In vista di Roma

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L’evento calcistico di ieri, la vittoria con rimonta ‘epica’ della Roma contro lo sbiaditissimo Barcellona, ha fatto ricordare a tutti noi che nel calcio non c’è nulla o quasi di impossibile. Devo ammettere che ieri sera ho seguito con passione la partita dei giallorossi (in Europa tifo contro solo ed esclusivamente inter e juve tra le italiane) e ho esultato assieme ai romanisti al fischio finale di Turpin.

Visto il luogo dove si è svolta la partita (Olimpico di Roma) mi è subito sovvenuto che, a dispetto di chi tra i tifosi rossoneri dopo il Sassuolo ha sentenziato ‘stagione finita!’, abbiamo una importantissima finale da giocare proprio nella capitale tra meno di un mese. Come giustamente ha sottolineato un certo Ruud Gullit, la mentalità vincente e le squadre di successo si costruiscono a partire dai successi e dai trofei. E che sia una Coppa Italia e non uno Scudetto o una Coppa Europea poco importa in questa fase.

Molti dei sopracitati che hanno decretato la fine della stagione rossonera alle 22.40 di domenica 8 aprile danno per persa la partita contro la juventus vista l’oggettiva differenza di valori in campo. Ma riprendendo ancora una volta l’esempio della Roma, non c’è nulla di più sbagliato nel calcio di darsi per sconfitti, specialmente in una finale. Specialmente se in partita secca. Specialmente se ci si chiama Milan. Rispetto alla sconfitta ai supplementari di due anni fa, peraltro arrivata contro una juve a mio parere più forte dell’attuale e con un Milan molto meno forte di quello guidato da Gattuso, arriviamo all’appuntamento dopo un percorso molto più complicato. Nel 2015/2016 il Milan eliminò Perugia, Crotone, Sampdoria, Alessandria (!!!). Nel 2017/2018 ha eliminato Hellas Verona, Inter e Lazio. Non esattamente la stessa cosa: quest’anno la finale è giunta meritata dopo aver combattuto, nel vero senso della parola, contro squadre di serie A, due delle quali arriveranno ragionevolmente nei primi 5 posti della classifica precedendoci nella stessa.

Il fatto stesso che in questo momento la squadra stia avendo un fisiologico calo dopo i tre mesi a tutta (gennaio, febbraio, marzo) potrebbe essere un buon segnale in vista dello scontro con la juventus. C’è il tempo, e speriamo che Rino e il suo staff abbiano fatto anche questo calcolo, di arrivare in piena forma a quello che è divenuto l’appuntamento clou della nostra stagione.

Lo stesso Bonaventura, tra i peggiori di questa fase della stagione, ha ammesso dopo la partita contro i neroverdi:

” Ci dispiace, ora dobbiamo fare il massimo nelle prossime gare perché dobbiamo rincorrere e difendere la nostra classifica. Adesso ci manca un po’ di brillantezza, un mese fa probabilmente questa partita l’avremmo vinta” (fonte: ACMILAN.COM)

Speriamo tutti che in quel di Milanello si stia lavorando sì per mantenere la posizione in campionato, che garantirebbe la partecipazione alle coppe europee a prescindere dalla coppa nazionale, ma anche per recuperare la brillantezza in vista del 9 maggio. Il Milan versione inverno può giocarsela con la juve nonostante la differenza di qualità e di esperienza della rosa.

Mi piacerebbe però che anche i tifosi del Milan non partissero sconfitti ma, pur nella ragionevolezza e nell’analisi oggettiva della situazione, non diano per abbassata la serranda della stagione perché abbiamo ancora tanto da giocarci, fosse anche solo continuare a gettare le basi per una ripartenza efficace nella prossima stagione, che dovrà essere quella del consolidamento delle fondamenta gettata quest’anno.

Ho sempre detestato chi si sente o si è sentito nella posizione di dare patenti di tifo (o non tifo) agli altri. Ho sempre detestato chi mirava a segmentare i tifosi tra evoluti, non evoluti o vattelapesca. Quindi non mi metterò certo a pontificare sul fatto che il vero tifoso debba fare questo o quello. Invito però tutti a rimanere concentrati sulle partite che ci restano perché l’annata sportiva 2017/2018 è tutt’altro che finita.

Come oggi mi ha suggerito l’amico Gian, la Roma di Di Francesco a prescindere dal prosieguo del cammino in coppa, ha dimostrato che un gruppo motivato che ci crede può fare qualsiasi cosa. E, da tifoso romantico, mi piace pensare che in qualche modo parte del gruppo siano in senso allargato anche i tifosi.

E, al netto della delusione a caldo per lo sfumare della chimera (io la ho sempre ritenuta tale) Champions League, vorrei si desse un filo di credito a una squadra una società un allenatore che ci ha fatto sentire coinvolti e ci ha fatto emozionare come non accadeva da almeno un lustro.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO. NON SI MOLLA UN CAZZO

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!