farlo. La società è, o quantomeno appare, debole e non si può nemmeno permettere il lusso di replicare. Sui social impazzano le notizie più assurde, le voci, i sussurri. Filtra di tutto e “l’impero degli insider colpisce ancora” per non parlare degli esuli di “Widowland” che non aspettavano altro per ribadire il lor refren preferito. “Quando c’era lui caro lei…”. E, per non farci mancare nulla, ci dobbiamo pure sorbire pure il perculaggio continuo e reiterato dei tifosi avversari. Beh, fa male, anzi malissimo. Avanti così non si può andare. Il rischio fondato è quello di buttare tutto ciò che di buono è stato comunque fatto e dover ricominciare da zero un’altra volta e perdere quel fuoco di passione intenso e bruciante che era stato riacceso da ceneri mai sopite.

Adesso le favole sono finite, devono rimanere solo i fatti. Io sto aspettando. Fiducioso ? Questa volta non so davvero che dire …

PS. Il 23 Giugno, lo ricordo nuovamente, cade il decennale del night ed organizzare “la festa” è per noi un grandissimo piacere. Potere ringraziare di persona chi ci dedica il suo tempo un premio di cui andiamo orgogliosi. Non vediamo l’ora. per partecipare cliccate QUI . Vi aspettiamo …

FORZA MILAN

Axel

 

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.