In fretta e furia

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Scrivo questo post “in fretta e furia” nell’unico momento libero di questa settimana al limite della follia in cui gli impegni lavorativi mi stanno sballottano qua e là in giro per la penisola. In una camera d’albergo in quel di Pisa, in preda a deliri da febbre rasente i trentanove,  nella serata di Milan-Lazio di coppa Italia. Siate comprensivi …

Dopo il match di campionato mi aspetto una Lazio diversa. Inzaghino può essere simpatico o meno ma ha già ampiamente dimostrato di essere un allenatore piuttosto in gamba. Sono certo che, al di là delle frignate di rito per il gol di Cutrone, sappia che il Milan ha meritato i tre punti. Si è anche reso conto che questo Milan non è la stessa squadra che aveva battuto di goleada in campionato nella sfida di andata e probabilmente ne è rimasto un po sorpreso; quasi impreparato. Prima della partita mi chiedo se giocherà questa partita come il naturale prolungamento della precedente, un po alla “facciamo a chi ce l’ha più duro”, o se studierà degli accorgimenti tattici particolari per metterla su un piano diverso. Do una occhiata alle formazioni ufficiose e se da una parte l’assenza di De Vrij lo costringe ad una mezza rivoluzione in difesa la presenza di Felipe Anderson dall’inizio mi inquieta in quanto giocatore che, quando è in serata, può fare ammattire chiunque e potrebbe rivelarsi letale per la nostra linea difensiva per estro e velocità. Il rientro di Immobile sembra la ciliegina sulla torta laziale.  La formazione del Milan invece evito di guardarla in quanto Gattuso ci ha ormai abituato che qualsiasi previsione facciano i cantori dei media la disattente. Sembra quasi faccia apposta a mischiare le carte prendendoli un po per il culo. quindi aspetto la formazione ufficiale. La lazio è comunque un cliente difficile ed alla coppa Italia ha dimostrato di tenere parecchio tanto che negli ultimi cinque anni ha giocato tre finali vincendone una ed ha vinto 5 CI in vent’anni. Non sarà una “passeggiata de salute”.

Nel frattempo faccio zapping per passare il tempo e mi imbatto nella presentazione della partita su RAI 1 notando che tra studio ed inviato a San Siro in tre minuti e trenta secondi di servizio riescono a buttar li quattro volte con assoluta noncuranza che il gol di Cutrone era irregolare chiudendo con il capolavoro di Volpi secondo cui l’intera partita è condizionata da quel gol malandrino. Senza entrare nei particolari (l’abbiamo già fatto abbondantemente nei giorni scorsi)  che non abbiano la mano tenera mi sembra assodato. Questo Milan fa paura e non sia mai che rialzi davvero la testa. “E certo, ma come si permettono questi. Non si scansano, pagano solo le provvigioni di legge, non fanno mastruzzi con i procuratori, non si inchinano ai soliti noti, fanno volare le sedie se del caso, parlano con i tifosi, e sul mercato non guardano in faccia a nessuno. Hanno persino preso un capitano dalla Juve, e che cazzo ! Non sia mai che qualcun altro capisca che si possono fare le cose giocando il proprio gioco senza doversi inchinare al potente (sempre quello) di turno e stare alle regole occulte che hanno imposto. Non sia mai che questo esempio pernicioso venga seguito da qualcun altro e che il morbo della serietà e dell’onestà si sparga. E come facciamo se no ? Meglio spegnere sul nascere ogni velleità e sparare a zero appena possibile per ridurre questi rivoluzionari miscredenti a più miti consigli. Nessuno si azzardi a toccare lo Status quo così tanto conveniente.”

In attesa del fischio d’inizio permettetemi un pensiero per Mister Azelio Vicini. Un signore d’altri tempi prestato ad un calcio urlato e tritatutto dove la sua pacatezza venne scambiata erroneamente per debolezza ma dal quale seppe uscirne con animo sereno. Una brava persona, un uomo che merita rispetto. Mister, nella sua nuova vita le auguro di trovare una squadra ed una federazione degni di lei.  Di quella che abbiamo possiamo solo vergognarci ….

La partita inizia e finisce. Brutta. Un primo tempo dove la Lazio prova a menare le danze. I nostri sembrano lasciarglielo fare limitandosi a difendere con ordine. Un paio di mezze occasioni per i biancocelesti mentre per noi il nulla. Kalinic non sarà un grande attaccante ma se lo lasci sempre solo con intorno tre avversari ed il compagno più vicino a 15/20 metri  servendolo con lanci lunghi non si possono pretendere i miracoli. L’unica nota positiva è che la squadra rimane sempre compatta ed i rischi limitati con Borini che se la sfanga come esterno di difesa ed Abate che a tratti sembra persino un giocatore. Nell’intervallo arriva il messaggio di un amico. “Axel, se vedi il Milan segnare chiama subito un’ambulanza e fatti portare al pronto soccorso. Vuol dire che la febbre è salita e stai delirando…”

Il secondo tempo sembra un po meglio con gli allenatori che cercano di sparigliare con i cambi. Gattuso prova il Jolly Calha. Sembra funzionare ma Inzaghi cala la contromossa cambiando al volo uno spento Anderson con Luis Alberto e la Lazio si fa subito pericolosa con Donnarumma che toglie letteralmente dalla porta una palla schiacciata di testa da Immobile da zero metri. Gattuso reagisce a sua volta mettendo Cutrone per un Bonaventura da denuncia.  Allarga Suso e Calha a centrocampo e si schiera con 4-4-2 che da più sicurezza. Da quella mossa nasce l’occasione più ghiotta del match. Suso mette un bel cross tagliato per Cutrone che anticipa di testa i suoi controllori con Strakosha che restituisce a Donnarumma la cortesia. La respinta arriva dritta sui piedi di Calha che si mangia un gol immangiabile sparando alto a porta spalancata. Da li in poi a parte le sostituzioni che non cambiano l’andamento della partita ricordo una sequenza continua di errori banali dall’una e dall’altra parte, la stanchezza del doppio confronto si fa sentire. La differenza tra la partita di domenica e questa è che la Lazio può cambiare tre o quattro giocatori senza perdere di efficacia questo Milan no, o almeno, non ancora e con in campo le “seconde linee” perde le certezze che ha acquisito. Mi tengo comunque stretto il risultato. In quattro giorni abbiamo prima vinto e poi pareggiato (senza prendere reti) con la squadra a mio avviso più in forma del campionato. Nel ritorno giocheremo fuori e dopo una serie terribile ma anche la Lazio giocherà in coppa altrettanto spesso ed i nostri ragazzi sembrano comunque in crescita fisica e psicologica. Non sarà facile ma non partiamo battuti.

Nei prossimi due giorni, ammesso e non concesso che superi la nottata, gli impegni lavorativi mi impediranno di seguire commenti e voci ma sono curioso di vedere cosa si inventeranno stavolta. Chissà che non trovino qualche telecamera nascosta che riveli qualche altra nefandezza dei rossoneri ? Che so, un rigorino non visto ? un mani galeotto in area rossonera ? Mi raccomando tenetemi informato su queste pagine. In qualsiasi posto sarò, fossi pure ricoverato in rianimazione, il modo per dare un’occhiata al night riuscirò a trovarlo.
Ora non rimane che recuperare le forze perché domenica ci aspetta un altro impegno ostico in trasferta contro una Udinese che rispetto all’andata si è rimessa in carreggiata. Oggi per noi non esistono impegni “facili” e spero che Gattuso voglia/possa tornare alla formazione “titolare”. Sperando che tutto vada come deve andare ci sarà poi una settimana piena per recuperare. L’ultima prima di una sequenza di impegni che appare più dura del mitico BUD/S dei Navy Seals. Conto che, come le reclute che devono guadagnarsi il tridente, nessuno dei ragazzi suoni la campana del ritiro volontario chiamandosi fuori dalla lotta. Il sergente “Gatway” sembra deciso a fare dei suoi allievi dei veri rossoneri e non scommetterei un soldo sulla sorte di chi non starà al passo. Bene così !

PS: finita la partita l’amico mi scrive di nuovo. “Axel, stavo scherzando prima o poi segniamo, siamo solo a febbraio… e poi non preoccuparti noi rossoneri abbiamo la scorza dura, vedrai che domattina starai meglio. Ci troviamo domenica sul LIVE di Milannight per goderci la partita insieme ?”. Stavolta gli rispondo. “Ci puoi giurare Bro, anche se dovrò fare tutto in fretta e furia ci sarò. Il sergente starà aspettando, meglio non farlo incazzare…”

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.